Sempre secondo le previsioni presentate dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l’aumento dei salari e l’abbassamento dei tassi di interessi non potrà che solidificare un lento ma costante aumento dei consumi e una spinta verso gli investimenti dopo la stagnazione vissuta durante gli ultimi anni. Se esiste un paese che ha saputo lungo la sua storia risorgere più volte dalle proprie ceneri, questo è certamente la Russia. A metà strada fra oriente e occidente, per indole e cultura si tratta di una nazione votata alla pazienza, alla costanza e al sacrificio. Oggi, in un clima politicamente ed economicamente indubbiamente teso, sembrano però molto lontani le privazioni sovietiche e gli incubi e le frenesie incontrollate degli anni ’90, seguiti al collasso dell’URSS. Lo sa bene la parte più occidentale dell’immensa Federazione, quella parte di Russia incastonata al centro dell’Europa: l’exclave russa di Kaliningrad. Affacciata sul Mar Baltico, la regione di Kaliningrad copre 15 mila chilometri quadrati ed è abitata da quasi un milione di persone. Questo territorio russo, dissociato geograficamente dal resto della nazione, è invece interamente circondato da paesi membri dell’Unione Europea, ad est dalla Lituania, a ovest dalla Polonia. Affascinante e travagliata, la storia di Kaliningrad risale alla Seconda guerra mondiale e alla presa, da parte dell’Armata rossa, della ricchissima Königsberg, capitale, fino al 1945, della Prussia orientale. La battaglia di Königsberg fu una delle ultime sul fronte orientale e si concluse con la resa tedesca proprio il 9 aprile 1945 dopo che la città, intrappolata in una sacca, fu mano a mano strangolata dalle forze sovietiche. Di fondamentale importanza strategica per la sua posizione sul Baltico, collegata a doppio filo al corridoio di Danzica, la Prussia orientale rappresentava una delle ultime roccaforti tedesche da espugnare. Dopo violenze indicibili perpetrate durante la caduta, Königsberg venne completamente russificata e rinominata Kaliningrad, in onore di Michail Ivanovich Kalinin, Presidente del Presidio del Soviet Supremo dal 1919 al 1946 e vicinissimo a Stalin. Già durante il periodo comunista la regione russa si è sempre distinta per la sua valenza urbana schizofrenica, con, da una parte, tracce di palazzi e chiese distrutti dalla guerra ancora ben in evidenza subito dopo la caduta del Muro, dall’altra, il proliferare delle costruzioni di stampo socialista e la sua valenza quasi ed unicamente militare. Infatti, immediatamente dopo la guerra le autorità sovietiche decisero di spostare il quartier generale della potenza navale da Leningrado a Kaliningrad. Al crollo dell’URSS, la flotta del Baltico rappresentava circa un quinto dell’intera flotta sovietica, mentre il doppio porto di Kaliningrad e Baltiysk (quest’ultima è la città portuale più occidentale della regione situata sulla Penisola della Vistola) resta ancora oggi meglio equipaggiato di quello di Odessa e Vladivostok. Se la dimensione strategico-militare rivestiva un’importanza fondamentale durante l’epoca della guerra fredda, è altrettanto vero che con l’apertura della Russia al mondo, dopo il 1991, Kaliningrad presenta un potenziale economico e turistico unico. Durante la fine degli anni ’90 le sue possibilità sembravano solo accennate, mentre ora, complice una nuova dirigenza alla testa del Governo regionale, guidata dal più giovane governatore che la Russia abbia mai avuto, il trentunenne Anton Alikhanov, nominato in un primo tempo direttamente dal Presidente, si fanno decisamente più concrete. Dal 1996, Kaliningrad ha statuto di ZES (Zona economica speciale) e gode di agevolazioni fiscali e commerciali. Lo scorso dicembre, Vladimir Putin ha firmato una serie di nuovi emendamenti riguardanti la legge che regola la zona economica con l’obiettivo di non limitare l’economia di Kaliningrad al semplice trasbordo di merci, ma spingerla maggiormente alla produzione e all’esportazione, soprattutto grazie ad imprese straniere. Intanto, l’attrattività della regione russa sul Baltico non fa che crescere, tanto che l’exclave ospiterà ben quattro partite del prossimo Campionato del mondo di calcio: un territorio chiave nella comunicazione e nella collaborazione con i paesi dell’Unione Europea.
Del futuro della città e del suo territorio abbiamo parlato con Alexander Schenderiuk – Gidkov, Vice – governatore della regione, il quale ha confermato come le sanzioni abbiano avuto meno effetti negativi di quanto previsto e di come sia stato importante tradurle in occasioni per migliorarsi. «Kaliningrad e il resto della Russia, come molti paesi in via di sviluppo, si pensi alla Turchia o al Brasile, hanno subito una certa recessione negli ultimi anni. Se si guarda all’intera economia russa non si possono non osservare alcune tendenze chiare: le aziende orientate all’importazione hanno avuto serie difficoltà, mentre quelle esportatrici, al contrario, hanno conseguito ottimi guadagni. Tutto ciò non può essere correlato solo ed unicamente alle sanzioni imposte dall’Unione Europea, sebbene per questioni economiche, ma anche storiche, la regione di Kaliningrad sia da sempre votata all’importazione di materie prime e materiali europei, alla loro lavorazione, al loro assemblaggio e quindi alla vendita dei prodotti finiti nell’intera Russia. In un primo momento l’effetto sanzionante ha peggiorato le condizioni economiche del nostro territorio, successivamente però abbiamo saputo trasformare questo momento di difficoltà in una sfida da vincere, sviluppando altri modelli di importazione e rendendoci più indipendenti. Se non possiamo più ottenere la carne dalla Polonia, ci volgeremo verso altri paesi, come il Brasile per esempio. Per quanto riguarda l’esportazione invece, abbiamo saputo valorizzare i nostri prodotti, come nel caso delle aziende produttrici di reti da pesca, e venderli a prezzi molto concorrenziali su vari mercati».

La posizione geografica di Kaliningrad e la sua prossimità con più paesi dell’Unione Europea rende la regione particolarmente interessante in un’ottica sia politica, sia economica. Quali speranze avete in serbo per l’immediato futuro?

«Kaliningrad vuole crescere, desidera svilupparsi maggiormente e lavorare con l’estero. Il nostro scopo è rendere questo sogno reale. Benché tutto quanto sia legato alle relazioni internazionali in chiave politica venga gestito direttamente da Mosca, noi facciamo comunque la nostra parte per migliorare la comunicazione e la collaborazione d’affari con i nostri vicini. L’apertura e l’ascolto verso i paesi europei sono totali. Siamo più che felici di accogliere dei potenziali investitori nella regione, siano essi russi oppure stranieri. Fra i nostri obiettivi principali c’è una lotta a tutto campo contro la corruzione, in questo modo è possibile garantire delle basi solide per sviluppare qualsiasi tipo di cooperazione. Allo stesso tempo, gli investitori stranieri possono godere di molti privilegi se desiderano stabilire delle attività sul nostro territorio. Vantaggiosi sono infatti, oltre alla posizione centrale nel cuore d’Europa e al costo della manodopera, i nostri incentivi per quanto riguarda l’energia, le infrastrutture e il terreno (in molti casi gratuiti), senza contare i numerosissimi e generosi vantaggi fiscali».

Dalla stampa locale si evince che molti progetti della regione siano orientati al turismo e alla valorizzazione del territorio, è così?

«La regione di Kaliningrad è famosa per le sue bellezze naturali. Al primo posto non si può non menzionare il parco nazionale della Penisola di Neringa (verso la Lituania), che ospita una natura selvaggia, habitat ideale di moltissime piante e animali. Nonostante sia stato trascurato durante l’epoca sovietica, la sua unicità è visibile al primo sguardo. Il governo è intenzionato a preservare e valorizzare ancora di più questa zona magnifica impedendo l’urbanizzazione incontrollata. Al secondo, il cordone litorale della Vistola (verso la Polonia), un’area lussureggiante che desideriamo anch’essa trasformare in parco nazionale e, infine, la parte russa, al confine con la Lituania, del lago Vistytis, naturalmente incomparabile per specie animali e vegetazione. Si tratta di zone e paesaggi mozzafiato – già conosciuti a inizio ‘900 per i loro kurhaus frequentati da Thomas Mann e reali di mezza Europa – che ben si sposano alle dune, alle spiagge bianchissime e all’acqua limpida del Baltico. Oltre ad una natura senza eguali, Kaliningrad offre anche degli squarci oramai introvabili sulla storia. In tutta la regione è infatti presente un intero e complesso sistema di forti, oltre a numerose testimonianze della vecchia e ricca Königsberg. Si tratta di un patrimonio storico unico che però necessita migliorie e ricostruzione. La nostra intenzione è quello di metterlo in valore, come mai è stato fatto prima, creando complessi museali, zone pedonali e piste ciclabili, oltre ad essere all’ascolto di imprenditori interessati a sviluppare attività turistico-alberghiere nella regione. L’approccio che privilegiamo è l’incontro diretto con il potenziale investitore, mostrando personalmente terreni e strutture e mantenendo una mentalità aperta e disponibile».

Quest’estate Kaliningrad ospiterà ben quattro partite della Coppa del Mondo, come si sta preparando la città a questo evento?

«Il Campionato Mondiale di calcio è un’occasione unica per presentarci. Abbiamo terminato la costruzione di uno stadio che può ospitare 45’000 spettatori su una zona della città completamente nuova che copre più di cento ettari, non edificata nemmeno in epoca tedesca. Il nostro compito è preparare Kaliningrad al meglio per accogliere i tifosi, non solo attraverso il complesso architettonico attorno allo stadio, ma con infrastrutture e trasporti all’altezza di un simile evento, favorendo solo un traffico intelligente, privilegiando una politica di organizzazione in armonia con l’ambiente e di rinnovo e ampliamento delle zone pedonali. Anche le nostre strutture alberghiere si stanno preparando per accogliere i turisti. Kaliningrad potrà ospitare i visitatori in hotel moderni e lussuosi a prezzi che si aggirano attorno ai 30 euro a notte. Per chi ancora non conosce la Russia, il Mondiale e la città di Kaliningrad potrebbero rappresentare un primo viaggio di scoperta che certamente susciterà la curiosità di conoscere più approfonditamente il nostro patrimonio culturale, naturale e turistico».