Ieri, 25 aprile 2021, a mezzanotte erano 112mila le dosi somministrate (circa 32 persone ogni 100 abitanti) e quasi 39mila persone avevano ricevuto sia la prima che la seconda dose (l’11% della popolazione ticinese).

Questo il punto chiave delle conferenza stampa convocata dal Dipartimento della sanità e della socialità, diretto dal Consigliere di Stato Raffaele De Rosa (nella foto).

Il merito è soprattutto delle dosi inoculate nell’ultima settimana: con un ritmo di 3mila vaccini al giorno, si è arrivati a più del 18% delle vaccinazioni totali finora iniettate.

A chi tocca adesso essere vaccinato contro il covid-19 in Ticino

Ora si sta vaccinando ulteriormente il personale sanitario all’interno delle cliniche. Mano a mano si passerà al personale sanitario che opera a domicilio e che può essere vaccinato nella sede dell’azienda (si parla ovviamente di aziende numericamente importanti, in cui vale la pena per quantità di addetti).
Si sta proseguendo la vaccinazione negli studi medici dei pazienti a rischio elevato e quella della fascia over 65 nei centri cantonali: “Entro sabato – fa sapere Giovan Maria Zanini, Farmacista cantonale – dovremmo raggiungere il 72% di questa fascia vaccinata”.

Da qui in poi (in ordine di priorità):

  • Donne in gravidanza: non tutte, ma soltanto quelle che hanno un rischio elevato per loro e per il bambino di avere complicazioni se contraggono il covid. Si tratta di persone con malattie croniche o che sono soggette al rischio per motivi professionali. “Questo perché – spiega Zanini – non ci sono ancora abbastanza dati sugli effetti dei vaccini anti covid in gravidanza. Empiricamente sembrerebbero non dare problemi, ma non ci sono ancora abbastanza dati. Quindi per ora vacciniamo solo quelle con un rischio elevato”.
    Le future mamme devono contattano il ginecologo e con lui si valutare l’opportunità. Firmeranno a quel punto un consenso informato, ma dovranno anche acconsentire a entrare in un circolo di sorveglianza in cui rientrano appunto le persone che possono fornire dati nuovi sul vaccino.
  • Persone che stanno a stretto contatto con una persona fragile/vulnerabile che non è stata vaccinata
  • Gli stretti contatti degli immunodepressi, anche se vaccinati (perché potrebbero non reagire bene al vaccino e non avere una copertura realmente completa). È il medico di base dell’immunodepresso che compila il certificato per la persona che si deve vaccinare.
  • Da ora sarà possibile prendere appuntamento anche per gli over 55, che presumibilmente saranno vaccinati a partire dal 4 di maggio.

Dopo queste categorie, la vaccinazione per età presumibilmente continuerà scaglionata di 10 anni in 10 anni.

Possono continuare a iscriversi anche tutti coloro che rientrano nelle fasce già vaccinate ma che non si sono ancora iscritti.

L’unico modo per accedere ai vaccini è iscrivendosi (al momento opportuno!) al sito ufficiale: www.ti.ch/vaccinazione. Qui ognuno può decidere se essere vaccinato in un centro a lui vicino, ma magari con una lista d’attesa più lunga, o in uno più lontano, ma in cui l’appuntamento viene dato quasi subito.

Come ha spiegato Ryan Pedevilla, Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, il Ticino è leggermente in anticipo rispetto alla pianificazione vaccinale proposta a gennaio. Oggi, dal momento in cui ci si iscrive, passano al massimo 3 settimane prima di essere effettivamente vaccinati.
“Questa settimana –  precisa Pedevilla – alcuni iscritti hanno ricevuto un messaggio: si tratta di coloro che si sono iscritti non avendone diritto, al momento o mai, e che sono stati depennati dalla lista. Con il messaggio si è spiegato a costoro se e come potranno riscriversi al sistema”.

Pedevilla ha anche spiegato che i centri non stanno lavorando ancora al 100%, perché seguono la disponibilità dei vaccini, ma che – qualora le dosi dovessero cominciare ad arrivare in misura maggiore – il “sistema Ticino” è pronto per aumentare le somministrazioni quotidiane.

Gli effetti dei vaccini anti covid 19 finora inoculati

Il numero di casi nelle fasce di età alte (quelle già vaccinate) si sta riducendo drasticamente, ora le fasce più colpite – a livello percentuale – sono quelle giovani che non hanno ancora ricevuto il vaccino, mentre fino a un paio di mesi fa il grafico era invertito e di conseguenza i decessi – che hanno sempre interessato maggiormente la popolazione anziana – era molti, molti di più.
“La vaccinazione serve – esclama il farmacista cantonale – ed è tollerata benissimo da quasi tutti e anche nei casi che hanno avuto complicanze in Ticino, le cose si sono dimostrate completamente risolvibili in poche ore, al massimo giorni. Mi preme quindi– prosegue Zanini – ringraziare i ticinesi, che per la stragrande maggioranza hanno deciso di vaccinarsi”.

Leggi anche il nostro report riguardo alla passata settimana.