Di Cecilia Brenni
Cosa amano gli svizzeri della Sardegna, e dalla Gallura in particolare? La risposta potrebbe sembrare ovvia, ma così scontata non è. Ai primi posti della graduatoria figura infatti, dati alla mano, il…formaggio. Il nostro Paese, negli ultimi anni, ha infatti sviluppato un debole per i tesori caseari della Sardegna, la cui esportazione verso la Svizzera è in continua e forte crescita: 1,9 milioni di euro nel 2023; 773.000 nel 2022; 806.000 nel 2021; 470.000 nel 2017, 596.000 nel 2018, 534.000 nel 2019, 638.000 nel 2020, anno per il quale il confronto è stato fatto sui primi nove mesi.
È questo uno dei molti dati interessanti che emergono da una ricerca condotta dal Centro studi del Consorzio Industriale Provinciale Nord Est Sardegna-Gallura (Cipnes-Gallura) I dati forniti dal Centro studi del Cipnes-Gallura provengono, rispettivamente, da Ice/Istat per l’export (primi 9 mesi del 2023), Sired-Osservatorio del turismo della Regione Sardegna per i pernottamenti e Consorzio Costa Smeralda per i consorziati.
Al secondo posto tra i prodotti prediletti figurano le bevande (vini e distillati): 2,7 milioni di euro nel 2023; 3,1 milioni nel 2022 e 3 milioni nel 2021 (il confronto è stato fatto sui primi nove mesi). In generale, il valore delle esportazioni verso la Svizzera ha raggiunto quota 11,4 milioni nei primi 9 mesi del 2023, in forte aumento rispetto agli anni precedenti (9,8 milioni nel 2022 e 8,5 milioni nel 2021). Un elemento interessante da notare è che la maggioranza dei formaggi e dei vini esportati provengono dalla provincia di Sassari. Possiamo dunque parlare di innamoramento tra la Svizzera e il Nord della Sardegna? Diamo un’occhiata ai dati che riguardano il turismo.
Arzachena al primo posto
Con un totale di 187.501 arrivi e 902.622 pernottamenti, la (piccola) Svizzera si conferma come il terzo mercato internazionale più importante per la Sardegna, preceduta solo dalla Germania e dalla Francia. Rimane il terzo mercato anche in Gallura, dove gli arrivi nei primi 9 mesi del 2023 sono stati 63.248 e i pernottamenti 331.516. Tra i primi 10 comuni della Sardegna per presenze di visitatori provenienti dal nostro Paese troviamo al primo posto Arzachena (80.587 pernottamenti) e al settimo Olbia (43.205 presenze).
La Svizzera si piazza inoltre al secondo posto, subito dopo l’Italia, per quanto riguarda i consorziati della Costa Smeralda (95 in totale). Da parte sua Aldo Carta, Direttore generale Cipnes Gallura e Presidente Consorzio Polo Universitario Olbia (UniOlbia), commenta con queste parole i dati: «La Gallura è una provincia che vanta una lunga storia di internazionalità, soprattutto nel settore turistico. I nostri rapporti con la Svizzera sono esemplari di questa apertura: solidi e in continua crescita, sia dal punto di vista turistico che in termini di investimenti. Questa sinergia tra la Gallura e la Svizzera non solo arricchisce il nostro tessuto economico e culturale, ma apre anche nuove strade per collaborazioni future che possono portare a sviluppi ancora più significativi per entrambe le regioni. La nostra aspirazione è di continuare a costruire su queste fondamenta, esplorando ogni opportunità per rafforzare e espandere questi legami preziosi».
La missione di Cipnes Gallura e Uniolbia, insieme ai partner strategici – dalle Università alle amministrazioni pubbliche, fino al sistema imprenditoriale – è quella, prosegue Aldo Carta, «di guidare uno sviluppo economico della Sardegna che sia non solo sostenibile ma anche inclusivo, con un occhio di riguardo per la Gallura. È per questo che poniamo un’enfasi particolare sulla formazione delle nuove generazioni e sull’innovazione».
Tornando ai legami tra i due territori, non si possono non menzionare alcuni grandi nomi di svizzeri che, negli anni e in vari modi, hanno allacciato rapporti stretti con la Gallura: da Roger Federer a Ernesto Bertarelli fino alla società Rolex che da quarant’anni a questa parte (era il 1984) è sponsor delle rinomate Maxi Yacht Rolex Cup e Rolex Swan Cup, storiche regate che si svolgono a inizio settembre.
Una vita tra la Svizzera e la Gallura
Chiunque si rechi in Gallura non potrà, prima o poi, non incontrare Paolo Liceri, il proprietario della Pista dei Campioni di Baja Sardinia. Oltre ad essere stato il primo a portare i kart in Costa Smeralda, nel 2020 è riuscito a concretizzare il sogno di un progetto simile in Engadina. Il concetto è stato adattato al contesto locale, con veicoli elettrici e sistemi innovativi che permettono di “correre” sulla neve. Gallurese doc, Paolo oggi vive e lavora tra la sua terra d’origine, il Ticino e l’Engadina. Gli chiedo di raccontarmi se questo “amore” tra regioni è confermato anche dal suo osservatorio. «Certo, molti clienti provengono dalla Svizzera e dal Ticino. Tanti hanno una residenza secondaria qui. Iniziano a fare una prima vacanza verso aprile, maggio, poi tornano in giugno, luglio (agosto preferiscono trascorrerlo in montagna…) e settembre. Vengono anche in inverno, per dei fine settimana lunghi». Cosa amano di questa terra i ticinesi in particolare? «Molti di loro hanno casa in campagna, nell’entroterra. Piace molto la vicinanza con il mare, ma anche – e soprattutto – la pace e la tranquillità garantite da una completa immersione nella macchia mediterranea e le sue rocce granitiche. Mi parlano spesso dei profumi e dei rumori, come quello del frinire delle cicale. Sono molto attratti da questo contesto un po’ agricolo».
“Un doppio ambasciatore”
Si definisce un doppio ambasciatore, Paolo Liceri. O un “cupido” che lavora in due direzioni. «Quando sono in Gallura i sardi mi chiedono della Svizzera, ne sono molto attratti, e quando sono in Svizzera l’argomento di conversazione principale è la Sardegna. Ricordo che, i primi anni che sono arrivato qui, avevo le porte spalancate». Sorride. Ovvero? «Lavoravo a Zurigo e mi esprimevo in italiano. Le persone abbozzavano un primo sguardo amichevole, ma quando dicevo loro che ero sardo, vedevo scoccare nei loro occhi una scintilla. Sai sardo, tu? Mi raccontavano aneddoti e volevano condividere con me ricordi e curiosità».
Il trasferimento in Svizzera oltre 20 anni fa è stata una decisione ponderata. «Volevo che le mie figlie avessero più opportunità, ma al tempo stesso cercavo un territorio di pari bellezza. L’ho trovato nel Ticino: i laghi, il clima mite, la gentilezza delle persone. Abbiamo molto in comune». È fiero della lunga tradizione turistica della Gallura, Paolo, riconducendone i meriti alla nascita della Costa Smeralda nel 1963, concepita dal sogno di un principe, Karim Aga Khan, nato a Ginevra nel 1936 (ancora una volta, i legami tra i due territori…). «La nostra è una regione a vocazione turistica internazionale da oltre 60 anni, dove si è riusciti nella difficile, e per certi versi impossibile, missione di conciliare il turismo con la preservazione e la tutela del territorio. Alla fine di ogni stagione in pista non posso fare a meno di ringraziare di cuore sua altezza, per quanto ha fatto per la nostra terra».
Proprio la Costa Smeralda ha fatto sì che in Gallura si sviluppasse una cultura turistica del tutto unica, con la nascita di istituti formativi riconosciuti a livello internazionale. «Molti responsabili delle risorse umane engadinesi hanno l’abitudine di organizzare colloqui a Porto Cervo in agosto, con l’obiettivo di assumere personale formato durante la stagione invernale». Il cielo stellato gallurese, insomma, fa da sottofondo a trattative e future collaborazioni…
La terapia della pasta in Gallura
Poc’anzi abbiamo scoperto che gli svizzeri, e i ticinesi, non disdegnano la Sardegna anche durante l’inverno. Complici le temperature sempre più miti anche nelle cosiddette stagioni “di spalla”, una delle attività più amate è l’escursionismo, seguito dalla gastronomia. Luoghi sempre molto frequentati sono i mercati, con il calendario che i più conoscono a memoria (A Cannigione il lunedì, Baja il martedì, Arzachena il mercoledì…), dove acquistare gli amati formaggi, ma anche salumi, miele e confetture. E il ristorante dove mangiare la migliore cena sarda? Anche qui, potrebbe aprirsi una discussione lunga e colorita…
E poi c’è chi ama mettere “le mani in pasta” con un’attività come quella lanciata dall’imprenditrice Simonetta Bazzu, che dopo aver ospitato l’attore e regista Stanley Tucci con il suo programma in onda sulla CNN, di recente è stata nominata tra le 20 donne del cibo, del vino e dell’ospitalità per il 2023 dal Corriere della Sera. Il progetto che ha creato nel 2019 si chiama “Vittoria Arimani” (termine che significa “ieri” in gallurese). Si tratta di una casa-laboratorio in un antico stazzo nella frazione olbiese di Battista, dentro il quale si snoda un percorso esperienziale di quattro ore: la pasta viene preparata secondo gli antichi rituali e l’attività viene abbinata a una serie di assaggi dei prodotti più rappresentativi per cercare di scoprire i segreti della longevità dei sardi.
Io stessa ho avuto l’opportunità di sperimentare questa attività la scorsa estate con un gruppo di americani: la voce di Andrea Bocelli in sottofondo, le mani che si contorcono cercando di dare forma ai “gravellos antigos” (una pasta a forma di garofano), le luci e l’atmosfera soffusa dello stazzo. Piu di un partecipante si è commosso mentre svolgeva l’attività. «Succede molto spesso – commenta Simonetta –. Il fatto di essere in gruppo, di concentrarsi e lavorare con lentezza e concentrazione, contribuisce a far rievocare ricordi del passato oppure, semplicemente, a portare l’attenzione verso la propria interiorità». Da dove arrivano gli ospiti? «Da ogni parte del mondo, molti dalla Svizzera. È un’attività ricercata anche nei mesi invernali e viene vissuta come cammino di formazione, uno spazio terapeutico, più che una scuola di cucina».
Laureata in giurisprudenza e rientrata in Sardegna dopo varie esperienze all’estero, Simonetta ha un sogno: «Voglio creare una rete di competenze e professionalità che sappiano unirsi nella promozione dell’immagine dell’isola. Produttori, artigiani, artisti e professionisti di vari rami che coltivano l’idea di una Sardegna finalmente consapevole delle sue straordinarie potenzialità, in tutte le stagioni. Solo una squadra affiatata può affrontare le nuove sfide di un turismo sempre più esigente».
Per le foto aeree:
Credit @Consorzio Costa Smeralda