Bios⁺ è un’associazione senza scopo di lucro con sede a Bellinzona presieduta dall’Avv. Gabriele Gendotti (presidente) e dal Prof. Franco Cavalli (vice presidente) e composta dall’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) e dall’Istituto Oncologico di Ricerca (IOR).

L’Istituto di ricerca in Biomedicina (IRB)

La missione dell’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) è lo studio dei meccanismi di difesa immunologica dell’organismo e delle basi fisiopatologiche di malattie infettive, infiammatorie, degenerative e tumorali, allo scopo di identificare nuove strategie terapeutiche. Grazie alle sue attività, l’IRB è stato in grado, sin dalla sua nascita nel 2000, di acquisire in questi campi notevole visibilità scientifica internazionale. IRB è partner di centri di ricerca scientifici di punta, quali per esempio il Politecnico di Zurigo e l’Università Humanitas di Milano e offre, grazie a collaborazioni con università svizzere e straniere, opportunità di formazione per giovani ricercatori a tutti i livelli. IRB contribuisce inoltre all’insegnamento di base presso il Politecnico di Zurigo e l’Università della Svizzera italiana. IRB conduce le sue ricerche utilizzando una varietà di approcci scientifici d’avanguardia, per i quali la Fondazione IRB fornisce le necessarie piattaforme tecnologiche avanzate ed il supporto di personale altamente specializzato. Dalla sua apertura l’IRB ha formato oltre 100 studenti di PhD che hanno proseguito la loro carriera accademica o nell’industria in Svizzera e all’estero.

L’Istituto oncologico di ricerca (IOR)

L’attività di ricerca dell’Istituto oncologico di ricerca (IOR) abbraccia diversi temi e approcci metodologici, dalla ricerca di base alla ricerca traslazionale e clinica, toccando vari aspetti della biologia, della diagnosi e della terapia dei tumori. Fin dal suo avvio nel 2003, lo IOR ha seguito un percorso di continua espansione e consolidamento. Attualmente, allo IOR sono attivi sette gruppi di ricerca (nel 2022 saranno otto) e circa un centinaio di ricercatori, organizzati in due programmi principali: uno focalizzato sui linfomi e i tumori ematologici e l’altro che si occupa di tumori solidi, come il cancro alla prostata e al seno. L’obiettivo comune è di acquisire nuove conoscenze sui tumori e, su queste basi, sviluppare nuovi approcci diagnostici e strategie terapeutiche altamente innovative. Caratteristiche fondamentali del lavoro svolto allo IOR sono l’approccio multidisciplinare, il coinvolgimento di ricercatori di base e ricercatori clinici, e l’interazione con una vasta rete di collaboratori e centri di eccellenza a livello locale, nazionale e internazionale. La qualità della ricerca condotta presso lo IOR è dimostrata dalla rilevanza delle pubblicazioni scientifiche, dei premi e dei finanziamenti competitivi conferiti ai propri ricercatori a livello nazionale e internazionale. Lo IOR ha anche un forte impegno nella formazione di giovani ricercatori nel contesto di collaborazioni internazionali con varie università e centri di ricerca e contribuisce ai programmi educativi della Facoltà di Scienze Biomediche e alla scuola dottorale dell’USI.

Le dichiarazioni riguardo all’Associazione Bellinzona Institutes of Science (Bios+)

Gabriele Gendotti, presidente Bios+

“Se penso all’IRB, ma vale anche per IOR, l’avventura era iniziata con la sottoscrizione dell’atto di costituzione della Fondazione nel giugno del 1997 da parte di alcune personalità, con alla testa i professori Giorgio Noseda, Franco Cavalli e Marco Baggiolini, che ebbero, non solo la visione, ma anche il coraggio e la caparbietà di trasformare un’idea in un progetto concreto che si è sviluppato progressivamente e che ha tolto il Ticino da una specie di limbo in cui l’attività di ricerca scientifica era praticamente inesistente. Si è partiti, sia all’IRB che allo IOR, con pochi gruppi di ricerca, pochi laboratori e pochi mezzi. Con l’aiuto della Confederazione, del Cantone, della Città di Bellinzona e di parecchie fondazioni erogatrici è stato possibile crescere progressivamente su più fronti e attirare nella Svizzera italiana altri ricercatori di talento provenienti da tutto il mondo”.

Franco Cavalli, vice presidente Bios+

“In questi ultimi anni i nostri ricercatori hanno collezionato importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali e sono riusciti a pubblicare i principali risultati delle loro ricerche in una serie di articoli apparsi in riviste ad impact factor molto alto. Per lo IOR, che si trova appunto ancora in una fase di crescita, la creazione di Bios+ rappresenta un balzo in avanti fondamentale in quanto garantirà un numero crescente di sinergie, non solo organizzative ma soprattutto scientifiche con i ricercatori di IRB. Siamo anche convinti che la creazione di Bios+ rappresenterà un elemento essenziale nel fare del Centro di ricerca biomedica di Bellinzona un elemento essenziale nel settore della ricerca di base e traslazionale delle scienze della vita, non solo al livello nazionale ma anche sul piano internazionale.” Boas Erez, rettore dell’Università della Svizzera italiana “Mi felicito della dinamica di sviluppo coordinato che si sta delineando in vista della creazione di un polo di ricerca biomedica strutturato a Bellinzona. È importante che vi siano accordi chiari tra tutti gli attori coinvolti su questioni che vanno dalla condivisione delle strumentazioni alla definizione delle strategie, con l’obiettivo di garantire un uso ragionato delle risorse e un posizionamento chiaro del polo nel panorama svizzero e internazionale. La creazione dell’associazione Bios+ su iniziativa dei due Istituti IRB e IOR, affiliati all’USI per il tramite della Facoltà di scienze biomediche, è certamente un passo nella giusta direzione. Il nuovo stabile, che accoglierà anche ricercatori dell’Ente Ospedaliero Cantonale EOC, sarà un luogo privilegiato per favorire l’integrazione della ricerca sviluppata anche dalle ricercatrici e dai ricercatori della Facoltà di scienze biomediche dell’USI”.

Mario Branda, sindaco di Bellinzona

“Già il progetto di aggregazione della nuova città di Bellinzona indicava nella costituzione di un vero e proprio polo o centro di competenze nel campo delle scienze della vita uno dei principali assi di sviluppo economico e sociale della Regione. Con la realizzazione e inaugurazione del nuovo edificio in Via Chiesa dove troveranno spazio i laboratori ed i ricercatori di IRB, IOR e i laboratori di ricerca dell’EOC, si compie un importante e concreto passo in questa direzione. Con la costituzione dell’associazione Bios+ si configura un’ulteriore, stimolante quanto propizia iniziativa tendente a questo obiettivo.” Davide Robbiani, direttore dell’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) “L’area di ricerca principale dell’IRB è l’immunologia che si occupa di capire i meccanismi di difesa dell’organismo. Oltre a combattere virus e batteri, il sistema immunitario gioca un ruolo importante nel riconoscimento e nell’ eliminazione delle cellule tumorali. Questa è un’area dove soprattutto negli ultimi anni sono stati fatti i primi passi da gigante. Essendo quello dei tumori l’ambito di forza dello IOR, come IRB vediamo nella costituzione di Bios+ un’opportunità scientifica di rafforzamento di collaborazioni esistenti e di creazione di nuove sinergie in un settore della ricerca biomedica, quello a cavallo tra immunologia e oncologia, con molto potenziale di scoperte future”.

Carlo Catapano, direttore all’Istituto oncologico di ricerca (IOR)

“La creazione di Bios+ e la prossima apertura del nuovo centro in via Chiesa rappresentano uno dei punti fondamentali in quella che è la nostra visione del futuro dei due Istituti. L’IRB e lo IOR sono cresciuti nel corso di circa due decenni con percorsi paralleli, portando avanti entrambi ricerche di grande rilevanza scientifica ed impatto nella pratica clinica. In questi anni ci sono stati numerosi progetti e iniziative comuni che hanno visto ricercatori dei due Istituti lavorare insieme. Bios+ darà nuova linfa ed energia a queste iniziative. Si lavorerà insieme per sfruttare al meglio le possibili sinergie in aree emergenti della ricerca biomedica e di chiaro interesse comune. Un altro aspetto fondamentale è che, grazie a Bios+, si potrà lavorare insieme per creare un centro di ricerca di alta qualità e competitività mediante nuovi investimenti in strumentazioni e piattaforme tecnologiche di avanguardia da mettere al servizio dei nostri ricercatori”.