Il silenzio di un isolamento, la paura di una quarantena, il rimbombo delle parole malattia e morte. Il mondo è stato colpito, il mondo è diventato schiavo di una pandemia che porta la corona. Ma io vedo il sole oggi fuori dalla finestra: gli uccellini cantano, il vento accarezza gli alberi, un bambino gioca con il pallone nel vialetto di casa e un gatto dorme su un balcone. Quando mi hanno detto: “rimani a casa” ho sentito un sapore completamente diverso da quello della vita, un boccone amaro. Ero spaventata, impreparata. Non posso vedere i miei nonni, non posso abbracciare i miei genitori, la mia famiglia, i miei amici. Avevo paura che la malinconia avrebbe preso il sopravvento, che a tutte queste brutte parole si sarebbe aggiunta anche la solitudine… ma così non è stato.

Da quando è iniziata la quarantena non vedo quasi nessuno, eppure mi sento più vicina che mai alla mia famiglia, mi sento più vicina che mai ad un mondo che cerca di scaldare i silenzi, che ha più voglia di essere solidale, che ho sempre visto così spezzato e ora così unito. Allora ricordiamoci della nostra umanità anche domani, quando tornerà la normalità. Ricordiamoci che se riusciamo ad essere forti separati, uniti siamo invincibili. Ricordiamoci di abbracciarci più forte, di avere il coraggio di sorridere sempre. Ricordiamoci della forza di un aiuto, anche se noi stiamo bene. Ricordiamoci che anche se ci sentiamo soli e anche se abbiamo paura, oggi possiamo averne un po’ meno, perché oggi il mondo è un’unica grande casa e io ci resto, con voi.