Quali motivazioni vi hanno indotto ad un passaggio di consegne della direzione di Qualibroker e quali risultati vi proponete di ottenere da questo rafforzamento sullo scenario delle aziende assicurative ticinesi?
«Principalmente, per quanto mi concerne, una questione di anagrafe, considerato che il prossimo giugno diventerò un giovane sessantacinquenne. Sono motivazioni, anzi, direi scelte non facili, che devi autoimporti quando hai la fortuna di aver scelto una professione che continua a darti molte soddisfazioni sia dal profilo professionale che umano. In effetti, negli anni, quelli che erano dei meri rapporti commerciali sono evoluti e sono diventati dei rapporti molto trasparenti e anche di amicizia, con i clienti, con i collaboratori di Qualibroker e quelli delle compagnie d’assicurazione».
Lei vanta un lunga esperienza nel settore. Come è cambiata nel tempo la figura del broker assicurativo e quale evoluzione futura prevede per i prossimi anni?
«Dopo 13 anni nel settore, nell’ormai lontano settembre 1990 ho iniziato la mia attività quale direttore di una società di brokeraggio assicurativo, ed ho poi co-fondato nel 2020 l’attuale società. In merito ai cambiamenti della figura del broker, posso sicuramente affermare che, se negli anni 90, si trattava principalmente di ottenere degli sconti sulle tariffe applicate dalle compagnie, negli ultimi quindici/venti anni, i broker di una certa importanza si sono dotati di servizi affini al settore, che permettono di migliorare notevolmente l’esposizione ai rischi, la diminuzione delle conseguenze in caso di sinistri e/o eventi che possono colpire sia l’azienda che i collaboratori stessi. In questo contesto, oltre al brokeraggio assicurativo classico, tra i nostri servizi spiccano “la gestione delle assenze” e il “risk management”. Questi servizi possono essere garantiti solo se puoi permetterti dei collaboratori competenti; noi di Qualibroker Ticino, oltre alle competenze interne, abbiamo il notevole vantaggio di poter approfittare delle competenze degli oltre 450 collaboratori del Gruppo a livello svizzero e degli oltre 5000 a livello mondiale garantiti dal network».
Qual è la più grande soddisfazione attenuta nel corso della sua carriera e, per contro, il maggiore rimpianto?
«La più grande? Non entrerò nello specifico di quelle legate alla professione che sono state tante nei diversi ambiti quali “scoperte di lacune di copertura”, “liquidazioni di sinistri importanti e non scontati, trovando le giuste motivazioni con i periti e/o gli esperti delle compagnie”, “valutazione dei rischi/premi con anche, in un caso specifico, una incredibile diminuzione retroattiva dei premi applicati”, ma vorrei soffermarmi su quella umana ed in particolare sul piacere di avere collaboratori/colleghi fantastici. Senza misconoscere le qualità degli altri colleghi, approfitterei di questa occasione per citare Marco Preiano che assunsi 25 anni orsono, appena diplomato e che ora è responsabile dei servizi interni.
Non penso di avere un maggior rimpianto e forse nemmeno dei rimpianti, anche se mi è capitato di pensare “chissà cosa farei e/o dove sarei” se, non fossi stato dapprima indirizzato da una maestra nel settore assicurativo, ed in seguito, se avessi preso decisioni diverse quando mi sono trovato ai bivi, quali: andare oltre Gottardo, tornare in Ticino, iniziare quale ispettore del servizio esterno per una compagnia, decidere di diventare broker. Ora sono pronto a cimentarmi nella mia nuova funzione di presidente del CdA, contento di poter continuare a interagire con persone fantastiche, a condividere esperienze con clienti e collaboratori, e con la certezza che Alessandro Paltenghi saprà sicuramente valorizzare quanto di buono ha trovato e a migliorare quanto migliorabile, per questo nuovo capitolo di Qualibroker Ticino, con il fine ultimo, di garantire sempre il miglior servizio possibile agli attuali e nuovi clienti».



