Quali sono state le tappe che l’hanno portata ad assumere ruoli di sempre maggiore responsabilità all’interno del vostro Gruppo?

«Ho iniziato a lavorare all’interno del nostro Gruppo circa vent’anni fa, subito dopo aver conseguito la laurea in Economia. Inizialmente mi occupavo solo di marketing e comunicazione per FoxTown, poi dopo qualche anno ho ampliato le mie competenze iniziando a occuparmi anche della parte commerciale di FoxTown, quindi della selezione dei brands e della contrattualizzazione dei punti vendita. FoxTown è stato il mio “primo amore” professionale e occupa ancor oggi un ruolo importante nella mia vita lavorativa. Con il passare degli anni ho esteso le mie competenze e soprattutto allargato gli ambiti professionali praticamente a tutte le realtà del Gruppo e dunque ho avuto modo si seguire in prima persona il Resort Collina d’Oro e le altre imprese operanti nei settori della ristorazione o della manutenzione dei nostri spazi commerciali. Questo mio ruolo di direzione è condiviso con le mie sorelle Alessandra e Nadia e risponde direttamente agli indirizzi concordati con mio padre che tiene saldamente in mano le redini dell’intero Gruppo Tarchini».

A questo proposito, che tipo di direzione si sente di aver apportato alle strategie del Gruppo Tarchini?

«Sicuramente l’impulso dato da mio padre è sempre stato quello di adeguare, e se possibile anticipare, le nostre offerte a quelle che erano le richieste del mercato. Le faccio solo due esempi di iniziative portate a termine nel corso degli ultimi anni. La trasformazione dei modelli di vita, soprattutto nelle città, e l’emergere  di nuove esigenze relative alla terza e alla quarta età ci ha indotto a realizzare un complesso di appartamenti senza barriere architettoniche a Riva San Vitale, dotato di tutti i servizi necessari al benessere di quella fascia di popolazione. Oppure, l’emergere del problema della tutela e della sicurezza dei dati ci ha spinto a costituire Banca Dati per offrire alle  aziende la possibilità di conservare in modo sicuro tutte le loro informazioni sensibili. La nostra “mission” mette al centro il cliente e le sue esigenze. Per questo, in ogni ambito operativo – dal residenziale all’industriale – studiamo e proponiamo soluzioni su misura. Grazie ad un parco immobiliare che conta oltre 200.000 metri quadri di superfici costruite in ogni parte del Ticino, con circa 400 aziende inquiline, riusciamo sempre ad incontrare i bisogni del cliente e delle singole aziende».

Nella sua esperienza professionale lei ha seguito ogni fase della realizzazione del Resort Collina d’Oro, struttura che spicca per l’eccellenza dei servizi offerti ma anche per il fascino che riesce a trasmettere. In che cosa consiste?

«Da subito è evidente lo splendore del contesto paesaggistico in cui è inserita la nostra struttura alberghiera. Immerso nel verde e nella pace delle magnifiche colline che sovrastano Lugano, il Resort offre una vista mozzafiato. È un vero angolo di paradiso baciato dal sole tutto l’anno (duemilacinquecento ore di esposizione solare all’anno). Ne sanno qualcosa anche i tanti artisti – Hermann Hesse in tesa – che nel corso dei secoli hanno eletto Collina d’Oro a loro dimora. Un’atmosfera, una calma, una quiete, un silenzio, sensazioni a cui purtroppo non siamo più abituati, ma che qui al Resort Collina d’Oro sono di casa».

Come si inserisce questo particolare “charme” nella politica di ospitalità portata avanti dal vostro Gruppo nel settore alberghiero?

«Per noi è fondamentale che il cliente si senta coccolato e trattato come se fosse a casa sua. Cerchiamo di offrire una paletta di servizi di alto livello – dalla ristorazione al benessere a 360 gradi – per garantire un’esperienza unica di soggiorno. In altre parole, cerchiamo di personalizzare i soggiorni con offerte “tailor made”. Il nostro team è perfettamente capace di interfacciarsi con un’utenza proveniente da ogni angolo del mondo e di adattare i servizi alle più variegate esigenze o culture».

Il vostro Gruppo risulta essere fortemente legato alla realtà ticinese, ma quale problematiche si incontrano nel fare impresa nel Cantone?

«Talvolta ci troviamo a che fare con un Ticino che viaggia a velocità diverse, con una   tanta voglia di fare da una parte e dall’altra  i tempi della burocrazia e della politica che rallentano la realizzazione di grandi opere. Credo che bisognerebbe studiare i modi di una maggiore integrazione e collaborazione tra iniziative pubbliche e private. E poi ritengo necessario lavorare tutti per accrescere maggiormente l’attrattività di Lugano e del Cantone, ideando e creando grandi eventi ad alto valore aggiunto, o attirando, per esempio, congressi o incontri di livello internazionale».

In un contesto come quello milanese e lombardo la prima realtà cui si lega il nome Ticino è costituita dal FoxTown…

«Siamo particolarmente orgogliosi del successo di questa iniziativa che il prossimo anno festeggerà 25 anni di vita. Una struttura che raccoglie ogni anno circa 3’300’000  visitatori. Per festeggiare questo anniversario abbiamo in programma un fitto programma di appuntamenti e vogliamo iniziare a breve anche un progetto di ampliamento degli spazi commerciali ».

Su quali altri progetti si concentrerà nei prossimi anni il vostro Gruppo?

«Di idee ce ne sono molte ma al momento ci stiamo focalizzando sulla Residenza Martina , che verrà ampliata con una nuova struttura adiacente, chiamata Residenza  Silvia. E poi il grande progetto Cittadella, a Lugano, per il quale abbiamo iniziato i lavori che ci auguriamo possano giungere abbastanza rapidamente a conclusione».

E per quanto riguarda lei personalmente, quali sono i risultati che si propone di raggiungere?

«Gli obiettivi che mi propongo sono tanti, ma forse il più importante è il desiderio di portare avanti, insieme alle mie sorelle, e spero in futuro insieme a mio figlio Giacomo e ai miei sette nipoti, quanto nostro  padre ha creato».