Rientrando da un tour dedicato al cibo nella cosmopolita Londra, dopo un tuffo in gusti e profumi infiniti, ho fatto una semplice riflessione: quanti festival gastronomici ci sono nell’arco di un anno in tutto il globo? In effetti, ne è pieno il mondo con il cibo declinato in diverse modalità: c’è chi sceglie di celebrare la tradizione, chi di proporre l’innovazione, chi di dedicarsi a un solo prodotto, chi di promuovere ristoranti. Piccoli e grandi, dallo street food allo chef stellato, aperti ad un pubblico curioso e particolarmente attento ai valori del territorio e all’importanza della cucina sostenibile, coinvolgono attraverso degustazioni, eventi, laboratori e showcooking. C’è solo l’imbarazzo della scelta, con la consapevolezza che il cibo visto come momento di aggregazione piace molto. 

Un turista su due sceglie la destinazione di un viaggio in base alle esperienze gastronomiche offerte. È il dato emerso dal Food Travel Monitor 2016, il più importante studio internazionale sul turismo enogastronomico, presentato dalla World Food Travel Association, organizzazione non governativa e autorità a livello mondiale del settore, assieme all’Università della California. Negli ultimi due anni, il 49% dei turisti interpellati (da Australia, Cina, Francia, Germania, India, Irlanda, Italia, Messico, Spagna, Regno Unito e USA) dichiara di essere mosso da una motivazione enogastronomica, con il desiderio di esperienze che vanno oltre la semplice curiosità culturale e il 93% ha partecipato ad almeno un’attività culinaria. I più interessati sono i millennials, i nuovi culinary travellers nati dopo gli anni Ottanta, i più consapevoli di tutto ciò che ruota attorno al cibo e al suo significato, suddivisi in diversi profili “psicoculinari”: la maggior parte sono viaggiatori esigenti, in cerca di autenticità e usanze tradizionali, altri scelgono una destinazione ogni volta diversa per aumentare il grado di sperimentazione; c’è chi privilegia l’aspetto conviviale, e poi ci sono il gourmet, l’avventuroso, il biologico, il vegetariano e, infine, il trendy, desideroso di esperienze legate alla moda. Ovviamente non sono categorie fisse, e un food traveller può essere nato anche prima degli anni Ottanta! E allora partiamo anche noi!

Il mese di settembre è ricchissimo di offerte: dal 16 per una settimana in Sicilia a San Vito Lo Capo, il Cous Cous Fest offre un panorama culinario del mediterraneo inimitabile, anche per la sua strategica posizione geografica, ragionando di influenze e rapporti gastronomici fra paesi che affacciano sullo stesso mare. È un appuntamento che mette insieme sapori e culture che si sviluppano attorno a questo piatto tipico della cucina mediterranea, che ha un’origine antica, il tutto in uno scenario stupendo.

Subito dopo, non possiamo non passare quest’anno al Salone del Gusto di Torino nel suo ventesimo anniversario e a trent’anni dalla fondazione di Slow Food in Italia, che torna dal 22 al 26 settembre con importanti novità: l’evento avrà luogo infatti per la prima volta nelle strade, nelle piazze, nei parchi e nei più importanti edifici storici del capoluogo piemontese. Inoltre, per sottolineare in modo inequivocabile che non può esserci piacere gastronomico senza responsabilità e sostenibilità, e per dare il giusto risalto alle comunità del cibo, l’evento cambia nome in Terra Madre Salone del Gusto.

Come sempre, lo scopo è di avvicinare il grande pubblico alle tematiche legate al cibo, dalla produzione alla distribuzione e al consumo, con l’amore per la terra e il mercato come elementi centrali, per celebrare un incontro della diversità gastronomica dei cinque continenti. Un’esperienza di condivisione che permette di capire il grande lavoro che sta dietro ad ogni prodotto.

Anche la nuova Francia con Omnivore Festival propone ormai non solo grandi chef stellati e costosissimi menu, ma racconta le storie della bistronomie e di tutti quei fenomeni che stanno ridisegnando la geopolitica gastronomica francese in giro per il mondo. E questa volta l’Omnivore World Tour farà tappa a Montreal dal 16 settembre.

Più vicino a noi, nello stesso periodo, il Galway Oyster Festival, il festival enogastronomico più famoso d’Irlanda, tutto dedicato alle ostriche dove si possono gustare assaggi delle primizie e abbinarle con birra Guinness o in altri metodi innovativi o più tradizionali.

Ai primi di ottobre ci attende in Spagna a San Sebastian Gastronomika: evoluzione dell’evento che ha portato avanti la nuova cucina europea, fra virtuosismi tecnici e avanguardie culinarie, questo congresso vede sfilare cuochi che soprattutto raccontano e non cucinano. Un palcoscenico d’eccezione per chefs alla ricerca dell’ultima tendenza culinaria mondiale come avviene da anni a Milano con Identità golose, il congresso italiano di cucina d’autore, la cui prossima edizione sarà agli inizi di marzo 2017, preceduta dalle tappe a Chicago e New York a inizio autunno.

Ma non solo Europa ovviamente. Con maggiore tempo a disposizione potremmo raggiungere il Festival Vegetariana, il più grande evento del genere che si svolge a Phuket tra settembre e ottobre: 9 giorni durante i quali accanto al cibo vegetariano si tengono attività ed eventi che mirano alla disintossicazione di corpo e mente. Mentre sull’isola caraibica di Tobago, il Blu Food Festival nel villaggio costiero di Bloody Bay a metà ottobre si concentra sul prodotto locale: il dasheen, una radice simile alla patata, comunemente coltivata per ricavare farina e amido, che quando è cotto diventa blu, normalmente un colore non associato agli alimenti.

O ancora il Chinchilla Melon Festival nel Queensland in Australia, tutto dedicato alle angurie, a febbraio: non solo un modo per assaggiare uno dei prodotti maggiormente prodotti in zona in tutte le sue varianti, ma anche per prendere parte a competizioni speciali che culminano in una lotta finale a base di angurie. Per chi invece è aperto a nuove esperienze, il Wildfoods Festival della pittoresca città di Hokitika sulla costa occidentale dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, offre prodotti che normalmente non sono consumati quotidianamente in tutto il mondo: dalle larve alle interiora, dagli insetti agli animali selvatici. Mai assaggiato lombrichi, scarabei o uova di gabbiano? Qui si può provare di tutto nel mese di marzo.

Ogni anno il quinto giorno del quinto mese lunare cinese (giugno), periodo durante il quale le famiglie cinesi sono in ferie, si tiene il Dumpling Festival a Hong Kong, dedicato al simbolo per eccellenza della cucina cinese. Un festival che vuole rendere omaggio alla tradizione portando in strada i sapori classici, spesso dimenticati, di questi ravioli.

Tra i diversi festivals itineranti, un posto d’onore merita il format enogastronomico Taste, dedicato ai ristoranti: nato nel 2004 a Londra, tocca con i suoi eventi alcune tra le più importanti città del mondo come Amsterdam, Dubai, Mosca, Toronto, Sidney, Milano e Roma, anche con versioni natalizie, avvicinando l’alta cucina ad appassionati e non. Un evento che permette a tutti di assaggiare i piatti culto dei grandi chefs a prezzi contenuti. 

Numerosi anche i saloni internazionali dedicati al biologico e al “naturale”, perché sempre più cresce l’attenzione al benessere e al giusto stile di vita. Come pure l’interesse per una cucina sostenibile e il rispetto per l’ambiente.

Di tutto e di più quindi. Girando tra stand e banchi d’assaggio, fermandosi presso un piccolo truck con specialità di nicchia o seduti comodamente a un tavolo, si può avere un panorama della cultura gastronomica internazionale a 360°, come in un vero luna park del cibo, con l’acquolina in bocca e tanta allegria.

E in Svizzera? Tra le varie e interessanti proposte del nostro Paese, il Gourmet Festival di St. Moritz a fine gennaio è un appuntamento fisso da oltre vent’anni che richiama gourmet e gourmand da ogni dove, mentre in primavera è il nostro Cantone a diventare capitale dell’enogastronomia internazionale. Grazie a Sapori Ticino, che quest’anno ha appena spento la decima candelina, per un mese e mezzo all’anno il nostro territorio si trasforma dedicandosi all’alta ristorazione. Grandi chefs, ma anche sempre maggiore attenzione all’etica del cibo e alla nuova filosofia alimentare che sposa alta gastronomia e rispetto dell’ambiente nell’ottica di diversificare il proprio pubblico, grazie a diversi appuntamenti che permettono ai giovani e alle famiglie di avvicinarsi all’enogastronomia d’eccellenza. 

Non ci resta quindi che aspettare la prossima edizione e nel frattempo per godere di un piacere imperdibile per i nostri sensi, andare nei giardini di Villa Saroli a Lugano, dove troveremo i profumi di diverse piante aromatiche come il timo selvatico, il rosmarino, la salvia e tante altre, fondamentali per realizzare buoni piatti e delizie irrinunciabile per il nostro palato!