L’evento itinerante di Assovini Sicilia ha scelto quest’anno le bellezze di Taormina e Radicepura per presentare alla stampa internazionale i vini dell’ultima vendemmia e per discutere della crescita dell’enoturismo all’interno del convegno Sicilia. L’associazione vinicola sottolinea la vocazione e il ruolo delle aziende associate come ambasciatrici e custodi di cultura e territori, e traccia la strada per il futuro della produzione vinicola siciliana, sempre più legata all’enoturismo come esperienza del vino. Consapevoli del trend in crescita dell’enoturismo siciliano, i soci di Assovini Sicilia hanno scommesso sul binomio turismo e vino, e stanno contribuendo con successo a far crescere il brand Sicilia valorizzandone il territorio con competenza, determinazione e professionalità.

L’intervento di Laurent de la Gatinais, Presidente di Assovini Sicilia, ha aperto il convegno Sicilia en Primeur nella splendida cornice del parco botanico di Radicepura, ai piedi dell’Etna: «La Sicilia ha tutte le carte in regola per diventare una destinazione enologica d’eccellenza, la Napa Valley del Mediterraneo, per varietà e qualità del vino, bellezze paesaggistiche e un patrimonio storico e archeologico unico. L’enoturismo si sta rivelando di importanza economica e strategica in Sicilia per la capacità delle cantine di essere un luogo in cui si coniugano arte, storia, natura, cultura gastronomica e territorio».

Roberta Garibaldi, docente dell’Università degli Studi di Bergamo e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, nel suo intervento su Tendenze e tendenze del turismo enogastronomico ha sottolineato che «La Sicilia conferma il suo primato come migliore destinazione enogastronomica per i turisti italiani perché dell’appeal che l’enogastronomia fornisce l’enoturismo è uno dei punti di forza dell’offerta. Tra le wine experience prevalgono le degustazioni al tramonto (66%), le cene in vigna (60%), la vendemmia turistica (46% ), il wine trekking (42%) passando per il nuovo trend del foraging (46%). La parola d’ordine è “diversificare”, ma in base al target di riferimento, senza dimenticare programmi per famiglie e bambini».

«Lo sviluppo del turismo anche per noi è sempre più esperienziale. Il cibo e il vino accompagnano ogni viaggio degli ospiti, con le visite alle cantine tra le esperienze più popolari. I nostri ospiti sono affascinati dalle aziende familiari, ma soprattutto considerano importante che ci sia una narrazione dietro ogni esperienza», ha sottolineato Lorenzo Maraviglia– Direttore Generale del San Domenico Palace, Hotel Four Seasons.

Antonio Rallo, presidente del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia, ripercorre la storia del Consorzio DOC Sicilia dal 2012, anno della sua fondazione, sottolineando che «Le ricchezze dell’isola provengono da un patrimonio senza eguali clima ma anche da un territorio che conta più di 70 varietà autoctone e 42.000 ettari di viticoltura sostenibile. Tra i nostri impegni prioritari c’è quello di dedicarci alla conservazione della biodiversità generata dai 3000 anni di viticoltura sull’isola».

Oggi l’export di vino italiano si concentra principalmente sui mercati europei e nordamericani mentre l’Asia è ancora marginale, anche se in crescita. Lo stesso vale in proporzione per quanto riguarda la Sicilia: i cinque mercati più significativi sono infatti Germania, Stati Uniti, Svizzera, Regno Unito e Belgio. Da segnalare la crescita dell’export siciliano verso Stati Uniti e Svizzera tra il 2021 e il 2022.

Il Tour organizzato, orientato sulle Terre sicane e Val di Mazara, ha permesso di visitare diverse aziende viticole, tra le quali Cretto di Burri, Musita, Assuli Baglio, Tenuta Gorghi Tondi, Feudo Arancio, Serra Ferdinandea, Dimora SIQU e Mandrarossa Winery. Non è mancata una visita del Parco Archeologico di Selinunte e della splendida località di Taormina.

Le aziende vitivinicole si presentano

Assuli: vini preziosi con un’anima

Assuli, in dialetto siciliano “Al Sole“, sorge nel contesto di terreni della famiglia Caruso, una bellissima area naturale che si estende su una proprietà di circa 130 ettari. La cantina è il risultato di un lento ed accurato lavoro di ristrutturazione di un antico baglio del ‘700, rispettando i criteri originari in una struttura con sue esigenze di funzionalità ed efficienza. Ed è proprio il legame con il territorio il filo conduttore di una storia iniziata nel 1948 quando il Cav. del Lavoro dott. Giacomo Caruso, imprenditore siciliano di successo e punto di riferimento per lo sviluppo dell’economia del territorio, intuì le potenzialità del ‘Perlato di Sicilia’, un marmo estratto sul vicino Monte Cofano. Parallelamente allo sviluppo nei settori edilizio e lapideo, la famiglia Caruso ha mantenuto salde le proprie radici, ampliando negli anni 2000 le proprie campagne, già di proprietà dal secolo scorso. Grazie al mantenimento scrupoloso dei canoni tradizionali di lavorazione di uve autoctone, Assuli ha ottenuto una produzione di vini biologici di eccellenza celebrati da numerosi riconoscimenti in tutto il mondo. Oggi la terza generazione Roberto, Nicoletta e Michele conduce l’azienda verso nuovi traguardi, trasferendo in bottiglia un antico sapere che si esprime in un vino di assoluta genuinità e dall’inconfondibile carattere. Nero d’Avola, Zibibbo, Insolia, Lucido, Grillo, Perricone sono i vitigni coltivati.

Feudo Arancio: vini rispettosi dell’ambiente

Feudo Arancio nasce nel 2001 e si estende su territori vocati alla vite e al vino sin dai tempi dei greci e dei romani. Le tenute, ricche di storia e di fascino, sono una sapiente combinazione di vitigni autoctoni (Nero d’Avola, Grillo, Inzolia) ed internazionali (Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay). Le uve sono coltivate e vinificate attraverso tecniche e tecnologie all’avanguardia, ma con l’amore e la passione che contraddistingue da sempre i contadini siciliani. La filosofia Feudo Arancio è di produrre vini di alta qualità senza però mai perdere di vista l’ambiente circostante. A seconda delle operazioni agricolturali, si opera manualmente o meccanicamente al fine di ottenere il massimo della qualità che la Sicilia può offrire. Il tutto senza l’ausilio di sostanze di sintesi e preferendo tecniche, come la confusione sessuale e l’inerbimento dei filari per far crescere e proteggere le viti. I vigneti sono la base portante dello stile Feudo Arancio e sono curati avendo sempre presente che il vino di qualità si fa innanzitutto nel vigneto. Le cantine Feudo Arancio sono costruite per ottenere vini varietali di qualità.

Tenuta Gorghi Tondi: vini per natura

La storia della tenuta nasce più di 100 anni fa ma è nel 2000 che Michele Sala, padre di Annamaria e Clara, dopo un’appassionata carriera nel mondo del vino decide con la moglie Doretta e le figlie di iniziare a imbottigliare la bontà e la bellezza che da sempre li circonda. Annamaria e Clara hanno raccolto il testimone del padre e oggi continuano a prendersi cura di quel sogno che da sempre identifica la famiglia Sala con la Sicilia del vino di qualità. Gorghi Tondi sorge in una riserva naturale, crocevia tra mare, sole e terra, ed è in questa maestosa complessità che l’uva si arricchisce di profumi e viene lavorata con mano sapiente e sguardo al futuro per produrre un vino indimenticabile. È all’interno della riserva naturale “Lago Preola e Gorghi Tondi”, che si snodano i 130 ettari dei vigneti nelle contrade di San Nicola e Ramisella. Il terreno pianeggiante ospita quattro piccoli laghi naturali di origine carsica, nati dall’azione della pioggia e del vento sul terreno. La Tenuta Gorghi Tondi è un ecosistema equilibrato e virtuoso alimentato da energia sostenibile e che punta a restituire continuamente il bene che trae dalla terra. Le uve della tenuta sono in prevalenza autoctone, come Grillo, Zibibbo, Nero d’Avola, Catarratto, Frappato, Nerello Mascalese e Perricone, ma anche Syrah, Sauvignon Blanc e Pinot Nero.

Musìta: vin di pura poesia

Musìta è una cantina di famiglia a Salemi (TP), fondata nel 2004 da due fratelli e due sorelle della famiglia Ardagna, attiva dal 2011. Le uve principali della zona sono il Catarratto, il Grillo e lo Zibibbo (uve bianche), il Nero D’Avola, il Syrah e il Cabernet (uve rosse). La distribuzione sul mercato italiano vale circa la metà del suo fatturato e altri mercati importanti sono gli USA, il Giappone, la Cina e l’Europa Centrale. L’obiettivo di Musìta è quello di diventare un punto di riferimento nella produzione di vino siciliano per qualità e affidabilità, una valida alternativa ai classici marchi. Come Cantina di famiglia, la missione è far crescere l’azienda compatibilmente con i suoi valori fondanti, come la lealtà e la ricerca della qualità senza compromessi. Il territorio di Salemi è molto verdeggiante per tutto l’anno, per la presenza di fiumi sotterranei che si snodano attraverso le valli. Grazie ai venti che qui soffiano costantemente, le uve crescono e maturano con pochi o addirittura nessun trattamento. I vini di quest’area hanno quindi caratteristiche ben precise come freschezza, mineralità, eleganza e struttura.

Planeta: l’ospitalità in primo piano

Planeta è un’azienda agricola con una storia di diciassette generazioni e tra le più importanti in Sicilia: 371 ettari di vigneto e sette cantine dislocate in cinque territori (Menfi, Sambuca di Sicilia, Vittoria, Noto, Etna e Capo Milazzo). Con l’obiettivo di valorizzare singolarmente ogni territorio attraverso un grande lavoro di ricerca, spaziando dall’adattabilità delle varietà internazionali ai vitigni autoctoni fino alle cosiddette “varietà reliquia” – quasi scomparse dal patrimonio ampelografico dell’isola – Planeta è tra le prime realtà in Sicilia e in Italia a essersi dedicata all’enoturismo di eccellenza.

La filosofia di conduzione dell’azienda agricola è orientata alla massima sostenibilità: dalla conversione integrale di tutte le tenute in regime biologico alle attività raccolte sotto il concept Planeta Terra, un insieme di progetti volti alla tutela dell’ambiente e alla promozione di un concetto olistico di agricoltura. L’attività agricola è un veicolo per la tutela ambientale e motore di benessere per l’uomo e per il pianeta. Con Planeta è nata Serra Ferdinandea, progetto di vitivinicoltura e agricoltura biodinamica e Castello Solicchiata, progetto di acquisizione della storica tenuta dei Feudi Spitaleri, sogno e fulcro della vitivinicoltura etnea. Planeta non è solo vino ma anche olio: l’olio EVO biologico Planeta esprime appieno l’identità dell’Oasi Capparrina, storica proprietà della famiglia Planeta racchiusa tra due fiumi a picco sulle spiagge di Menfi. In occasione dell’evento ha presentato i vini di Noto: Santa Cecilia (Nero d’Avola in purezza), Controdanza (Nero d’Avola e Merlot), Allemanda (Moscato Bianco in purezza vinificato secco), Passito di Noto (Moscato Bianco in purezza).

L’evento di Assovini Sicilia