Il Museo d’Arte della Svizzera Italiana presenta la mostra Bianco o Nero – Opere dalla Collezione 1935-2021, una straordinaria esposizione curata da Cristina Sonderegger e Francesca Rosi. Inaugurata l’11 novembre 2023 nella sede Palazzo Reali, la mostra offre un’esperienza inedita, un viaggio attraverso cinque sezioni tematiche che mettono in dialogo opere di pittura, scultura, fotografia, arte cinetica e concettuale, creando un’armoniosa sinfonia visiva.

La mostra regala al pubblico l’opportunità di esplorare opere mai presentate prima o raramente esposte, selezionate con cura dalla Collezione MASI. Attraverso la tensione visiva e concettuale del bianco e nero, le curatrici Sonderegger e Rosi aprono un dialogo unico che esplora le molteplici sfaccettature di questi due estremi cromatici.

Ciascuna opera diviene un capitolo narrativo, un viaggio nelle profondità dell’animo umano e nelle svariate interpretazioni del bianco e nero. “Se la sensazione visiva che produce il colore nero è spesso associata alla notte, alla malinconia e al mistero – spiegano le curatrici – il bianco, percepito come luminoso, limpido e immacolato, rappresenta la somma dei sette colori dell’iride e riflette tutte le radiazioni della luce solare senza assorbirne alcuna”.

Le opere di Bianco o Nero

L’opera Up in Arms di Monica Bonvicini incarna la tensione tra forza compressa, rabbia e delicatezza, mentre “Verstummelung 71/6” di Ingeborg Lüscher sfida le convenzioni artistiche, riflettendo sulla transitorietà della vita attraverso mozziconi di sigaretta su un mantello e stivali. Andrea Gabutti, con la sua opera “Senza titolo,” esplora l’interiorità umana attraverso una rappresentazione inquietante del pensiero, mentre l’artista statunitense Robert Therrien invita il pubblico a riconsiderare la percezione dello spazio attraverso forme scultoree monumentali.

Giulio Paolini, con l’opera Prima o poi, fonde le dimensioni dello spazio e del tempo in una visione enigmatica e mutevole, mentre il duo Bertozzi & Casoni, con la scultura in ceramica “Ossobello,” esplora i temi del memento mori, dell’horror vacui e della vanitas.

Le opere esposte, appartenenti alla Città di Lugano, al Cantone Ticino e alla Fondazione MASI, insieme a donazioni private e di artisti, offrono uno sguardo unico sulla diversità dell’arte moderna. Accompagnando l’esposizione, approfondimenti sulle singole opere saranno accessibili attraverso la scansione di codici QR, offrendo al pubblico una connessione interattiva con l’arte.

Visitare Bianco o Nero – Opere dalla Collezione 1935-2021