Partiamo dagli inizi. Com’è avvenuto il suo incontro con il teatro?

«Da sempre ho subito il fascino del racconto, delle storie, e ho trovato nel teatro la forma più interessante di rappresentazione. Mi è sempre piaciuta la magia del palcoscenico, e la “ripetizione”  degli spettacoli dà l’impressione che il tempo si fermi. A far crescere la mia passione ha poi contribuito in modo decisivo l’incontro con Piera Degli Esposti che  è stata, ed è tuttora, una grande amica e una grande maestra, dotata di una vivida fantasia. Poi Gabriele Lavia, un uomo di grande forza, di cui sono stato assistente alla regia e dal quale ho imparato tantissimo dal punto di vista tecnico. E poi, ancora, Lucilla Morlacchi, dotata di un’intelligenza superiore, Elisabetta Pozzi e tanti altri, tutti attori o registri che mi hanno insegnato qualcosa».


Fino all’incontro con Carmelo Rifici…

«Quando Carmelo Rifici è diventato direttore di LuganoInScena mi ha chiesto di collaborare con lui ed è iniziata quest’avventura molto stimolante formativa: è molto bello collaborare alla nascita di qualcosa di così grande come il LAC, a cominciare dalla regia degli spettacoli allestiti per la sua apertura, a cui ho collaborato con grandissimo piacere, fino ai progetti che stiamo studiamo per il futuro».


Tra i progetti realizzati spicca questa Bisbetica Domata…

«Infatti. Carmelo Rifici mi ha chiesto di fare la regia di una commedia che è molto nota a tutti ma che al tempo stesso nasconde insidie e trabocchetti perché piena di atrocità e di strani rapporti, dove l’amore non è solo amore ma interesse, dove la finzione è uno dei primi ingredienti già dopo due pagine di testo, insomma una sfida molto complessa…».


E lei che chiave di lettura a scelto di darne?

«Sono partito dal desiderio di raccontare la storia che l’autore ci ha proposto, creando uno spettacolo che fosse veramente per tutti, e aderendo il più possibile alla drammaturgia originaria. Quindi ho scelto di ambientare la scena in un luogo unico, vuoto, immaginario, che richiama in qualche modo una certa eleganza apparente, all’interno del quale gli attori si muovono come una squadra di sportivi che in fondo giocano con i sentimenti di Bianca e di Caterina».


Anche per i ruoli femminili si è affidato ad attori uomini…

«Per realizzare questa regia ho scelto il gioco elisabettiano del travestimento, perché in questa commedia in fondo i rapporti sono così falsati, così poco naturali che solo una stranezza poteva rendere bene l’idea di cuori appunto da addomesticare. Il cast è formato tutto da primi attori, da Tindaro Granata a Angelo Di Genio, da Christian La Rosa a Igor Horvat, a Massimiliano Zampetti proveniente dalla scuola del Teatro Dimitri e poi ancora alcuni attori della Scuola del Piccolo Teatro di Milano: e questo fatto del coinvolgere dei giovani che hanno appena concluso i propri studi mi sembra un modo interessante per immettere continuamente nuova linfa nel teatro».


Accanto alla radio e alla televisione, lei è anche promotore della stagione teatrale «Tra Sacro e Sacro Monte»: di cosa si tratta?

«C’è tantissimo lavoro dietro a «Tra Sacro e Sacro Monte» che è un’iniziativa cui tengo tantissimo e per la quale credo Varese debba ringraziare la Fondazione Paolo VI, che ha investito ed investe importanti risorse sulla rassegna. Vivo bene a Varese che è una città con un grande potenziale, dove ci sono artisti straordinari con cui fare squadra, ma avrebbe bisogno di grinta e di scelte forti e innovative».



Chi è Andrea Chiodi
Allievo di Piera Degli Esposti, è stato assistente alla regia di Gabriele Lavia per “Misura per Misura” di Shakespeare. Ha vinto il premio Alfonso Marietti dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano e il Golden Graal per il teatro. Dal 2010 è ideatore e direttore artistico del festival tra Sacro e Sacro Monte producendo e ospitando alcuni dei più importanti artisti della scena teatrale italiana. Dal 2014 lavora al fianco di Carmelo Rifici come assistente alla direzione artistica del LAC per LuganoInScena, e nel settembre 2015 gli viene affidata la regia della grande inaugurazione di tre settimane. È per due anni, 2014 e 20015 direttore artistico e regista per i due eventi in Piazza Duomo per Expo. Negli ultimi tre anni si distingue per alcune produzioni come Locandiera, Bisbetica Domata, I Persiani, Giovanna D’Arco, Elena di Ritsos, Medea e altri testi instaurando una proficua collaborazione con artisti come Piera Degli Esposti, Elisabetta Pozzi, Tindaro Granata, Angela Demattè, Daniele D’Angelo, e teatri come il Due di Parma, lo stabile di Brescia, il Carcano di Milano e il LAC di Lugano.



LuganoInScena e la sua rete di rapporti artistici
La volontà e la lungimiranza di Carmelo Rifici hanno portato il LAC in sole due stagioni diventare un vero centro di creazione artistica instaurando rapporti con alcune delle più importanti realtà del teatro italiano. La qualità della programmazione della stagione di prosa di LuganoInScena mette in luce questo lavoro vincendo già nel 2015 il Premio Franco Enriquez per la migliore direzione artistica.
La stagione 2017-18 presta grande attenzione alle nuove forme del linguaggio teatrale di lingua italiana senza tralasciare la grande tradizione, ospitando grandi classici di Goldoni, Pirandello e De Filippo interpretati e allestiti dai grandi maestri della scena come Gabriele Lavia, la compagnia De Filippo, Franco Branciaroli, Elisabetta Pozzi, Glauco Mauri, Maddalena Crippa e molti altri. Attenzione poi ai grandi registi e coreografi italiani di respiro internazionale come Virgilio Sieni, Antonio Latella, Romeo Castellucci e Emma Dante, istaurando con alcuni di questi artisti rapporti che hanno portato, come nel caso di Virgilio Sieni, ad un’importante collaborazione tra artisti italiani e svizzeri, unendo la professionalità dell’Orchestra della Svizzera italiana, residente al LAC, al lavoro del grande maestro della danza contemporanea italiana. Questa stessa formula si ripeterà con la coreografa Cristina Kristal Rizzo. I rapporti con l’Italia si sono sviluppati anche grazie al coinvolgimento di molti artisti, da danzatori a registi, drammaturghi e attori, tra questi Laura Marinoni, Danilo Nigrelli, Fausto Russo Alesi, Tindaro Granata (Premio Ubu 2017), uno degli artisti italiani che maggiormente ha saputo lavorare con i nuovi linguaggi, e Angela Demattè (Premio Riccione 2009) coinvolta nella scrittura dell’ultimo lavoro prodotto con il Piccolo Teatro di Milano, Ifigenia, Liberata. Artisti italiani dunque in dialogo con artisti ticinesi, un punto fondamentale di incontro e scambio che contraddistingue sempre le produzioni LuganoInScena. Non solo prosa quindi, ma performance, scambi tra artisti di tutta Europa che trovano nel LAC un ponte con l’Italia e le sue istituzioni culturali e il grande lavoro per la divulgazione della lingua italiana, dove il LAC, con la stagione di LuganoInScena, diventa un luogo davvero il luogo in cui dal Nord delle Alpi diventa possibile venire per riscoprire o a volte scoprire la forza della cultura italiana.



Produzioni e coproduzioni con l’Italia
Gabbiano – regia Carmelo Rifici con Fausto Russo Alesi, scene Margherita Palli, costumi margherita Baldoni, produzione LuganoInScena, in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Teatro Sociale di Bellinzona
La Mer – di Virgilio Sieni , produzione LuganoInScena, Teatro Comunale di Bologna e Compagnia Virgilio Sieni, con Emilia Romagna Teatro
Ifigenia, liberata – di e regia Carmelo Rifici e Angela Demattè, con Tindaro Granata, scene Margherita Palli, costumi Margherita Baldoni, produzione LuganoInScena, in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Azimut
Purgatorio – regia di Carmelo Rifici con Laura Marinoni e Danilo Nigrelli, scene e costumi Annelisa Zaccheria, produzione LuganoInScena, in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura e ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione
La bisbetica domata – regia di Andrea Chiodi, con Tindaro Granata, Angelo Di Genio e Christian La Rosa, produzione LuganoInScena, in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura e Teatro Carcano di Milano
VN Serenade – di Cristina Kristal Rizzo, produzione LuganoInScena, in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura, OSI Orchestra della Svizzera italiana e Cab008