Ricorre quest’anno il 20° di fondazione di Arvi. Possiamo ripercorrere le principali tappe di questo importante percorso imprenditoriale?

«Nel 2004, insieme alla mia famiglia, abbiamo dato vita ad Arvi azienda che rappresentava il culmine di vent’anni di esperienze, conoscenze, incontri nel mondo del vino. Già nel suo stesso nome, Arvi portava con sé il legame tra due mondi che sono sempre state anche due grandi passioni familiari: l’arte e il vino, appunto. Arvi è nata come azienda specializzata nel trading vinicolo, ma nel tempo abbiamo deciso di coinvolgere anche la clientela privata, con l’obiettivo di condividere direttamente con gli amanti del vino la bellezza di questo mondo. Negli anni poi abbiamo aperto tre punti vendita in Svizzera, a Melano, Lugano e Zurigo, e sviluppato un canale HO.RE.CA per offrire i nostri servizi anche a ristoranti e hotel del territorio».

Qual’è la filosofia che ha guidato fin dall’inizio le scelte di Arvi e quale strategia prevedete di adottare per il futuro?

«I valori fondamentali di Arvi risiedono nella fiducia, nella passione, nella competenza e nel rispetto per il prodotto e per i nostri clienti. L’obiettivo principale è fungere da ponte tra i produttori e i consumatori finali. Ci impegniamo nel comprendere attentamente le esigenze dei nostri clienti – siano essi privati, collezionisti o ristoratori – e nel proporre loro il meglio che il mercato possa offrire in termini di novità e qualità.

La nostra ambizione è quella di soddisfare un pubblico ampio e diversificato, motivo per cui la nostra offerta è caratterizzata da qualità e varietà. Questo risultato deriva da un continuo lavoro di ricerca di produttori emergenti in tutte le parti del mondo, andando oltre i grandi nomi consolidati nel mondo del vino». 

Quali sono i principali eventi che avete in programma di organizzare nel corso del 2024 per celebrare questo anniversario?

«Il grande evento con cui abbiamo celebrato questo ventennale si è svolto lo scorso 23 marzo 2024, al Kunsthaus Museum di Zurigo. In quell’occasione, infatti, è stata svelata un’opera monumentale di oltre dodici metri, frutto della collaborazione tra l’artista Andrea Ravo Mattoni e sei prestigiosi Châteaux di Bordeaux: ognuno di loro ha fornito 300 bottiglie, datate 2004, anno di nascita di Arvi, utilizzate per comporre delle casse speciali, il cui coperchio è divenuto parte dell’opera di Ravo.

L’immagine raffigurata nell’opera è stata creata con l’Intelligenza Artificiale, utilizzando, per la sua generazione, alcune parole chiave legate all’identità di ciascun Château e di Arvi». Il dettaglio interessante è che i nostri clienti hanno avuto la possibilità di acquistare un singolo pezzo dell’opera d’arte, unico e numerato, trasformando sia il vino che la sua custodia in un’esperienza senza tempo legata al nostro anniversario». 

Un posto di rilievo spetta ad alcune degustazioni verticali di grandi vini. Di che cosa si tratta?

«Le degustazioni verticali rivestono un ruolo importante negli eventi che organizziamo: in sostanza si tratta di un’esperienza enologica in cui vengono assaggiati diverse annate di una particolare etichetta di vino, consentendo ai partecipanti di esplorare l’evoluzione e la variazione delle caratteristiche del vino nel corso del tempo.

Quest’anno ne abbiamo già organizzate due, la prima si è concentrata su Screaming Eagle, l’iconico vino della Napa Valley rinomato per la sua rarità e intensità, la seconda dedicata a Masseto, gioiello enologico della Toscana.

Vorrei poi citare, per concludere, Explore Italy, evento che organizzeremo presso la nostra sede centrale il prossimo 30 novembre. Giunto alla sua quinta edizione, radunerà oltre 30 produttori di vino italiani dando la possibilità agli appassionati di vivere un’esclusiva esperienza di degustazione alla scoperta di oltre 100 etichette delle migliori regioni vinicole della penisola».

In questi ultimi due decenni il mondo del vino è profondamente cambiato. Che prospettive ci sono da attendere per i prossimi anni?

«Nel prossimo futuro, il mondo del vino si troverà ad affrontare sfide senza precedenti soprattutto a causa del cambiamento climatico. Le crescenti temperature, le variazioni nei regimi delle piogge e gli eventi meteorologici estremi, infatti, minacciano le tradizionali regioni vinicole. Tuttavia, i produttori stanno dimostrando una notevole resilienza e adattabilità. Ad esempio, alcuni vigneti di Bordeaux stanno investendo in nuove tecniche di coltivazione e nell’introduzione di varietà di uva più resistenti al calore.

Poi, visto che l’abbiamo citata, credo che anche il mondo del vino farà i conti con l’impatto dell’Intelligenza Artificiale: gli algoritmi potranno essere utilizzati per ottimizzare la gestione dei vigneti, predire le condizioni meteorologiche e migliorare la qualità del vino attraverso l’analisi dei dati.

Ciò consentirà ai produttori di adattarsi rapidamente ai cambiamenti climatici e di mantenere elevati standard di produzione, preservando al contempo la ricchezza e la diversità delle regioni vinicole di tutto il mondo».