Cofano allungato, coda compatta e una silhouette filante, anche in virtù dei 459 cm di lunghezza ai quali si contrappone un’altezza di appena 132 cm: dai volumi della nuova Ferrari Portofino s’intuisce la discendenza dalla California, che, sin dal debutto, ha puntato a essere la spider-coupé sportiva più performante della categoria. Un primato che oggi è fuori discussione, dato che il rinnovato 3.9 V8 turbo scarica sulle ruote posteriori ben 600 CV: la precedente California T ne aveva 560. Da vera supercar, la Portofino accelera da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi, raggiunge i 200 in 10,8 secondi e arriva a una punta di 321 km/h.

La Ferrari Portofino conserva la soluzione distintiva del tetto rigido retrattile: elemento che è stato ridisegnato e il cui nuovo meccanismo di apertura elettrica (che compie il suo lavoro in appena 14 secondi) può essere azionato anche con la vettura in movimento (fino a 40 km/h). Sempre in tema di praticità, è stata rivista anche la sagoma del baule, che può ospitare due trolley da cabina quando la vettura è aperta e il tetto ripiegato sopra il vano, o tre trolley in configurazione coupé. L’omologazione 2+2, è ottenuta grazie a due strapuntini posteriori con tanto di botola passante.

Le maggiori novità stilistiche della Ferrari Portofino rispetto alla California T si riscontrano nella coda, che appare più raccolta e slanciata sia con la vettura in configurazione coupé (grazie alle due “creste” posteriori che raccordano il tettuccio) sia a tetto ripiegato, quando si apprezzano i torniti parafanghi posteriori e un accenno di spoiler. Nel frontale la mascherina più vicina al suolo e i fari full-led a forma di L richiamano quello della 812 Superfast. Come nelle altre “Rosse”, anche in questo caso è particolarmente accurato lo studio aerodinamico, che ricerca la massima efficienza con soluzioni tutt’altro che vistose. Tutti i componenti della scocca e del telaio in alluminio della Ferrari Portofino sono stati ridisegnati, e il layout di alcuni di essi è stato semplificato per ottenere una migliore integrazione fra le parti; migliorata pure la rigidezza della struttura, complici nuove tecnologie costruttive quali la fusione con anima (che facilita la realizzazione di elementi cavi) e la riduzione del 30% della lunghezza delle saldature.

I 600 CV (corrispondenti a ben 156 CV/litro) che il 3.9 V8 turbo della Ferrari Portofino è ora in grado di esprimere a 7500 giri sono frutto di profondi interventi che hanno interessato, oltre all’elettronica di gestione, anche la meccanica. Un contributo all’efficienza arriva dalla pompa del lubrificante a doppio livello di pressione, che assorbe il 30% di potenza in meno rispetto a una di tipo convenzionale.

Fra gli interventi indirizzati a incrementare la guidabilità della Ferrari Portofino l’adozione di molle più rigide (del 15,5% davanti e del 19% dietro) e di ammortizzatori adattativi a controllo magnetico gestiti da una centralina di controllo evoluta. Da rimarcare l’introduzione del differenziale elettronico E-Diff3, la cui azione combinata con il controllo di trazione F1-Trac migliora l’esecuzione delle curve dalla fase d’ingresso a quella di uscita, sia nella guida al limite in pista, sia su strada, persino in condizioni di bassa aderenza.


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