AVS, previdenza professionale e risparmio individuale nel 3° pilastro (3a e 3b): la previdenza svizzera per la vecchiaia si basa su questi tre pilastri collaudati. L’obiettivo di tale sistema ad ampio spettro è quello di garantire la sicurezza finanziaria con l’avanzare dell’età. Al contempo è chiaro che, anche con questa protezione, il reddito dopo il pensionamento diminuirà in modo significativo per la maggior parte delle persone in Svizzera. L’esperienza dimostra invece che le uscite restano all’incirca invariate rispetto a quelle sostenute prima del pensionamento. Questa situazione porta a un’eccedenza di spese e quindi a lacune previdenziali. Pertanto, è importante occuparsi per tempo della pianificazione previdenziale.
Per quale motivo dopo il pensionamento le spese restano quasi invariate?
Secondo gli esperti previdenziali di UBS, un motivo tipico per una situazione di spesa pressoché invariata è che, ad esempio, dopo il pensionamento si riscontra spesso un aumento nelle spese per i viaggi, gli hobby e la salute. Ciò compensa l’azzeramento delle spese professionali. Per questo motivo, è opportuno che tutti gli over 50 analizzino attentamente la propria situazione previdenziale e confrontino il proprio bilancio attuale con le entrate e le uscite previste per la pensione. Soltanto in questo modo è possibile fare una stima realistica delle spese da affrontare dopo il pensionamento. Di norma, ai pensionati serve circa l’80% del loro ultimo reddito per coprire le spese dopo il pensionamento. Se il reddito atteso è inferiore a questo valore, è altamente probabile che al pensionamento si presentino lacune previdenziali. Durante una consulenza previdenziale è possibile illustrare le possibilità per evitare tali lacune e spiegare come colmarle.
Colmare le lacune previdenziali
Secondo gli esperti previdenziali di UBS, una misura consiste nel riscatto volontario nella cassa pensione. I riscatti vengono presi in considerazione in caso di lacune nella cassa pensione causate, ad esempio, da un’interruzione della carriera, come un lungo soggiorno all’estero, un periodo di disoccupazione o una pausa di lunga durata per motivi familiari. Ulteriori opportunità di riscatto della cassa pensione si presentano nel tempo, ad esempio quando il salario totale aumenta, cresce conseguentemente anche il salario assicurato e il potenziale di riscatto. Pertanto, l’effetto fiscale maggiore di un riscatto si ha spesso poco prima del pensionamento, poiché il salario è solitamente più alto in questo periodo. I riscatti nella cassa pensione sono deducibili dalle imposte e consentono di ottenere prestazioni pensionistiche più elevate in età avanzata. Se si prevede di versare un importo consistente nella cassa pensione, è consigliabile distribuire i versamenti su più anni. Il riscatto scaglionato comporta solitamente un maggiore risparmio fiscale rispetto a un versamento unico. Occorre inoltre prestare attenzione alla tempistica: nei tre anni successivi al riscatto nella cassa pensione non è possibile effettuare un prelievo di capitale senza conseguenze fiscali. Inoltre, la previdenza vincolata 3° è un altro modo per colmare le lacune previdenziali. I versamenti nel pilastro 3a sono vantaggiosi anche dal punto di vista fiscale, in quanto possono essere dedotti dal reddito imponibile, attualmente fino a un importo annuo massimo di 7056 franchi svizzeri (per persone affiliate a una cassa pensioni). Un altro vantaggio è che gli averi del pilastro 3a, con gli interessi e i redditi da capitale maturati, vengono tassati separatamente dagli altri redditi con un’aliquota ridotta, al momento del prelevamento del capitale. Infine, anche gli investimenti finanziari al di fuori del patrimonio previdenziale vincolato (talvolta chiamati anche pilastro 3b) offrono la possibilità di accumulare capitale per la pensione.
Ottenere il massimo dal proprio capitale previdenziale
Con l’avvicinarsi del pensionamento, bisogna riflettere su come prelevare e gestire il proprio capitale previdenziale. Mentre con la cassa pensioni esistono solitamente tre opzioni di prelievo – sotto forma di rendita a vita, di capitale una tantum o di una combinazione di entrambi – i conti del pilastro 3° prevedono unicamente la forma di prelievo una tantum. Tuttavia, se avete distribuito i vostri averi del pilastro 3a su diversi conti, questi possono essere prelevati gradualmente nel corso di diversi anni, riducendo così l’onere fiscale. Se si opta per il prelievo del capitale previdenziale, è importante pianificare il cosiddetto consumo di capitale. È consigliabile depositare il denaro necessario nei primi anni dopo il pensionamento su un conto privato o di risparmio, a seconda dell’andamento dei tassi d’interesse. Le risorse finanziarie non immediatamente necessarie possono essere investite per finanziare le esigenze a medio termine e per compensare i consumi correnti con qualche rischio in più, ad esempio in fondi d’investimento. Durante tutto il periodo, andrebbe anche tenuta una riserva di liquidità per le spese impreviste. Una consulenza individuale consente di analizzare tutti gli aspetti importanti per ottenere il massimo dal proprio capitale previdenziale.
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Giorgio Agustoni, esperto previdenziale di UBS, vi aiuta a realizzare i vostri obiettivi finanziari.