Ha 16 anni e frequenta il secondo anno della Scuola Cantonale di Commercio a Bellinzona. Dall’età di 5 anni gioca nel Lugano Basket, frequentando le varie categorie (minibasket, basket, selezione Ticino); da due anni fa parte della Selezione nazionale giovanile U16. Con il Lugano Basket ha vinto diverse Coppe Ticino, vari Campionati ticinesi. L’ultimo successo risale alla stagione 2018/2019: con la U17, ha vinto il Campionato svizzero.

Nonno Sergio, papà Ivano… II basket e arrivato nella sua vita “per forza”?

«Ho sempre amato questo sport. Sicuramente, la passione del basket mi è stata trasmessa da mio nonno Seo e da mio papà Ivano, entrambi giocatori ad alto livello. Ho iniziato a giocare sia a basket che a calcio, sport che mi piacevano molto, ma quando ho iniziato le scuole medie ho dovuto fare una scelta. Basket o calcio? Praticare due sport di squadra contemporaneamente era diventato impossibile. La scelta è stata facile: ho deciso di dedicarmi solo al basket e di seguire le orme del nonno e del papà, per la gioia di mamma».

Che rapporto sportivo ha con suo papà? Vi confrontate spesso? Cosa le dice?

«Mi consiglia e mi aiuta nei momenti difficili. Guardiamo e commentiamo spesso partite della NBA e del campionato italiano. A casa parliamo principalmente di basket, ma seguiamo anche gli altri sport come il calcio, l’hockey e il tennis. Abbiamo un ottimo rapporto, sia in ambito sportivo che nella vita normale».

Ci dica la verità: ascolta sempre i suoi consigli?

«Tutti i consigli che mi dà sono sempre ottimi, anche se lui pensa che non Io ascolti mai… Invece, io faccio tesoro di tutto ciò che mi dice e cerco di mettere in pratica i suoi insegnamenti».

E quelli del nonno? Lui cosa ne pensa del Massimiliano cestista?

«Mio nonno è molto fiero di me. Oltre ad essere contento del percorso che ho fatto finora, ha sempre la parola giusta al momento giusto. Vede in me un potenziale tiratore, mi aiuta in questa crescita tecnica. Quando gioco viene spesso a vedermi e io ne sono molto felice».

Lo chiedo anche a lei: perché Io sport é importante?

«Lo è perché ti fa crescere nella vita come persona, rafforzandoti a livello caratteriale. II basket è uno sport di squadra che ti “obbliga” a interagire con i tuoi compagni e gli allenatori, ciò che appunto ti aiuta nella vita quotidiana. Quando gioco mi sento totalmente me stesso e nei momenti “no” lo sport mi ricarica le batterie!».

 E lei quante energie e quanto tempo ci investe?

«Ogni volta che gioco a basket do sempre il massimo, spendo molte energie. Al basket dedico molto tempo: è un impegno quotidiano tra partite, allenamenti e palestra. Per riuscire a gestirmi devo saper recuperare le energie e organizzarmi bene sia con la scuola che con lo sport».

 Segue delle regole particolari nella vita di tutti i giorni per mantenersi in forma?

«Sì, per potermi allenare ed essere in forma devo dormire molto, mangiare sano e organizzarmi bene quando ho del tempo libero. Ammetto che quando ne ho, alla sera mi piace uscire con i miei compagni a divertirmi e concedermi qualche peccato di gola!».

Si è posto un obiettivo particolare?

«Certo, come tutti ho le mie ambizioni personali. Una di queste è arrivare a far parte della Nazionale svizzera di basket per onorare il mio Paese nello sport che più amo. E poi un pensiero lo rivolgo al “luogo” dove tutti i cestisti vorrebbero arrivare: la NBA, gli Stati Uniti. È il mio sogno… Seguo assiduamente il basket USA e chissà che magari un giorno questo sogno non possa realizzarsi».

E se non dovesse succedere?

«Non penso mai a ciò che non potrebbe accadere, sono sempre positivo. La vita è tutta una sorpresa e io penso a lottare: quando mi pongo un obiettivo lo devo raggiungere a tutti i costi. Se penso di non riuscirci ho già perso. Mi impegnerò e darò sempre il massimo e vedremo cosa succederà».