protezione-civile-ticino-lombardia-extramuroLa protezione civile in Ticino punta sul coordinamento transfrontaliero per migliorare la capacità di risposta alle situazioni di crisi. Si è conclusa venerdì 9 ottobre a Erba, in provincia di Como, la seconda edizione di Extramuro, il programma di formazione congiunta che coinvolge il sistema ticinese e quello della Regione Lombardia. L’iniziativa si inserisce in una collaborazione consolidata nel tempo e mira a rendere più efficaci gli interventi quando un’emergenza richiede il coinvolgimento di autorità e soccorritori dei due Paesi.

Il progetto nasce da un’esigenza concreta: la prossimità geografica tra Ticino e Lombardia rende necessario disporre di procedure compatibili e di una conoscenza reciproca delle rispettive strutture operative. Incendi boschivi, incidenti di particolare gravità e altre situazioni straordinarie possono infatti richiedere interventi coordinati, nei quali la tempestività delle comunicazioni e la capacità di collaborare assumono un ruolo determinante.

Extramuro risponde a questa necessità attraverso momenti di formazione teorica, esercitazioni e simulazioni sul terreno. L’obiettivo non è soltanto trasmettere conoscenze tecniche, ma permettere agli operatori di familiarizzare con i metodi di lavoro, le responsabilità e le modalità d’intervento adottate dalle strutture dell’altra parte del confine.

Extramuro, una formazione articolata tra Ticino e Lombardia

L’edizione 2026 del programma si è sviluppata attraverso due fasi complementari, organizzate tra giugno e ottobre. Il percorso ha previsto uno scambio reciproco di competenze, coinvolgendo funzionari e ufficiali dei due sistemi di protezione civile.

La prima parte si è svolta l’8 e l’11 giugno al Centro cantonale d’istruzione della Protezione civile di Pollegio. In quell’occasione, la Sezione del militare e della protezione della popolazione (SMPP) ha accolto circa settanta quadri, funzionari e ufficiali della Regione Lombardia, ai quali è stato presentato il modello ticinese per la gestione delle emergenze maggiori.

L’incontro ha consentito alla delegazione lombarda di approfondire l’organizzazione del sistema cantonale e le modalità con cui vengono pianificati e coordinati gli interventi in caso di eventi straordinari. La conoscenza delle strutture operative e delle rispettive competenze rappresenta infatti un presupposto importante per evitare sovrapposizioni e facilitare la collaborazione quando le risorse di un singolo territorio non sono sufficienti.

protezione-civile-ticino-lombardia-extramuroLa seconda fase ha seguito il percorso inverso. Avviata il 1° ottobre a Pollegio, è proseguita dal 5 al 9 ottobre tra Erba, Merone e Pusiano, in provincia di Como. Una decina di ufficiali ticinesi in formazione ha potuto confrontarsi direttamente con il sistema lombardo, partecipando ad attività formative e simulazioni operative.

Il coordinamento di questa parte del programma è stato affidato alla Direzione generale Sicurezza e Protezione civile della Regione Lombardia, con il contributo dei Vigili del Fuoco, di AREU Lombardia, della Provincia di Como e del Centro di cooperazione di polizia e doganale (CCPD) di Chiasso.

La conclusione ufficiale si è tenuta venerdì 9 ottobre al Centro Polivalente di Emergenza di Erba, con la partecipazione di rappresentanti delle autorità lombarde e ticinesi e degli enti che hanno collaborato all’organizzazione.

Protezione civile Ticino-Lombardia: il valore della conoscenza reciproca

Il punto centrale di Extramuro è la possibilità di costruire una collaborazione operativa prima che si presenti una situazione di emergenza. Quando occorre intervenire rapidamente, conoscere già le procedure dell’altra amministrazione, sapere a chi rivolgersi e comprendere come vengono prese le decisioni può contribuire a ridurre i tempi di coordinamento.

Le attività svolte nel corso del programma hanno quindi mirato a consolidare la conoscenza reciproca delle procedure, delle modalità operative e dei sistemi d’intervento italiani e svizzeri. Un lavoro che assume particolare rilevanza nei casi in cui sia necessario attivare il mutuo soccorso previsto dagli accordi bilaterali.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, ha sottolineato l’importanza della dimensione umana e professionale della cooperazione: «Le emergenze si affrontano con persone che si conoscono e che hanno già lavorato insieme. Il Ticino porta in questa collaborazione un modello collaudato e ne ricava una conoscenza diretta del sistema lombardo: un vantaggio concreto per la sicurezza della popolazione e del nostro territorio».

Le parole del direttore del Dipartimento delle istituzioni evidenziano una delle finalità principali del progetto: rendere la collaborazione più immediata e concreta attraverso la formazione condivisa. La preparazione tecnica resta essenziale, ma deve accompagnarsi alla conoscenza delle persone, delle strutture e delle rispettive responsabilità.

In questo senso, le esercitazioni non costituiscono soltanto un momento di aggiornamento professionale. Sono anche un’occasione per verificare sul campo le modalità di comunicazione e di coordinamento, individuando eventuali difficoltà prima che possano emergere durante un intervento reale.

Dal corso pilota del 2024 a uno scambio stabile

L’edizione 2026 rappresenta la prosecuzione di un percorso avviato con il corso pilota organizzato a Erba nel 2024. In quella prima esperienza, un gruppo di futuri comandanti di compagnia della Protezione civile ticinese aveva avuto modo di confrontarsi con i colleghi lombardi.

La nuova edizione ha consolidato il principio dello scambio reciproco: non più soltanto una delegazione ticinese in formazione in Lombardia, ma anche la possibilità per gli operatori lombardi di conoscere direttamente il sistema cantonale.

La reciprocità consente di superare una logica di semplice presentazione delle rispettive organizzazioni. Entrambe le parti possono osservare metodi di lavoro differenti, confrontare le procedure e valutare quali conoscenze possano essere utili nella gestione delle emergenze.

Per gli ufficiali in formazione, il contatto diretto con una struttura operativa diversa da quella abituale offre inoltre l’opportunità di misurarsi con situazioni e modalità organizzative che potrebbero ritrovare in futuro durante interventi transfrontalieri.

La continuità del progetto assume quindi un significato che va oltre la singola edizione. La preparazione alle crisi richiede infatti aggiornamento costante, esercitazioni periodiche e una rete di relazioni professionali che possa essere attivata quando le circostanze lo rendono necessario.

Una collaborazione avviata nel 2016

La cooperazione tra la Sezione del militare e della protezione della popolazione del Cantone Ticino e la Protezione civile lombarda è attiva dal 2016. Le basi giuridiche e operative del rapporto sono rappresentate dalla Convenzione italo-svizzera del 2 maggio 1995 e dai protocolli d’intesa conclusi con le Prefetture di Como, Varese e Verbano Cusio Ossola.

Gli accordi definiscono il quadro entro il quale può svilupparsi il sostegno reciproco in caso di necessità. In un territorio caratterizzato da una fitta rete di collegamenti, relazioni economiche e spostamenti quotidiani, la capacità di organizzare interventi coordinati costituisce un elemento rilevante per la sicurezza delle comunità.

Nel corso degli anni, questa collaborazione ha trovato applicazione anche in circostanze concrete. Un primo esempio risale all’estate del 2016, durante la crisi migratoria che interessò Como. In quella fase, il coordinamento tra le autorità e le strutture coinvolte assunse un ruolo importante nella gestione di una situazione complessa, caratterizzata da esigenze umanitarie e organizzative.

Un secondo episodio significativo è rappresentato dall’incendio boschivo sul Monte Gambarogno, nel gennaio 2022. L’evento ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che possono accompagnare la gestione di emergenze ambientali in territori vicini al confine, dove la collaborazione tra strutture competenti può risultare determinante.

Questi precedenti mostrano come la cooperazione non si limiti alla formazione o alla pianificazione teorica. Il suo valore dipende anche dalla possibilità di tradurre gli accordi in capacità operative, adattandole alle caratteristiche di ciascun evento.

Il mutuo soccorso come strumento di sicurezza territoriale

La gestione delle emergenze transfrontaliere richiede un equilibrio tra il rispetto delle competenze nazionali e la necessità di intervenire in modo coordinato. Italia e Svizzera dispongono di sistemi istituzionali e organizzativi distinti, ma in determinate circostanze devono poter collaborare senza che le differenze procedurali diventino un ostacolo.

La formazione congiunta contribuisce a ridurre questa distanza. Conoscere l’organizzazione dei servizi di soccorso, le modalità di attivazione degli interventi e le responsabilità dei diversi attori aiuta a costruire un linguaggio operativo condiviso.

Per il Ticino, il rapporto con la Lombardia assume un rilievo particolare anche in considerazione della vicinanza territoriale e dei collegamenti che attraversano quotidianamente il confine. La cooperazione riguarda dunque non soltanto le strutture di protezione civile, ma più in generale la capacità delle istituzioni di prepararsi a eventi che possono coinvolgere persone e infrastrutture su entrambi i lati della frontiera.

In caso di crisi, la disponibilità di personale formato e di procedure conosciute da entrambe le parti può facilitare l’impiego delle risorse e la gestione delle comunicazioni. La preparazione condivisa non elimina le difficoltà che accompagnano gli eventi straordinari, ma può contribuire a limitarne le conseguenze operative.

Formazione e prevenzione, una prospettiva di lungo periodo

La conclusione di Extramuro 2026 conferma la volontà di mantenere attivo un canale di collaborazione tra il Cantone Ticino e la Regione Lombardia. Il programma mette al centro la formazione degli ufficiali e dei responsabili chiamati a operare in contesti nei quali il coordinamento tra enti diversi può fare la differenza.

Il percorso avviato nel 2024 e proseguito nel 2026 indica inoltre una progressiva strutturazione dello scambio. La partecipazione alternata alle attività formative permette ai due sistemi di conoscersi in modo più approfondito, senza limitare il confronto a incontri istituzionali o alla condivisione di documenti.

Resta essenziale che queste esperienze trovino continuità nel tempo e siano accompagnate da occasioni di aggiornamento e verifica. Le procedure, le risorse disponibili e le caratteristiche dei rischi possono cambiare; per questo, la preparazione deve essere considerata un’attività permanente e non un intervento isolato.

La cooperazione tra Ticino e Lombardia si fonda su un principio concreto: quando un’emergenza supera i confini amministrativi, anche la risposta deve poter contare su relazioni già consolidate. Extramuro punta proprio a costruire questa capacità, trasformando la formazione congiunta in uno strumento al servizio della sicurezza della popolazione.