Quali sono le motivazioni ideali che l’hanno spinto ad occuparsi in prima persona di politica a favore del Ticino?

«In generale credo che l’impegno politico nasca principalmente dalla volontà di contribuire alla costruzione, in funzione di una propria visione ideale, di una società migliore, non necessariamente legato ad un luogo fisico o forzatamente partitico. La politica appartiene all’uomo, come l’uomo, forse anche inconsciamente, alla politica e tale responsabilità individuale ci rende attori incondizionati della realtà presente e di come sarà il domani che lasceremo, a prescindere da eventuali cariche istituzionali o meno. Personalmente ho sempre creduto nel principio di società aperta libera e liberale, pluralista, multiculturale e multietnica, tollerante, laica, critica, progressista, oggi, purtroppo, sempre più minacciata da sovranismi e populismi vari, dediti essenzialmente all’istigazione di paure, alla creazione strumentale di un nemico da combattere, a chiusure pressoché dogmatiche…e la storia dovrebbe averci insegnato dove certi credi portano…».

 

Come potrebbero essere riassunti i contenuti e gli obbiettivi del suo impegno alla guida del PLR di Lugano.

«Ad oggi il nostro obiettivo principale è cercare un contatto con la base più partecipativo e meno personalistico, nel solco della trasparenza e dell’onestà intellettuale. Sottolineando l’importanza del recupero di quei valori troppe volte solo declinati: libertà, uguaglianza (di fronte alla legge ed alle opportunità), solidarietà e progresso. L’ascolto attivo della città, dei cittadini, delle varie associazioni presenti sul territorio, al fine di ricostruire quel rapporto di fiducia venuto meno negli anni e concretizzatosi nella forte astensione e disaffezione dal bene pubblico e dalla vita politica».

 

Quali temi ha scelto di mettere al centro del suo impegno politico per la città di Lugano e quali sono stati i principali risultati ottenuti?

«Temi e programmi non dipendono dalla mia volontà personale, bensì sono espressione, democratica e condivisa, maturata nei vari organi predisposti del partito. Al centro della nostra azione vi è piuttosto l’impegno ad un approccio sistemico nell’elaborazione e nella verifica dei vari temi ed obiettivi stessi. Troppo spesso si tende ad una progettualità a “macchia di leopardo”, senza un senso di visione chiaro. In questo contesto è fondamentale, ad esempio, che si arrivi al più presto alla presentazione di un master plan unitario, un piano di urbanizzazione sul quale potere riflettere, identificando tutte quelle problematiche presenti ed interconnesse (viabilità, trasporto pubblico, ecc.), ciò al fine di potere formulare al meglio le strategie future nell’ottica di una vera smart city a tutti gli effetti. I principali risultati ottenuti? Constatare un maggior dinamismo ed entusiasmo fra i giovani consiglieri comunali PLR». 

 

Qual è il progetto, in abito culturale, a cui tiene particolarmente e che vorrebbe vedere presto realizzato per la città di Lugano?

«Se per ambito culturale intende il mondo dell’arte, ritengo che Lugano abbia oggi delle bellissime realtà, riconosciute internazionalmente, sul quale potere operare: MASI, MUSEC, LAC in generale, Conservatorio, Daniele Finzi Pasca, -1, fondazioni private, solo per citarne alcune. Inoltre, un ottimo direttore della cultura, Luigi Maria Di Corato, che sta operando molto bene nel costruire contatti con il territorio e operando nella corretta messa in rete e valorizzazione dell’esistente. Sogno nel cassetto? Forse una Kunsthaus meno istituzionalizzata, punto d’incontro anche avanguardistico. In ambito culturale, in senso lato, mi piacerebbe una città rivolta al futuro, dove la progettualità nasca da concorsi di idee e non da progetti predefiniti, lasciando spazio unicamente alla parte esecutiva». 

 

Qual è la sua valutazione sullo stato delle condizioni economiche e sociali di Lugano e quali soluzioni andrebbero adottate?

«Non esistono formule magiche o soluzioni preconfezionate. Oggi s’impone la necessità di un’analisi di realtà coraggiosa ed obiettiva. Il paradosso che viviamo di una città in crisi d’identità dove commerci, esercenti, piccoli imprenditori faticano a fronte di un risultato contabile cittadino nell’ultimo anno più che soddisfacente dovrebbe farci riflettere. Il forte indebitamento, inoltre, richiederebbe attenzione in quanto all’orizzonte si intravvedono scenari congiunturali non esattamente rosei. Di conseguenza, fondamentale, è che la politica proponga senza indugio delle condizioni quadro nelle quali potere operare al meglio al fine di potere creare quella sana ricchezza necessaria alla crescita».

 

Come trascorre il suo tempo libero e quali sono i suoi interessi quando non è impegnato nel lavoro e nella politica?

«Adoro passeggiare per Lugano, riscoprendola ogni volta».