Accanto ai bianchi e ai rossi, le “bollicine” riscuotono un apprezzamento sempre maggiore. Qual è in proposito la situazione ticinese?
MATTIA BERNARDONI: «Posso confermare che anche in Ticino ci sia un trend positivo inerente alla richiesta di bollicine, locali e non. Negli ultimi anni sempre più produttori hanno iniziato o ampliato la loro offerta di vini spumanti, sia nella versione Charmat, sia prodotti con Metodo Classico».
TIZIANO TETTAMANTI: «Negli ultimi anni la produzione di spumanti ticinesi si è ampliata parecchio. Oggi quasi tutti i produttori ticinesi di vino propongono pure uno spumante. Abbiamo più metodi per produrre uno spumante, ma i due più utilizzati sono il metodo classico tradizionale, con fermentazione e presa di spuma in bottiglia, metodo più lungo e costoso, oppure il metodo Charmat, più veloce e meno costoso. In Ticino gli spumanti sono vinificati dai vari produttori con tipi di uvaggi diversi e differenti. Ognuno propone a piacimento il suo stile di vino. I clienti apprezzano molto questi vini con bollicine ticinesi, che si prestano molto bene quale aperitivo o per le festività in arrivo. Posso anche confermare che tutti gli spumanti ticinesi sono di ottima qualità».
Quali sono le aree del Cantone specializzate nella produzione di vini spumanti e quali metodi vengono prevalentemente utilizzati?
MATTIA BERNARDONI: «Posso dire che non ci sono delle aree del Cantone specializzate per la produzione di vini spumanti. Questi vengono prodotti da varie aziende sparse sul territorio. C’è però, almeno a livello di Associazione Ticinese Negozianti in Vino e Vinificatori, una maggiore produzione di spumanti con il metodo Charmat (circa tre volte la produzione con Metodo Classico), in quanto è più veloce e richiede meno spazio in cantina. Con il Metodo Classico, le bottiglie devono rimanere in cantina per la fase di presa di spuma e affinamento per almeno 18 mesi, fino a 40 mesi».
TIZIANO TETTAMANTI: «Come già descritto in precedenza, in tutto il Cantone vengono prodotte delle bottiglie di spumante con differenti metodi. Ci sono pure delle aziende che presentano più di uno spumante. Quindi la scelta è molto variata, dal Sopraceneri al Sottoceneri. Possiamo trovarli vinificati in bianco oppure in rosato. Dal Extra Brut al Bru, oppure al Extra Sec: ce n’è per tutti i gusti e palati».
Qual è, in generale, l’andamento delle vendite di vini in Ticino in prossimità delle festività invernali?
MATTIA BERNARDONI: «Le vendite di vini in prossimità delle festività invernali hanno di regola un impatto importante rispetto al totale annuale. Si genera circa il doppio delle vendite rispetto a un altro mese autunnale».
Come si è andato modificando nel corso degli anni il gusto dei consumatori relativamente all’acquisto di vini da bere in occasione di momenti di festa?
MATTIA BERNARDONI: «Il pubblico negli ultimi anni non ha cambiato molto le sue preferenze per i vini da consumare o regalare durante le festività. Vengono prediletti sempre vini rossi importanti e bollicine. Quello che è cambiato è la zona di produzione di questi vini: la tendenza in atto è consumare più locale. Questo dimostra da una parte la crescita qualitativa della produzione locale e dall’altra un maggiore orgoglio del consumatore nel regalare un vino del territorio ticinese».
Per quanto riguarda il suo gusto, quali sono i migliori abbinamenti cibo/vino per i pranzi di Natale e Capodanno?
MATTIA BERNARDONI: «Personalmente apprezzo iniziare un pranzo di Natale o una cena di Capodanno con una buona bollicina, per poi proseguire il pasto con un’importante bottiglia di vino rosso e chiudere ancora con una bollicina».