«È avvenuto tutto nel giro di pochi mesi – esordisce Nicolò Pernigoni, cofondatore di AliperTherapeutics – e ancora non riesco a mettere a fuoco tutti i passaggi della vicenda. Posso solo dire che le ricerche portate avanti nell’ambito del mio dottorato di ricerca presso l’IOR di Bellinzona hanno cominciato a dare risultati molto promettenti e in poco tempo ci siamo ritrovati vincitori del Boldbrain Startup Challenge».

Proviamo allora a riassumere i principali elementi di questa bella storia partendo dagli studi compiuti presso l’Università degli Studi di Pavia. «Ho conseguito una laurea triennale in Scienze Biologiche, Biologia Umana e Scienze Biomediche; poi una specializzazione in Biologia Sperimentale e Applicata sviluppando in particolare uno specifico interesse riguardo al ruolo che i batteri possono avere nella formazione del gas metano. Successivamente, dopo aver dapprima svolto un’attività di ricerca relativa alle malattie cardiovascolari, mi si è presentata l’opportunità di svolgere il mio dottorato presso l’Istituto Oncologico di Ricerca (IOR) di Bellinzona. È stata la grande occasione che naturalmente ho colto senza esitazione e da cui sono poi nate tutte le successive evoluzioni del mio percorso professionale».

Ma qual è lo specifico oggetto di questa ricerca? Nicolò è pronto a dare un’esauriente spiegazione: «Il gruppo di ricerca di oncologia molecolare attivo presso lo IOR – i cui risultati sono confluiti nel progetto di AliperTherapeutics – si è concentrato sull’influenza della flora intestinale (il cosiddetto microbiota) sull’efficacia di una delle terapie più utilizzate per curare il cancro alla prostata, la deprivazione androgenica. Questa terapia, che prevede l’abbassamento dei livelli di testosterone per bloccare la crescita delle cellule tumorali, è in uso dagli anni ’60; purtroppo, in alcuni pazienti la cura cessa di essere efficace e lo studio, pubblicato nel 2021 sulla rivista Science, attribuisce questa resistenza anche alla flora batterica. In particolare sono stati individuati alcuni batteri ‘cattivi’ che, annullando l’effetto della terapia, mantengono alti i livelli di testosterone. La ricerca, per contro, ha anche identificato i batteri “buoni” che contrastano l’attività di quelli “cattivi”. Da qui è nata l’idea alla base della startup AliperTherapeutics di sviluppare un probiotico in grado di modificare il microbiota dei pazienti in modo da avere una flora intestinale che garantisca una maggiore efficacia della terapia di deprivazione androgenica».

Nel corso del 2022 AliperTherapeutics, spin-off dell’Istituto di ricerca oncologica affiliato all’USI ha partecipato a Boldbrain Startup Challenge, il programma di accelerazione di idee innovative organizzato da Fondazione Agire con il supporto di USI Startup Centre e patrocinato dal Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) del Canton Ticino e BancaStato. La giuria nazionale ha scelto di attribuirgli il primo premio, consistente in un assegno di CHF 40.000 e oltre CHF 55.000 in premi in natura: una borsa di studio per l’Executive Master in Business Administration dell’Università della Svizzera italiana, un pacchetto di 12 ore per la consulenza legale presso Bär & Karrer, un buono coaching Connect Switzerland, 2 giornate di consulenza gratuita garantite da yourCFO e un buono per beneficiare di mezza giornata di ricerca brevettuale assistita offerto dall’Istituto federale della Proprietà Intellettuale (IPI)

«Questo riconoscimento giunge in un momento particolare da un gruppo di lavoro di cui fanno parte anche il professor Andrea Alimonti, Capogruppo del gruppo di Oncologia Molecolare, e la professoressa Arianna Calcinotto, Capogruppo del gruppo di Immunoterapia del Cancro. Lo spin-off, in via di definitiva costituzione proprio nel prossimo futuro, si occuperà della ricerca e della traduzione delle scoperte scientifiche dal banco del laboratorio al letto del malato. Per noi, che veniamo tutti da una attività di ricerca senza nessuna preparazione imprenditoriale, Boldbrain ha rappresentato l’occasione per acquisire indispensabili conoscenze che verranno ora sviluppate in Ticino grazie al supporto, per la tutela e gestione della proprietà intellettuale, del Servizio ricerca e trasferimento del sapere dell’USI. I prossimi passi, oltre all’organizzazione di una struttura operativa, saranno la negoziazione di un accordo di licenza sul brevetto alla base della tecnologia con lo spin-off, ma anche la ricerca di investitori che possano garantirci un sostegno economico in questa delicata fase di trasformazione e ampliamento del nostro lavoro».

Se dunque l’attività di ricerca fin qui portata avanti si presenta ricca di interessanti prospettive, ora occorre mettere a terra un programma di crescita della startup, alla cui realizzazione non mancherà certo l’impegno dal Cantone nel sostenere le imprese innovative.