Dopo il grande successo riscosso a Pietrasanta durante il corso della scorsa primavera, dove l’incanto, la poesia e l’ironia di Rinaldo Bigi sono state accolte con una imponente mostra monografica a lui dedicata, una accurata selezione dei suoi lavori, soprattutto dipinti ed alcune sculture da interni, saranno esposti a Lugano dal 16 marzo fino alla fine di giugno. Le opere scelte, magnifiche testimonianze della padronanza nell’utilizzo delle tecniche più diverse, trascinano il visitatore fin dentro le profondità del mondo onirico ed ironico che da sempre il maestro Rinaldo Bigi racconta attraverso i personaggi, gli oggetti, le storie e gli ambienti inattesi e fantastici. Le sue grandi tele e le carte eseguite ad olio e a pastelli sono concepite come un teatro di forme, colori e figure in gioco di apparizioni fantastiche. Pur dipingendo da lungo tempo e con continuità, di Bigi erano soprattutto note le opere plastiche. Opere in marmo e in bronzo tra le più rappresentative della sua terra. Pietrasanta, nel contesto apuo-versiliese, è infatti un luogo ove convergono, risiedono ed operano maestri provenienti da tutte le latitudini, geografiche e culturali, del mondo. Bigi scultore ha sempre avuto uno speciale legame con il colore e il piano superficie, pur praticando la pittura non al margine ma certo in modo riservato rispetto alla scultura. Anzi, mano a mano che la pittura è andata crescendo in autonomia nel suo laboratorio creativo, ha finito col transitare, per osmosi, nella scultura stessa. Bigi può oggi dirsi partecipe, con una propria identificabile voce, del filone maggiore della tradizione moderna dei pittori/scultori e, meno rappresentata, degli scultori/pittori. La serata di apertura della mostra luganese sarà inoltre l’occasione per annunciare l’avvio di un grande progetto finalizzato alla realizzazione di un Archivio Generale di tutte le opere dell’artista, che troverà sede proprio a Pietrasanta. Un ambizioso sforzo corale concepito per garantire nel tempo non solo la memoria, la tracciabilità e la documentazione di tutta l’opera di Rinaldo Bigi a partire dalla fine degli anni ’60, ma anche per tramandare alle future generazioni, attraverso eventi, testimonianze e scritti, un patrimonio unico e una cultura che appartengono ad un intero territorio. A partire dall’inizio di aprile lo Spazio Malpensa, presso la Soglia Magica e le Sale Vip, ospita poi una mostra delle opere di Alessandro Busci, pittore e architetto, che vive e lavora a Milano. Laureato al Politecnico di Milano, l’artista indaga le potenzialità dello scambio fra le tradizioni iconografiche occidentali e orientali e la sua produzione si distingue per la forte valenza del segno, pittorico e calligrafico, realizzato su supporti non convenzionali come acciaio, rame e alluminio lavorati con acidi e smalti o sulla più tradizionale carta. Ha iniziato a esporre nel 1996 alla 36° edizione del Premio Suzzara e sue personali sono state allestite a Milano, Roma, Brescia, Torino, Londra, Bordeaux, Madrid, Milano, Bilbao, San Francisco e Napoli. Di grande interesse i cicli di opere di grande formato che raccontano gli spazi della città contemporanea e quelle dedicate agli spazi aeroportuali (Airports). Busci è del resto un artista profondamente e sinceramente milanese che è cresciuto attingendo alla cultura figurativa dei grandi maestri come Umberto Boccioni o Mario Sironi. Come scrive Ada Masoero, «Busci si inserisce, con la sua pittura, in una tradizione alta e profondamente radicata della cultura pittorica milanese ma vi immette la sua personalissima visione che se è dinamica e vibrante per la pennellata e per i processi chimico-pittorici che ama innescare sull’acciaio cor-ten o sulle lamiere su cui dipinge, è però abitata da cantieri deserti, notturni e silenziosi, immersi nelle atmosfere sinistre generate da quei cieli ardenti o solforosi, che proiettano le sue vedute, ben riconoscibili e quindi apparentemente realistiche, in una dimensione visionaria situata ben oltre il “reale”».
Gallerie e Mostre
Omaggio a un grande Artista
15 Febbraio 2018