“Silvano Repetto è un videoartista, regista, produttore, cofondatore di musei, curatore, performer, autore di videopoemi, svizzero, nato a Mendrisio nel 1968, vive a Lugano.
La sua mostra al MASI, acronimo di Museo d’Arte della Svizzera italiana, a Lugano, nella sezione Digital Museum, si intitola Proiezioni inutili, titolo non privo di ironia, ma anche di veridicità, dal momento che la pandemia globale da virus che sta aggredendo il pianeta richiede una distanziazione anti-contagio, che limita responsabilmente le visite anche ai luoghi d’arte e cultura.
L’essere invitato con mostra personale in un museo prestigioso come Il LAC è la grande occasione di una vita per un artista, il caso vuole che accada proprio in un periodo altamente critico che ne richiede la visita online. Questa contingenza, tuttavia, si ribalta, paradossalmente, nella più efficace e pertinente chiave di lettura dell’ opera di Silvano Repetto che auproclamandosi inutile, prende le distanze dai processi di capitalizzazione e mercificazione imperanti nel sistema consumistico dell’arte.
Di segno dadaista, postconcettuale duchampiano, in parte fluxus, di coloritura patafisica, Silvano Repetto teorizza l’assurdo, l’inutilità della sua opera a partire da un’attitudine ludica, leggera, di superficie, che si alimenta, però, in profondità ai dispositivi di attesa, di vanificazione della parola, del gesto forte, del suono perentorio, di figure come Samuel Beckett, come Buster Keaton.
Ecco in azione, in una sorta di botta e mia risposta, questo poeta proustiano del Tempo ritrovato, pronto a battere il ciak per uno spettatore assente:
- Bere tutto il lago di Lugano con una cannuccia nera
è giocare con l’impossibile, ma anche con l’imponderabile - Parlare a un grande masso
è mostrarsi disponibile all’ascolto, avviare un dialogo senza parole - Tentare di diventare un fossile in meno di un minuto
è misurarsi con il tempo delle ere geologiche - Tentare di entrare in un cassetto piccolo
è misurarsi con 2 grandezze fisiche - Ordinare il menù da una lavagna vuota in osteria
è ordinare il cibo che non c’è - Cercare di buttare le scarpe oltre il sistema solare, a mano
è misurarsi con le distanze siderali, con la fisica quantistica - Contare i coriandoli
è diventare protagonista di un giorno di follia, d’altronde semel in anno licet insanire/una volta all’anno è lecito impazzire, ce lo ricordano in latino Seneca, Sant’Agostino, Orazio, per fare solo 3 nomi - Giocare a nascondino da solo in un bosco della Svizzera centrale
è giocarsi del gioco, teorizzando un meta-gioco - Cercare di diventare dadaista 100 anni dopo imitando Hugo Ball
è vestirsi da vescovo-totem, con piviale e mitria di cartone, il giorno 5 febbraio 2016, anniversario dei 100 anni dalla fondazione del Dadaismo al Cabaret Voltaire di Zurigo. Il gesto di Silvano Repetto riconferma, una sua fondata componente dadaista - Aspettare che caschino le olive da una palma
è chiedere e credere nell’impossibile - Parlare inglese a Patty Smith
è comunicare superando, creativamente, le barriere della lingua. Eloquente è la risata della cantautrice statunitense! - Video elemosina presenta il questuante in forma virtuale, ma la ciotola, alla base del monitor, del tutto reale
- Tu sì, tu no. Tu sì, tu no
mima il gesto di discriminazione operato dal potere - Stendere un bucato che non hai fatto in un palazzo dove non abiterai mai
è ancora il ritorno del grande teatro dell’assurdo - Andare a prendere un ceppo per il camino a 200 km. di distanza
narra, con candore, il ridicolo di una fatica inutile
Qualche citazione:
- Tutta l’arte è completamente inutile Oscar Wilde
- II massimamente utile è l’inutile” Denis Diderot
- L’artista è un disoccupato recuperato Giuseppe Chiari
- Non ho nulla da dire, lo sto dicendo, e questa è poesia. John Cage
- Le sole opere che oggi contano sono quelle che non sono più opere.
Theodor Wiesengrund-Adorno
Ogni gesto demotivato, defunzionalizzato, inutile, di questo artista, si rigenera nel sorridere ad uno spettatore assente. Mai sottoscrivendo la moda, la tendenza, il trendy, il conformismo, l’investimento, la capitalizzazione, sempre orientandosi, al contrario, verso la pratica poetica, la forma di perdita che è nuova acquisizione, istante risorgivo di memoria di un gesto arcaico, l’ideatore svizzero di Performance inutili ha scritto una imprescindibile pagina di storia dell’arte svizzera.
Per concludere, Silvano Repetto, attore e spettatore delle sue Performance inutili inaugura, davanti a uno specchio, una vera e propria teoria della meta-performance. Giocando una partita a scacchi con se stesso, si ritrova protagonista e deuteragonista, sperimentando insieme la vincita e lo scacco”.
Viana Conti
critico d’arte-saggista-giornalista
Genova – Italia
La mostra
Dal 30 gennaio il Museo d’arte della Svizzera italiana, all’interno del ciclo di mostre pop-up, apre la prima esposizione interamente digitale, fruibile sul sito del museo unitamente ai virtual tours 3D delle altre mostre. L’esposizione online è dedicata a Silvano Repetto, videoartista, pittore, fotografo, performer e produttore ticinese, che celebra l’importanza delle cose inutili, ma di cui abbiamo bisogno. I contenuti della mostra saranno fruibili sul sito del museo e sui canali social Facebook e Instagram. Silvano Repetto è un videoartista, ma anche pittore, fotografo, performer, produttore, regista e art promoter: un artista dalle molte identità, al quale si addice il termine di “non-classificabile” in quanto capace non solo di sottrarsi alle categorie, ma anche ai sistemi del mercato e dell’industria culturale. Le sue opere sono principalmente azioni di cui non resta traccia, se non nei suoi racconti, negli autoscatti e nelle auto-registrazioni, realizzate quasi sempre con mezzi di fortuna.
Le sue performance, definite inutili dall’artista stesso, sono missioni volutamente impossibili: quelle che potrebbero riuscire non gli interessano poiché, secondo il suo sistema, la “nonriuscita” è proprio ciò che legittima la performance e ne garantisce il successo. Con umorismo e senza la volontà di fornire interpretazioni intellettuali o simboliche, Repetto offre visioni giocose nate da ispirazioni improvvise che capovolgono la logica e l’ovvietà delle cose.
Per l’esposizione digitale al MASI, Repetto ha documentato le sue Performance inutili registrandole per la prima volta in brevi video: catturate finora solamente in scatti fotografici, poi trasformati in serie di cartoline, l’artista ha elaborato una versione filmata di 10 Performance inutili inedite che saranno visionabili per la prima volta sul sito del museo. Visitando la mostra online, si potranno vedere due video con le performance inutili dell’artista.
Pensati inizialmente come proiezioni nelle sale del MASI al LAC, i video saranno corredati da testi informativi in versione scaricabile. Inoltre, durante il periodo di “apertura virtuale” della mostra, sui canali social del museo saranno pubblicati vari approfondimenti su Silvano Repetto e sarà ospitato un dialogo online tra l’artista e il critico d’arte Guglielmo Gigliotti. In un mondo sempre più basato sull’efficienza, sulla produttività e sull’ottimizzazione del tempo le sue azioni, che strizzano l’occhio al nonsense dadaista, ci ricordano come non tutto debba avere una motivazione razionale, anzi ci sottolineano l’importanza dell’illogicità del gesto.
Poiché l’inutile di Repetto non è superficiale, è un inutile profondo. Attraverso le sue opere l’artista crea un cortocircuito con cui abbatte le barriere intellettuali e provoca stupore, invitando a godere dell’arte senza paura di palesarne l’inutilità, ma anzi dichiarando, nel solco di celebri predecessori, l’importanza delle cose che non servono a niente.