L’abbiamo ammirato e amato per oltre un ventennio. La sua influenza sul tennis è stata totale, tanto che grazie alle sue prestazioni da autentico fenomeno in campo, molti giovani hanno abbracciato in tenera età la racchetta e si sono fiondati al campo con una sola idea in testa: diventare forti come Roger Federer. Nessuno ci è però riuscito. Alcuni hanno raggiunto livelli tutto sommato stimabili, tanti alla fine si sono accontentati di destreggiarsi tra i tornei regionali diffusi sul tutto territorio nazionale mettendo in bella mostra l’unica cosa che poteva realmente renderli simili all’ex numero uno al mondo: maglietta, pantaloncini e racchetta rigorosamente Wilson.

Ad aver accomunato tutti questi appassionati è stata la televisione. Sì, perché il renano ha tenuto davanti allo schermo milioni e milioni di persone. Dai tanti momenti di gioia a quelli di tristezza, re Roger non è mai stato solo nei suoi anni. Ora però il Re non c’è, sportivamente, più. E noi ci sentiamo un po’ più soli.

Per molti con il suo addio è letteralmente finita un’era. C’è addirittura chi ha candidamente dichiarato che non guarderà più una partita, perché con il ritiro del basilese non ha più senso seguire questo sport, che ha perso il suo personaggio più illustre e più amato.

Il tennis maschile svizzero ha salutato il suo pezzo da Novanta in quella serata ricca di ricordi ed emozioni, quando assieme al suo amico e rivale Nadal, ha giocato la sua ultima partita. Se a questo si aggiunge il fatto che il secondo violino per eccellenza, Stan Wawrinka, è alla fine della sua carriera, non si prospettano certo tempi facilissimi per il movimento elvetico.

Ma come diceva qualcuno, the show must go on, e quindi bisogna cercare di guardare il bicchiere mezzo pieno e trovare un motivo per sorridere. Noi ve ne diamo subito uno: Dominic Stricker.

Il nome del giovane mancino circola da un po’ nei salotti del tennis che conta, almeno dal 2020, quando vinse in doppio e soprattutto in singolo il torneo junior del Roland Garros. Un trionfo dal significato importante: “Ho capito solo dopo quanto è stata importante quella vittoria per la mia carriera. Prima della sfida non ci pensavo. Mi ha aperto un sacco di porte e mi ha dato una grande fiducia”, ha ammesso il diretto interessato.

Classe 2002, il bernese ha mostrato di cosa è capace con i “grandi” già due anni fa, quando da perfetto sconosciuto ha sconfitto a Ginevra sia Marin Cilic, sia Marton Fucsovic. Due risultati non da poco per uno alle prime armi. La carriera di Stricker è legata indissolubilmente anche a Lugano, sì, perché nel marzo del 2021, poco prima dell’exploit sulle rive del Lemano, è la cittadina ticinese a dare una chance all’enfant prodige rossocrociato. Gli organizzatori del challenger gli offrono una wild card, lui se la prende e alla fine alza anche al cielo il trofeo, sconfiggendo in finale Vitaljy Sachko in due set. Non sarà come vincere sulla terra di Parigi, ma andando a vedere l’albo d’oro dell’evento si leggono nomi non da poco: nel 2009 e 2010 ad imporsi è stato nientepopodimeno che Stan Wawrinka, andando ancora più indietro nel tempo, nel 2002, si trova il nome di Guillermo Coria, finalista al Roland Garros nel 2004 e capace anche di raggiungere la terza piazza del ranking ATP nello stesso anno. Insomma, un successo che sembra essere di buon auspicio per il futuro. Futuro che di lì a poco gli ha regalato un’altra bella sorpresa: a Stoccarda, su erba, ha raggiunto i quarti di finale eliminando, tra gli altri, Hubert Hurkacz, un erbivoro a tutti gli effetti.

L’ascesa in classifica del bernese è piuttosto rapida, tanto che nel novembre 2022 si è portato a ridosso della top-100, issandosi al 111esimo posto. Una crescita maturata partita dopo partita, torneo dopo torneo… e anche grazie probabilmente ai consigli del più famoso degli svizzeri, come ha ammesso lo stesso Stricker, che a inizio 2020 ha avuto l’occasione di allenarsi con Roger Federer: «Lui per me è un’ispirazione incredibile. Averlo visto giocare durante la mia crescita è stato fantastico e col tempo ho avuto l’occasione di vederlo da vicino, anche in campo. Non dimenticherò mai gli allenamenti con Federer, mi sono goduto ogni momento in campo con lui».

Il suo sogno è quello di giocare come Federer, ma il suo gioco è impostato in modo diverso. Innanzitutto, è mancino, come Rafa Nadal, secondariamente nel suo tennis al momento ci sono molte meno soluzioni rispetto a quelle che possedeva il grande Roger e la grande differenza lui la fa quando riesce a spingere da fondo, sfruttando la potenza del suo servizio. Ci sono ancora molti aspetti inesplorati del suo tennis, come il gioco a rete, ed essendo così giovane è una cosa normale. Il processo di maturazione ha i suoi tempi e tanto dipenderà dal suo fisico, ancora poco rodato sui cinque set. Sono infatti ancora zero le presenze ai tornei del Grande Slam e questo può essere visto come l’unico neo di un’ascesa che è stata davvero rapida sin dall’inizio. Stricker non è mai riuscito a superare le qualificazioni ed è sicuramente su quello che dovrà puntare nel 2023.

Nel frattempo, è però indiscutibilmente tra i migliori nuovi prospetti del tennis mondiale. A testimoniarlo, è quanto di buono ha fatto a fine 2022 alle ATP Next Gen, torneo che vede in campo i migliori giovani del circuito. Lo svizzero ha superato il suo girone, battendo Jack Draper, Lorenzo Musetti e Chun-hsin Tseng. Non proprio noccioline. La sua corsa si è fermata poi in semifinale, quando ha dovuto cedere il passo a Jiri Lehecka. Essere comunque tra le migliori quattro stelle di domani è un risultato da segnare sul taccuino.

Non sappiamo se tra cinque anni Dominic Stricker avrà vinto uno, cinque oppure nessun torneo. Non sappiamo se sarà nei migliori dieci al mondo o lontano dalle posizioni che contano. Il tennis è uno sport difficile da pronosticare, i predestinati ci sono e spesso mantengono le promesse, altri invece finiscono nel dimenticatoio, sovrastati dalle pressioni. L’aspetto mentale farà la differenza, perché la tecnica e i colpi, da soli, non bastano. Di una cosa però siamo certi, seguire i prossimi passi del giovane svizzero, varrà sicuramente la pena.