Quella del Gruppo Tarciso Pasta costituisce una storia imprenditoriale tra le più significative in Ticino per tenacia e continuità familiare. Possiamo riassumerla partendo dalle origini?

«Mio padre Tarcisio Pasta, il fondatore della nostra impresa è nato nel 1946 e cresciuto a Vacallo, dimostrando fin da piccolo uno spiccato interesse per i motori; con i suoi fratelli, cominciò ad assemblare motorini e go kart “home made”. A seguito della formazione meccanica e il riconoscimento quale miglior tirocinante del Ticino di quell’anno, venne assunto come meccanico; ma nel 1968, con grande spirito imprenditoriale, fondò la sua prima azienda rilevando un piccolo garage a Balerna, in via San Gottardo, ancora oggi sede storica del gruppo. Fondamentale è stato più tardi l’incontro con mia madre, Mariuccia Poma, che si rivelerà un pilastro portante permettendo al Gruppo di evolvere ed arrivare a quella che à la realtà attuale».

Nel corso degli anni avete rapidamente moltiplicato le sedi e accresciuto il numero dei marchi rappresentati…

«Nell’arco di pochi anni abbiamo acquisito solidità, credibilità e stima. Nel 1981 venne progettata e costruita una vetrina esclusiva per le vetture britanniche. La tappa successiva fu nel 1993 con la creazione a Balerna del Centro Ford, il garage Sprintcar in via Sottobisio, dove la marca “capostipite” del gruppo Premier Automotive Group viene rappresentata per tutto il Mendrisiotto. A distanza di qualche anno, maturò la decisione di oltrepassare il Monteceneri con Jaguar e Land Rover, un marchio non ancora ufficialmente rappresentato in questa regione. Nel 2000 iniziarono così le ricerche per trovare un terreno adatto allo scopo, ossia un luogo che fosse ben visibile e facilmente accessibile da tutto il Ticino, e realizzammo quello che con orgoglio consideriamo un gioiello di architettura. La stessa cosa accadde, quattro anni dopo, quando aprì il secondo garage della sede di via Monte Ceneri. Come tutti i garage che costituiscono il Gruppo Tarcisio Pasta SA, anche questi di Cadenazzo beneficiano della certificazione ISO 14024 a garanzia della qualità di gestione in tutti i suoi processi».

Un passaggio importante è stato il suo ingresso nell’impresa di famiglia…

«Nel 2001, dopo la laurea in ingegneria meccanica al politecnico di Zurigo (ETH) e di rientro dal Master negli Stati Uniti sono entrato a far parte del Gruppo, diventando il responsabile per le sedi del Sopraceneri. Un ulteriore passo nel processo di crescita del Gruppo è avvenuto nel 2012 quando è stato edificato il nuovo centro in via San Gottardo a Cadenazzo, stabile che ospita tuttora i prestigiosi marchi Lamborghini, Mc Laren e Aston Martin. Complessivamente possiamo oggi parlare di un Gruppo compatto distribuito in quattro stabili in ubicazioni diverse e possiamo contare su un personale specializzato formato da più di 50 persone, tutte accomunate dalla medesima mentalità: soddisfare completamente il cliente».

La centralità del cliente costituisce dunque il tratto distintivo della vostra filosofia aziendale…

«Assolutamente sì. Per noi il rapporto con il cliente non si esaurisce in alcun modo con l’atto di vendita di una vettura Al contrario, in quel momento hanno inizio tutta una serie di relazioni e servizi che si protraggono nel corso degli anni e coprono tutti il ciclo di vita di un’auto. Ciò avviene in particolar modo con gli appassionati di quei marchi di lusso da noi rappresentati, ai quali garantiamo servizi esclusivi e una assistenza 24 ore su 24, indipendentemente dal luogo e dalla distanza da cui ci viene richiesta la prestazione. In molti casi il cliente non deve neppure venire presso i nostri centri perché siamo noi a prenderci cura della sua vettura ritirandola e riconsegnandola presso il suo domicilio».

A proposito di assistenza al cliente, come avete Vissuto questi mesi di rallentamento dell’attività a causa dell’epidemia?

«Dobbiamo fare una distinzione tra il mercato delle vetture utilitarie che indubbiamente ha incontrato un qualche rallentamento dovuto anche alle difficoltà nell’erogazione di finanziamenti da parte delle banche, e quello dei marchi di lusso che invece si è mantenuto sostanzialmente stabile. Ciò è da attribuire anche alla qualità delle relazioni stabilite nel tempo con la clientela, con il fatto che molte vetture erano già state ordinate prima della chiusura e che comunque siamo riusciti a mantenere un ottimo livello di assistenza grazie anche alle tecnologie informatiche, al telelavoro e ai rapporti personali che non sono mai venuti meno».

Da ultimo, possiamo segnale un modello intorno a cui c’è molta curiosità e attesa?

«Direi senz’altro il DBX, primo SUV di Aston Martin che si distingue per le linee filanti, che ricordano quelle delle granturismo della casa. Un design che riesce a dissimulare le imponenti dimensioni della vettura, lunga oltre cinque metri. Del resto la casa promette un piacere di guida e prestazioni da autentica sportiva, anche grazie al poderoso V8 biturbo da 551 CV (il cambio è automatico a 9 marce). Naturalmente la trazione è integrale e le sospensioni sono di tipo pneumatico: garantiscono un comfort elevato e, per affrontare fondi sconnessi, consentono di aumentare di cinque centimetri la distanza fra il fondo dell’auto e il terreno. Come da tradizione per le Aston Martin, l’abitacolo è sontuosamente rifinito con pregiati pellami e offre cinque posti veri. La strumentazione è tutta digitale e buona la capienza del baule, cui si accede da un ampio portellone».