La sostenibilità aziendale in Ticino passa anche dalla capacità delle imprese di trasformare innovazione e attenzione ambientale in soluzioni operative. È su questo terreno che si confrontano i cinque progetti finalisti della seconda edizione del “Premio BancaStato per la Sostenibilità Aziendale”, iniziativa rivolta alle PMI con sede nel Cantone e dedicata a progetti già entrati nella fase operativa. Per l’edizione 2026 sono arrivate oltre quaranta candidature.

Il riconoscimento, promosso da BancaStato con il coinvolgimento della Divisione dell’economia del Dipartimento delle finanze e dell’economia, della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino, dell’Associazione Industrie Ticinesi, di Ticino Energia, della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e di SQS Svizzera, si propone di valorizzare iniziative capaci di produrre effetti concreti sul piano ambientale, sociale o economico.

La cerimonia conclusiva è prevista lunedì 5 ottobre al Padiglione Conza di Lugano. In quell’occasione saranno annunciati i tre progetti premiati, che si divideranno un montepremi complessivo di 80 mila franchi: 50 mila al primo classificato, 20 mila al secondo e 10 mila al terzo.

Un premio rivolto a progetti già operativi

La caratteristica dell’iniziativa è la scelta di concentrare l’attenzione non sulle aziende in quanto tali, ma sui singoli progetti. Il regolamento dell’edizione 2026 stabilisce infatti che le candidature debbano riguardare iniziative già entrate nella fase operativa e quindi in grado di generare un impatto concreto. Sono ammesse PMI con sede in Ticino e tra 2 e 249 collaboratori, mentre possono essere presentati anche progetti sviluppati in collaborazione tra più imprese.

La giuria ha preso in considerazione diversi elementi: la portata dell’impatto prodotto, la sua rilevanza e durata nel tempo, il grado di innovazione, la coerenza del progetto con l’approccio alla sostenibilità dell’azienda e la possibilità di replicare la soluzione in altri contesti.

Si tratta quindi di criteri che cercano di andare oltre la dimensione dichiarativa della sostenibilità, privilegiando iniziative che abbiano già trovato un’applicazione concreta. Una scelta già presente nella prima edizione del premio, quando le candidature avevano superato quota cinquanta.

I cinque progetti finalisti

La selezione ha portato alla scelta di cinque progetti, differenti per settore, tecnologia e modalità di intervento. A collegarli è l’obiettivo di intervenire su alcuni aspetti della transizione verso modelli produttivi con un minore impatto ambientale.

Il primo è “Centrali idroelettriche plug-and-play ad alta efficienza”, presentato da Gaia Turbine SA di Lugano. Il progetto punta a valorizzare flussi idrici residuali attraverso una tecnologia modulare e compatta, destinata alla produzione di energia rinnovabile locale. La soluzione è pensata per ridurre l’impatto ambientale e, nello stesso tempo, limitare la necessità di interventi infrastrutturali invasivi.

Il secondo progetto finalista è “Tecnologie per un riscaldamento sostenibile”, sviluppato da HeatNeutral Sagl di Riviera. L’idea consiste nell’utilizzare un bruciatore multicombustibile installabile su impianti a nafta già esistenti senza intervenire sulla loro struttura. Il sistema consente il passaggio a biocombustibili e, secondo quanto indicato nel progetto, può arrivare a una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 100%. Un ulteriore elemento riguarda il recupero degli oli alimentari esausti, inseriti in una filiera locale di economia circolare.

Arriva invece dal settore industriale “GRETA: misurare e ridurre l’impatto ambientale dei prodotti”, progetto di Interroll SA di Sant’Antonino. La piattaforma integra la metodologia LCA, ovvero l’analisi del ciclo di vita, nei processi industriali. Il sistema consente di calcolare automaticamente gli impatti ambientali e di generare etichette di prodotto. L’obiettivo è mettere a disposizione dati utilizzabili nelle decisioni legate all’eco-design e alla produzione.

Il quarto progetto selezionato è “RegaCLEAN, la Rolladen che respira”, di Regazzi SA di Gordola. In questo caso l’innovazione riguarda un rivestimento fotocatalitico a base di biossido di titanio applicato alle Rolladen. La tecnologia sfrutta la radiazione solare senza richiedere un consumo energetico aggiuntivo e mira a contribuire alla riduzione degli inquinanti atmosferici. Al rivestimento vengono inoltre attribuite proprietà autopulenti e un effetto positivo sulla qualità dell’aria.

Completa la rosa “SUNCOL TILE TECH: fotovoltaico integrato nell’architettura”, progetto di SUNAGE SA di Balerna. L’azienda ha sviluppato moduli fotovoltaici compatti e personalizzabili che possono sostituire direttamente alcune coperture tradizionali. L’obiettivo è estendere la possibilità di produrre energia rinnovabile anche a edifici e contesti caratterizzati da particolari esigenze estetiche, architettoniche o paesaggistiche. Il progetto prevede inoltre una filiera produttiva orientata alla sostenibilità.

Tecnologie diverse, una stessa direzione

I cinque progetti mostrano quanto sia ampia la definizione di sostenibilità applicata all’attività d’impresa. Energia, riscaldamento, processi industriali, qualità dell’aria e integrazione del fotovoltaico rappresentano ambiti molto diversi, ma condividono la ricerca di soluzioni che possano essere utilizzate concretamente.

In alcuni casi l’innovazione riguarda direttamente la produzione di energia da fonti rinnovabili; in altri interviene sull’efficienza degli impianti esistenti oppure sulla possibilità di misurare in maniera più precisa l’impatto ambientale dei prodotti. Ci sono poi progetti che agiscono sul rapporto tra tecnologie energetiche e caratteristiche architettoniche degli edifici.

La scelta della giuria mette dunque in evidenza una pluralità di approcci alla sostenibilità. È anche uno degli elementi che caratterizzano il premio: il regolamento non individua infatti un’unica area tecnologica o produttiva, ma considera ambiente, sociale/comunità ed economia come componenti della responsabilità sociale d’impresa.

L’appuntamento del 5 ottobre a Lugano

Il percorso avviato con la raccolta delle candidature arriverà alla conclusione il 5 ottobre, quando al Padiglione Conza saranno resi noti i tre progetti vincitori.

La suddivisione del premio prevede 50 mila franchi per il primo classificato, 20 mila per il secondo e 10 mila per il terzo. La disponibilità di un riconoscimento economico significativo rappresenta uno degli elementi dell’iniziativa, che intende sostenere progetti già avviati e potenzialmente replicabili.

Il premio si colloca inoltre all’interno della più ampia strategia di sostenibilità di BancaStato. L’istituto ha articolato il proprio approccio attorno a cinque aree: Governance, Clientela, Comunità, Risorse umane, Clima e ambiente. L’obiettivo dichiarato è integrare progressivamente la sostenibilità nelle attività e nelle decisioni dell’organizzazione, considerando anche gli effetti sul territorio.

La strategia di sostenibilità di BancaStato

Il premio rappresenta quindi uno degli strumenti attraverso cui BancaStato cerca di sostenere il tema della sostenibilità nel tessuto economico cantonale. L’istituto collega questa iniziativa anche al proprio percorso interno, che comprende prodotti e servizi dedicati alla sostenibilità, attenzione alle questioni climatiche e integrazione dei criteri ESG nei processi e nelle decisioni.

Sul fronte climatico, BancaStato ha indicato l’obiettivo di raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2050. Il rapporto di sostenibilità dell’istituto evidenzia come la strategia riguardi sia le emissioni operative sia quelle collegate alle attività di finanziamento e investimento.

Nel 2025, secondo quanto riportato nel comunicato relativo all’edizione 2026 del premio, l’istituto ha inoltre definito la propria strategia climatica e il relativo piano di transizione, individuando i primi obiettivi di riduzione delle emissioni operative.

Tra le iniziative citate figura anche l’introduzione dell’ipoteca Green Plus, destinata a sostenere interventi legati all’edilizia sostenibile. Nello stesso anno BancaStato segnala inoltre il sostegno a oltre 600 enti e associazioni locali e la prosecuzione delle attività di formazione e sensibilizzazione sui temi della sostenibilità.

Il secondo appuntamento con il Premio BancaStato porta così al centro dell’attenzione cinque esperienze nate all’interno di aziende ticinesi. Al di là dell’esito della premiazione, la selezione offre una fotografia di alcune delle direzioni lungo le quali il tessuto produttivo cantonale sta sperimentando soluzioni legate all’energia, alla riduzione degli impatti e all’uso più efficiente delle risorse.