Quali sono state le tappe principali del suo percorso professionale e quali competenze ritiene oggi più rilevanti per il suo nuovo incarico in Qualibroker?
«Ho iniziato a lavorare nel campo assicurativo nel lontano 1991 a Zurigo seguendo le orme di mio padre Alberto, i miei primi compiti furono nella sottoscrizione di contratti assicurativi e nel risolvere semplici sinistri. Ho poi continuato il mio percorso a Coira, a Friedrichshafen in Germania presso un broker assicurativo e negli Stati Uniti. Sono rientrato in Ticino nel 1995 e ho iniziato come consulente alla clientela, poi dirigente regionale del luganese e infine Agente Generale. Nel 2008 sono stato chiamato a Basilea presso la direzione generale di Basilese e ho diretto l’unità che si occupava dei broker e dei clienti diretti, un centinaio di collaboratori responsabili per circa un terzo dei premi incassati. Credo nelle basi solide che mi ha dato il diploma federale in assicurazioni, troppe ancora le persone che svolgono il lavoro di assicuratore con poche competenze tecniche, non smetterò mai di sottolinearlo».
Che cosa l’ha motivata ad assumere il ruolo di Direttore generale di Qualibroker e con quale approccio affronta questa nuova responsabilità?
«Conoscevo il gruppo Qualibroker in quanto era uno dei miei più importanti clienti a livello svizzero, un gruppo solido e serio. È stato facile accettare il ruolo così da poter rientrare in Ticino dopo 18 anni, il mio ciclo a Basilea era terminato, avrei dovuto ricoprire un altro ruolo all’interno dell’azienda ma sarei rimasto fisso in sede e ho preferito cambiare radicalmente, nonostante i 31 anni di Basilese la scelta è stata semplice. La responsabilità che mi sono preso è rappresentare il nostro gruppo nel mercato ticinese, abbiamo competenze tecniche che pochi hanno, grazie anche al supporto dei nostri uffici di Zurigo e Ginevra».
Quali sono le principali sfide che la attendono e su quali priorità intende concentrarsi fin dall’inizio del suo incarico?
«Una delle sfide personali maggiori è tornare a lavorare in Ticino e utilizzare l’auto come mezzo di trasporto, non ne ero più abituato e il traffico nel sottoceneri mi ha posto diversi grattacapi, ora inizio ad abituarmi. Ero abituato a utilizzare i mezzi pubblici al nord e gli spostamenti erano più gradevoli. Le priorità sono i clienti e il team con il quale collaboro, devo imparare tanto e lo faccio con grande motivazione. Ho trovato un team giovane e motivato e so che insieme possiamo avere successo. La pianificazione e la cura del dettaglio fanno parte della mia filosofia aziendale. Quando ho conseguito il brevetto di pilota di aereo mi insegnarono che tutto quello che potevo pianificare prima di un volo valeva oro e che prima o poi ne avrei tratto vantaggio. È una questione di disciplina. Questo insegnamento lo applico sempre nel settore in cui opero e ne traggo vantaggio».
Come intende valorizzare il lavoro svolto finora da Qualibroker e, al tempo stesso, imprimere una sua visione personale alla guida della società?
«Qualibroker in Ticino è una perla, grazie a ottime scelte strategiche volute dal mio predecessore Piermichele Bernardo. Io ho avuto il vantaggio di vedere come lavorano tutti i grandi broker a livello svizzero e ho acquisito ottime idee dai migliori broker vista la posizione che ricoprivo prima. Poter lavorare con il mio predecessore, facendo la transizione insieme e poter ancora contare su di lui in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione è per me un valore aggiunto. Poi ognuno ha le sue idee, le sue strategie, ma potersi confrontare è costruttivo e a volte pure divertente».
Qual è oggi il posizionamento di Qualibroker nel panorama assicurativo ticinese e quali fattori ne sostengono la crescita?
«Qualibroker è una realtà piccola ma molto valida, nel panorama alberghiero definirei Qualibroker come Boutique Hotel. La crescita dovrà essere sia organica che inorganica. Le sfide professionali del futuro devono giocoforza essere di competenza tecnica. Il broker ha il compito di operare unicamente negli interessi del cliente, contrariamente al consulente del servizio esterno delle compagnie che opera negli interessi della compagnia di assicurazione della quale rappresenta l’unità di vendita.
In che modo sta evolvendo la professione del broker assicurativo alla luce della digitalizzazione e delle nuove esigenze del mercato?
«Vi sono da una parte le esigenze del legislatore da ottemperare, la Finma, organo di sorveglianza ha giustamente fissato dei requisiti minimi per la professione. A dipendenza della complessità del dossier da trattare queste competenze sono decisamente insufficenti, sta al cliente valutare con che broker desidera collaborare. Non esiste ancora il Trip Advisor nel settore assicurativo, ma la grandezza di un broker e le competenze tecniche dei suoi collaboratori sono facilmente riconoscibili grazie ai siti internet dei broker e a siti come Linkedin che mostrano i vari collaboratori. Anche in questo caso vale la prudenza però, come in ogni attività. La digitalizzazione influisce sul nostro lavoro, la si definisce technology driven innovation, il nostro settore come tanti altri dipenderà da quello che la tecnologia saprà fare. Molte persone oggi non potrebbero vivere senza il telefonino, eppure quando ho iniziato io a lavorare per comunicare con l’ufficio quando si era in trasferta ci si fermava in una cabina telefonica, presente in ogni dove, si metteva il soldino e si parlava… La tecnologia influenza il nostro settore, l’intelligenza artificiale verrà utilizzata ancora di più di adesso».
Al di fuori dell’attività professionale, come ama impiegare il suo tempo libero e quali sono le sue principali aspirazioni per il futuro?
«Nell’anno più intenso della mia carriera, una decina di anni fa, percorsi 40’000 km con la ferrovia e presi 35 volte l’aereo, con diversi voli intercontinentali. Ora mi godo il fatto di rientrare ogni sera dalla mia famiglia, trascorrere più tempo con loro vale oro. Amo lo sci e la mia regione prediletta è l’Engadina, ma vivere o meglio rivivere in Ticino tutti i giorni è semplicemente fantastico, abbiamo una grande fortuna a vivere in una regione splendida. Desidero che Qualibroker diventi un riferimento nel mercato ticinese e desidero che i miei collaboratori un giorno possano dire di aver imparato qualcosa da me, come io ho imparato tanto nel mio periodo a Basilea da manager di alto livello. Poter dare qualcosa dopo aver ricevuto tanto nella mia carriera è una mia aspirazione».



