L’Europa si sta appena sollevando dalle rovine del conflitto mondiale e nel giro di pochi anni Parigi assurge al ruolo di capitale dell’arte del Novecento. La Ville Lumière  diventa tra le due guerre una sorta di fucina di movimenti e di idee, vede artisti di tutto il mondo accorrervi per capire le nuove forme e i nuovi linguaggi che Picasso, Ray, Léger, Modigliani Dalí andavano sperimentando. Una straordinaria vetrina delle avanguardie artistiche, letterarie e musicali fra ritorni all’ordine, eredità cubofuturiste, astrattismi e surrealismo.

LuganoMusica dedica dunque agli Anni ’20 e al capoluogo francese una serie di appuntamenti che offrono allo spettatore la possibilità di viaggiare attraverso quegli anni ruggenti e complessi scoprendone la musica: il jazz, l’atonalità, la dodecafonia, la musica scherzosa dei concertes salades, il cabaret… . Il crollo del mondo del XIX secolo trova infatti un corrispettivo anche nel crollo dell’impianto tonale tradizionale. Nasce la musica moderna, in cui i compositori, in vario modo, respingono i valori tradizionali della pratica comune, come la tonalità, la melodia e la struttura. Pur nella grande varietà di tendenze creative, le esperienze più influenti da principio furono in Francia quelle di Claude Debussy e Maurice Ravel, appartenenti entrambi al movimento impressionista, e a Vienna quelle di Arnold Schönberg.

Claude Debussy nelle ultime sue opere semplificò considerevolmente il proprio linguaggio, collocando la sua musica “après Wagner”; le nuove generazioni di compositori che arrivarono nelle sale da concerto degli Anni ‘20 andarono oltre, prendendo posizione “contre Wagner et contre Debussy”. Maurice Ravel, nel 1928, compose una musica contraria a tutta la tradizione musicale europea, da sempre basata sullo sviluppo tematico. Nel Boléro il compositore si limitò infatti a ripetere per sedici volte due melodie. La forza di questo capolavoro non smette di sorprenderci ancora oggi. Prima della Guerra, a Vienna, Arnold Schönberg esplorò invece il mondo dell’atonalità per giungere nel 1921 alla dodecafonia: un universo espressivo opposto a quello avvicinato solo pochi anni prima con la trascrizione per ensembleda camera di uno dei più celebri valzer viennesi.

La rassegna prenderà in esame queste principali caratteristiche musicali dell’epoca attraverso due concerti sinfonici, un weekend di quartetti, un récital e due inediti concerti da camera. Tra le proposte, il pubblico potrà ascoltare l’insolito quartetto svizzero Gershwin Piano Quartet, i prestigiosi Wiener Philharmoniker e l’Orchestre de la Suisse Romande.


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