Di Pier Mario Vello
Tratto da La società generosa di Pier Mario Vello e Martina Reolon, Edito da Feltrinelli, Milano, febbraio 2014.

La filantropia costituisce la terza area etica, dopo lo stato e l’economia, e rappresenta lo spazio in cui si creano ed evolvono i legami sociali gratuiti tra gli individui e le singole identità che compongono la società.

Definiamo filantropia come l’area della generosità istituzionalizzata e organizzata, che va pertanto oltre il significato semplicemente psicologico e morale del soggetto generoso.

Definiamo tre caratteristiche essenziali della filantropia: a) è espressione della originaria pulsione di generosità dell’uomo nel far partecipare, senza altro interesse se non quello dell’inclusione, ogni altro proprio simile alla felicità comune; b) non nasce né in seno allo Stato né all’economia, bensì primariamente nella società civile, la quale è l’unione di tutti gli uomini in un’associazione libera e democratica di pensiero e d’identità; c) in senso moderno la filantropia sorge in Europa nel XVIII secolo, con l’affermarsi dei diritti civili, con la dichiarazione dell’uguaglianza degli uomini e con l’emanciparsi dell’opinione pubblica e della società civile.

Nei recentissimi anni, in tutta Europa le organizzazioni filantropiche più importanti hanno iniziato un percorso di focalizzazione strategica e, insieme, di trasparenza e miglioramento degli approcci d’innovazione sociale, con il sempre più deciso ricorso a metodi scientifici basati sulla sperimentazione, sulla verifica e validazione critica dei risultati. La filantropia di oggi abbandona totalmente, nella consapevolezza della complessità del mondo naturale e sociale, il mito del progresso infinito e il progetto di dominio scientifico-tecnologico sulla natura. Emerge la consapevolezza della necessità di nuovi paradigmi della complessità dove, più che una ricerca di totalità conchiusa e definitiva, venga perseguita la visione olistica della realtà, a partire dai fenomeni irriducibili alla ratio dominante ma contenenti forti elementi di innovatività.

A partire da queste nuove posizioni, vanno ripensate alcune tesi che fanno capo ai temi dell’uguaglianza, dell’economia, del ruolo dello Stato e della filantropia.  E’ chiaro che all’interno di economie galoppanti le opportunità di reddito sono in crescita e, presumibilmente, con esse anche il valore unitario medio degli stipendi. Tuttavia, lo scenario globale di economie che siano tutte e per lunghi periodi di forte crescita è irrealistico: non solo i periodi di crescita delle opportunità sono limitati nel tempo, ma sono sempre anche limitati ad alcune nazioni dominanti. Perciò l’inuguaglianza sociale di reddito è una realtà che si tocca con mano anche nelle nazioni ricche. In questo scenario, la filantropia si determina come un movimento civile, nel senso etico del termine. E’ da rigettare la tesi che vorrebbe la filantropia serva dello status quo e tampone delle falle di un sistema sociale insufficiente. Non può essere considerata né come il rescue team da far entrare in campo quando la puzza dell’iniquità arriva alle narici delle classi benestanti, né come l’impulso bizzarro di psicologia altruistiche. Quello che la filantropia in tutta Europa ha intrapreso è una poderosa sommatoria di esperimenti strategici, di tentativi d’innovazione culturale e sociale a favole della società civile.

I postulati della nuova filantropia

Siamo ora in grado di riassumere i punti salienti, cioè i principi guida, che indirizzano in sostanza le migliori esperienze filantropiche nel mondo.

  1. 1 . La filantropia basa la propria giustificazione sul principio del diritto universale di ogni uomo alla felicità. Da questo principio fa discendere la necessità di operare al miglioramento delle condizioni di vita per tutti, ponendosi obiettivi quali, ad esempio, il recupero delle persone deboli, il dialogo tra culture diverse, la lotta contro la povertà e contro l’ineguaglianza di classe, la diffusione della cultura, l’accesso universale all’istruzione, la difesa della natura, la promozione all’autosostenibilità, la crescita delle capacità.
  2. La filantropia nasce e si sviluppa come libera decisione di soggetti che uniscono visioni, capacità professionali, competenze e risorse finanziare per sostenere progetti di miglioramento civile. In tal senso, questo organizzazioni sono libera espressione della società civile.
  3. La filantropia è espressione della generosità umana, la quale, attraverso l’azione strategica e organizzata, esprime anche il significato di un’imprenditorialità sociale ed etica.
  4. Contrariamente allo Stato, che ridistribuisce le risorse comuni, e al settore for profit, che opera per la produzione del profitto, la filantropia lavora in un prevalente regime di gratuità. Quando scegli di avviare finanziamenti che non siano a fondo perduto, agisce con l’intento di sollecitare l’imprenditorialità locale e l’autosostenibilità del progetti nel tempo.
  5. Sebbene la filantropia derivi le risorse impiegate da attività for profit – come nel caso delle corporate foundations o delle fondazioni di origine bancaria – e sebbene dispieghi progetti sociali ed economiche hanno impatto sul tessuto politico, deve essere indipendente sia nelle strategia sia nell’operare delle organizzazioni statali e politiche, e da quelle economiche e finanziarie.
  6. Poiché la filantropia è espressione di soggetti autonomi e della società civile, essa è anche fautrice della demo crazia e ne rappresenta un prerequisito importante.
  7. I soggetti filantropici hanno come finalità il bene comune e, pur essendo indipendenti dallo Stato e dall’economia, le loro azioni hanno spesso un significativo impatto etico, politico, sociale, culturale ed economico. Oltre ad essere fautori di democrazia sono, perciò, anche facilitatori e sperimentatori di coesione sociale in senso lato e promuovono lo sviluppo economico e civile delle comunità locali.
  8. Da quanto detto nei punti precedenti consegue che le organizzazioni filantropiche agiscono, sia per i progetti da esse avviati sia per quelli finanziati, in regime di non discriminazione di colore della pelle, di sesso, di religione, e di regime d’indipendenza politica e partitica.
  9. Dato il suo approccio laico e talvolta pionieristico, e data la sua posizione razionale rispetto ai problemi, la filantropia è fortemente orientata a utilizzare metodi scientifici d’indagine e di sperimentazione, attraverso cui tenta di comprendere le cause dei mali che affliggono le società e di risolverli.
  10. Poiché i problemi affrontati sono complessi, la filantropia privilegia gli approcci interdisciplinari. Poiché opera in regime di non concorrenza, è in grado di favorire una totale divulgazione dei propri progetti, contribuendo così alla circolazione delle idee, al confronto delle esperienze e alla diffusione della conoscenza.

Gestioni politiche assennate e lungimiranti, anziché ignorare l’azione filantropica o tentare di utilizzarla ai propri fini dirottandone le risorse a proprio vantaggio, hanno in qualche caso sporadico e d’avanguardia iniziato a dialogare con i soggetti filantropici per affrontare da punti di vista diversi la complessità dei problemi sociali ed economici.

Molto prima delle leggi, che regolano i rapporti tra cittadini, e molto più estesamente dei rapporti economici, che muovono le relazioni tra soggetti dotati d’interesse, la generosità si trova alla base dello “stare insieme” dei soggetti civili, siano essi persone o istituzioni. Esiste concretamente la possibilità di realizzare società che siano creative, efficienti e profittevoli e allo stesso tempo basate su espliciti rapporti di generosità non confinata.