Dopo tanta attesa è arrivata la moto che segna un nuovo e importantissimo capitolo nella storia BMW. La R18 “attacca” il mondo cruiser e si impone subito per le sue spiccate caratteristiche e le elevate prestazioni. Per la casa di Monaco si tratta senza dubbio di una pietra miliare. Non è la prima volta: basta ricordare la R 1200 C (e le sue derivate), con cui BMW approcciò il mondo cruiser alla fine degli anni 90. Ne parliamo con Gabriele Gardel, animatore del BMW Motorrad Gardel Pambio-Noranco
Tutto nella nuova R18 è stato appositamente dedicato. Partiamo dal motore…
«Questo motore Boxer da 1.802 cc è una vera opera di ingegneria perché capace di “nascondere” tecnologie modernissime dietro a un look classico, con tanto di raffreddamento ad aria. I numeri raccontano di 91 cv, un valore che in questo segmento dice poco: si poteva dichiarare potenza “sufficiente” come faceva Rolls Royce. Ben più importante il dato della coppia: 158 Nm, erogata a un picco massimo di 3.000 giri, anche se per un motore la cui coppia sta praticamente sempre sopra i 150 Nm (dai 2. a 4.000 giri) parlare di picco fa un po’ sorridere».
Novità anche per quanto riguarda la struttura della coda…
«Telaio a culla in acciaio, forcellone che ricorda la tecnologia Hardtail (ossia senza ammortizzatori, in realtà la corsa della ruota è di 90 mm) che tanto piace agli amanti del genere, spettacolare trasmissione finale a cardano “esposta”, forcella con copristeli. Sono tanti gli elementi che richiamano senza mezzi termini la R5 del 1936. BMW in questo caso ha avuto vita facile pescando in un heritage mai abbastanza sfruttato. Il Big Boxer domina la scena, BMW ci ha costruito attorno una moto essenziale, a tratti radicale».
E per quanto riguarda il telaio?
«Tanto metallo, ovunque: acciaio e alluminio sono praticamente gli unici materiali che si trovano sulla nuova BMW R18, moto su cui la pulizia delle linee è stata curata in modo maniacale, con cavi a vista quasi zero».
Anche la tecnologia riveste un ruolo di primo piano…
«Semplice ma modernissima. Il motore è raffreddato ad aria, ma adotta la distribuzione 4 valvole e una elettronica all’avanguardia (controllo di trazione ASC e del freno motore MSR) compresi tre riding mode dai nomi “creativi” (Rain, Roll, Rock). Inoltre ha pure la retromarcia (sfrutta il motorino di avviamento come sulle K 1600). L’albero della trasmissione cardanica è scoperto, come le moto degli anni 30, ma poi ci sono i fari LED con tecnologia adattiva. Le ruote sono a raggi, la gommatura è generosa (120/70-19 e 180/55 B 16). L’ABS è in questo caso abbinato alla frenata integrale, con la leva che agisce su tutti i dischi, il pedale solo sul posteriore».
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