Vivacità, energia, carisma ed eleganza sono i tratti che distinguono tutte le talentuose ospiti: dall’imperdibile pianista argentina Martha Argerich alla direttrice d’orchestra lituana Mirga Gražinyté-Tyla, salita alla ribalta internazionale a soli ventinove anni come nuova guida della City of Birmingham Symphony Orchestra.
Martha Argerich è il mito di tante giovani pianiste ed è stata instancabile nel cercare per loro occasioni di affermazione e crescita. A Lugano l’argentina è di casa. Nel passato ha scelto la città per un progetto legato proprio alle nuove generazioni, e vi torna lunedì 6 dicembre in compagnia del direttore Charles Dutoit e dei giovani musicisti della European Philharmonic of Switzerland, per eseguire un programma che include musiche di Igor Stravinskij, Maurice Ravel e Antonín Dvořák.
Argerich ha compiuto 80 anni lo scorso giugno. Alla domanda «Cosa determina la scelta del repertorio? Il carattere? Il temperamento?» ha risposto «Penso sia il temperamento. Penso di avere un temperamento giovane. Non nella vita, ma quando suono. Penso». Dopo averla sentita nel concerto in sol maggiore di Maurice Ravel non avrete più alcun dubbio.
È argentina anche Sol Gabetta: determinata, appassionata, capace di coniugare virtuosismo e sensibilità a ogni nuova interpretazione, a 40 anni è forse la violoncellista più richiesta in tutto il mondo. Domenica 6 febbraio sarà a Lugano per eseguire uno dei più emozionanti capolavori del repertorio per violoncello e orchestra, il concerto in si minore op. 104 di Antonín Dvořák, affiancata nientemeno che dall’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia guidata da Andris Nelsons. La tappa luganese è un appuntamento da non perdere, perché Gabetta sceglie con cura ogni anno i luoghi delle sue esibizioni. «Nella vita di un musicista è fondamentale la programmazione. Personalmente sono molto precisa e cerco sempre di occuparmi in prima persona della mia agenda. […] Sto cercando di organizzare i miei impegni concertistici non solo in modo da sfruttare al meglio questi spostamenti e ridurre al minimo i lunghi viaggi in aereo, preferendo ad esempio il treno e concentrandomi di anno in anno su zone diverse. Cerco, per quanto mi è possibile, di valorizzare al meglio il territorio e l’offerta culturale» ha detto in una recente intervista.
Quattro fuoriclasse dell’archetto saranno a Lugano in occasione del weekend dedicato al quartetto d’archi, dal 28 al 30 gennaio 2022. Vera Martinez è il formidabile secondo violino dello spagnolo Cuarteto Casals, al LAC sabato 29 gennaio. Nata a Madrid, dove ha iniziato lo studio del violino a 5 anni, partecipa all’attività del quartetto sin dalla sua fondazione, quando era appena diciottenne. Con il suo suono dal piglio fiero e magnetico, contribuisce a quella “inconfondibile firma sonora” che, secondo il New York Times, rende questo quartetto tra i migliori al mondo.
Anche l’eccellenza svizzera del quartetto è femminile: Agata Lazarczyk, Wendy Champney e Chiara Enderle Samatanga sono violino, viola e violoncello del Quartetto Carmina, il più richiesto quartetto nazionale. Fondato nel 1984 e impostosi da subito all’attenzione internazionale con la vittoria di numerosi premi, conta tra i suoi mentori Sandor Végh e Nikolaus Harnoncourt.
Due generazioni di musicisti lavorano insieme in un’intesa artistica e personale unica, unendo l’esperienza dei suoi due membri fondatori, il primo violino Matthias Enderle e la viola Wendy Champney, all’entusiasmo di Agata Lazarczyk e Chiara Enderle Samatanga, entrambe nate nel 1992. Samatanga è figlia di Enderle e Champney, e conosce il quartetto Carmina sin da quando accompagnava i genitori in tournée.
«Sarà Gražinyté-Tyla a rimuovere finalmente dal nostro vocabolario il concetto di “direttore donna”» scriveva BBC Music Magazine nel 2016, in seguito alla conferma dell’allora ventinovenne Mirga Gražinyté-Tyla a direttore musicale della City of Birmingham Symphony Orchestra. L’artista lituana, in attività dal 2004, si è guadagnata molto rapidamente l’attenzione internazionale in un ruolo “decisionale” come quello della direzione d’orchestra, storicamente riservato agli uomini. A Birmingham, Gražinyté-Tyla si è immersa nella vita musicale dell’orchestra e della città, costruendo un rapporto di fiducia che ha lasciato spazio all’esplorazione di un nuovo repertorio. Nel frattempo ha anche avuto il suo primo figlio e ritiene che l’avanzata delle direttrici donne sia inevitabile, «le porte si sono aperte» ha detto in un’intervista per il Guardian. Lunedì 23 maggio porta a Lugano la sua CBSO, e sarà affiancata da un’altra stupefacente musicista, la pianista venezuelana Gabriela Montero, che esegue il primo concerto di Cajkovskij. La sua naturalità rende vive le interpretazioni del repertorio classico di un’espressività mai sentimentale. Montero è nota al pubblico anche perché sa creare nella sala da concerto un clima di particolare complicità e, come bis, ama improvvisare su una melodia proposta dal pubblico o dall’orchestra.
Non mancano i talenti femminili anche nel repertorio Barocco
Nel concerto di Natale di domenica 12 dicembre il soprano belga Ilse Eerens è nel formidabile cast vocale diretto da Ton Koopman in musiche di Händel, Corelli e Bach, con l’Amsterdam Baroque Orchestra & Choir. Giovedì 12 maggio Maurice Steger, tra i principali artisti del flauto dolce, arriva a Lugano con il suo progetto Les Nations: la violinista è Amandine Beyer, tra gli interpreti di riferimento per il violino barocco.
Da sempre le donne hanno saputo imprimere la loro spinta innovatrice al panorama culturale: compositrici, cantanti, strumentiste e direttrici in grado di rivoluzionare il modo di concepire la musica, lo stile, il gusto dell’espressione artistica. La stagione di Lugano Musica accompagna il pubblico in questo viaggio alla scoperta della bellezza tutta al femminile.