L’allestimento Noi e il MASI. Donazione Giancarlo e Danna Olgiati,
a cura di Marco Franciolli, presenta una selezione di 59 opere provenienti dalla donazione di Giancarlo e Danna Olgiati. Frutto di un lungo e proficuo rapporto instauratosi tra i coniugi e la direzione del Museo Cantonale d’Arte – oggi MASI Lugano -, la donazione comprende un totale di 77 opere suddivise in quattro nuclei principali: artisti internazionali, artisti svizzeri, artisti italiani e un prezioso gruppo di opere fotografiche realizzate da protagonisti della Bauhaus. In alcuni casi le opere donate completano nuclei di lavori di uno stesso artista già presente nella collezione del Museo.
In mostra sono esposti tutti gli artisti della donazione, ma non tutte le opere sono state incluse in questa prima presentazione. La selezione di dipinti, sculture, fotografie e installazioni intende evidenziare la qualità delle singole opere e al contempo sottolineare le principali aree di interesse dei collezionisti nei confronti dell’arte attuale. Noi e il MASI permette inoltre di cogliere i numerosi punti di tangenza fra la collezione del Museo e i contenuti della Donazione Olgiati, fra gli artisti proposti nell’ambito della programmazione espostiva e quelli inclusi nell’elenco della Donazione.
Il percorso espositivo, scandito in sei sezioni principali, pone a confronto le diverse poetiche e linguaggi espressivi. La mostra si apre con una sala dedicata a temi di portata universale, quali la precarietà della condizione umana, l’identità, la memoria – Christian Boltanski, Roberto Ciaccio e Martin Disler -, temi che si ritrovano declinati con altri linguaggi nella seconda sala – Liu Ding, Edmondo Dobrzanski, Urs Lüthi. Uno spazio importante viene dedicato nella sala seguente alla fotografia, quella storica con una serie di stampe vintage di Lux Feininger, Xanti Schawinsky e Luigi Veronesi, e quella contemporanea che indaga lo statuto stesso dell’immagine e i suoi codici, con opere di Shannon Ebner, Adriana Beretta e Luciano Rigolini. Seguono, nelle due sale successive, opere di artisti che utilizzano la pittura, il disegno e la scultura in una dimensione concettuale per indagare lo statuto dell’opera e dell’autore, dei limiti fra i diversi linguaggi espressivi e la possibilità di rinnovamento delle tecniche, il rapporto con la storia dell’arte. Il percorso espositivo si conclude con una serie di sculture di Flavio Paolucci, Chiara Dynys e Gianni Caravaggio collocate nella sala del Museo che si apre sul paesaggio, stabilendo così un affascinante rapporto fra le opere e il panorama esterno.
Il MASI presenta così la sua missione culturale: affiancare a mostre temporanee la propria collezione, mostrando il nesso imprescindibile fra il patrimonio artistico custodito e i diversi episodi della stagione espositiva. Il secondo allestimento dedicata alla collezione del MASI sarà proposta il prossimo autunno.