Horasis ogni anno organizza diversi forum dedicati a diverse regioni del mondo. Il forum di Interlaken quest’anno è stato completamente dedicato all’imprenditoria cinese interessata a investire e trovare nuove opportunità di sviluppo in Europa e più in particolare in Svizzera. Il “China Business Meeting” promosso da Horasis è durato tre giorni ospitato presso il bellissimo Victoria-Jungfrau Grand Hotel. Circa 300 uomini di affari, politici cinesi e svizzeri hanno potuto dialogare e discutere sul futuro dell’economia globale e su opportunità di collaborazione nei rispettivi Paesi. Nonostante le differenze linguistiche e culturali, la Svizzera è in effetti divenuta negli ultimi tempi meta privilegiata per investitori cinesi. L’abbondanza di mezzi liquidi, la certezza del diritto e la sicurezza intrinseca del Paese, spingono gli imprenditori cinesi a lanciarsi in acquisizioni soprattutto nelle tecnologie ambientali, nel farmaceutico e nelle biotecnologie, nell’immobiliare e nel settore finanziario. La Svizzera peraltro è oggi vista da Pechino come una possibile porta di accesso al mercato europeo. Lo dimostrano i deal oggi in corso. Un esempio eclatante è certamente l’interesse di ChemChina che, al momento della stesura di questo articolo, ha confermato nuovamente l’offerta pubblica di acquisto per il gruppo agrochimico basilese Syngenta per circa 42 miliardi di franchi svizzeri. ChemChina è la stessa che nel 2015 aveva acquisito il gruppo italiano Pirelli per 7.7 miliardi di dollari. Con questo spirito e su queste basi, il forum di Interlaken si è tenuto sotto il patrocinio dell’Agenzia per lo Sviluppo Economico del Cantone di Berna e la Federazione Cinese dell’industria. L’incontro di Interlaken si è svolto meno di due anni dopo la firma dell’accordo di libero scambio tra Svizzera e Cina. Seppur migliorabile sotto molti aspetti secondo gli esperti, questo accordo ha facilitato gli scambi commerciali tra i due Paesi con un aumento dell’export della Svizzera verso la Cina del 15% rispetto allo stesso periodo del precedente anno. L’accordo di libero scambio sta oggi facilitando l’accesso reciproco al mercato dei prodotti e dei servizi, permettendo di rimuovere, in tutto o in parte, i dazi doganali. Il campo di applicazione dell’accordo copre molti settori e aspetti, come per esempio le disposizioni che disciplinano gli scambi di merci e gli scambi di servizi, includendo la protezione della proprietà intellettuale, la promozione degli investimenti, la concorrenza, la trasparenza negli appalti pubblici, la cooperazione economica e tecnica. Questo è il primo accordo di libero scambio tra la Cina ed uno dei paesi del continente europeo.
Cosa è Horasis, quale la visione generale e la sua missione?
«Horasis è un’organizzazione internazionale indipendente impegnata a proporre visioni per un futuro economico migliore e sostenibile a vantaggio della comunità di imprenditori, leader e politici che ne fanno parte, quindi di conseguenza per la società intera. Abbiamo pensato di chiamarci Horasis pensando proprio ad una divinità greca che rimanda ai concetti di visione, conoscenza condivisa e strategia nel lungo periodo. Ogni anno Horasis promuove numerosi incontri e forum in diverse località del mondo facilitando l’incontro, la discussione e la condivisione tra i partecipanti. Questi sono chiamati ad indagare le problematiche dei mercati internazionali e allo stesso tempo a proporre nuove possibili strategie che potrebbero dare forma all’economia mondiale creando anche opportunità di crescita commerciale. Horasis sta facendo leva sull’enorme esperienza acquisita nei Paesi emergenti per dare oggi vita ad una solida piattaforma collaborativa tra società dei mercati emergenti e dei mercati sviluppati. I principali incontri che si tengono annualmente sono il Global Meeting Horasis e i forum focalizzati su Cina, India, Sud Est Asiatico, Russia e mondo arabo. Esiste poi un circolo ristretto chiamato Horasis Visonary Circle a cui partecipano imprenditori, tra più ricchi e rispettati al mondo».
Quale è l’elemento chiave di Horasis ?
«Nel 2005 abbiamo pensato di creare Horasis perché la necessaria natura collaborativa degli affari e le incertezze sui mercati richiedevano un sempre maggior dialogo tra imprenditori attivi su mercati internazionali e alla ricerca di nuove ricette per competere in settori sempre più competitivi.
I membri della Comunità Horasis hanno la possibilità di costruire o rafforzare relazioni e strategie con leader ed esponenti della comunità internazionale invitati a partecipare alle riunioni. I programmi dei gli incontri sono strutturati per fornire la massima possibilità di interazione in una varietà di contesti formali e informali. Gli incontri trovano sempre il motivo iniziale della discussione negli accordi che vengono presi con le città ospitanti e a questo si collegano le aziende e i leader che presentano nuove tesi e opportunità di sviluppo. Horasis serve anche come un think tank e pubblica un’ampia gamma di rapporti che riassumono risultati e osservazioni emerse dai diversi incontri».
Come funziona l’Horasis Visionary Circle ?
«L’Horasis Visionary Circle è stato costituito nel 2013 come unità chiave all’interno della comunità più ampia di Horasis. A questo gruppo partecipano imprenditori tra I più ricchi e più rispettati al mondo. L’Horasis Visionary Circle si riunisce una volta all’anno, ogni volta in un luogo diverso. Gli ultimi quattro incontri si sono tenuti in Montenegro, Cina, Spagna e Svizzera. Durante gli incontri vengono esaminate le più pressanti questioni macro-economiche, sociali, geopolitiche e tecnologiche del nostro tempo. Gli incontri sono chiusi al pubblico e alla stampa. Qui la riservatezza è la parola d’ordine».
Di cosa si è discusso all’ultimo China Business Meeting tenutosi ad Interlaken lo scorso novembre?
«Quest’anno il China Business Meeting è stato organizzato in collaborazione con il Canton Berna e la Federazione Cinese dell’Industria. Metà dei partecipanti sono venuti direttamente dalla Cina. Tra queste anche aziende molto importanti come la Beijing Automotive, la Ginwa Investment Holding e la Datong Technologies. La Svizzera è stata rappresentata da alcuni rappresentanti politici del Canton Berna e non solo. Le questioni importanti discusse hanno riguardato gli investimenti cinesi in Svizzera, l’accesso delle aziende svizzere in Cina, l’innovazione e le nuove tecnologie. Il China Business Meeting è considerato dai cinesi come un evento irrinunciabile proprio per il valore dei dialoghi che vi avvengono e per la possibilità di avere un luogo neutrale dove negoziare e discutere di affari. E ogni anno tornano per capire le novità, le tendenze e le opportunità che potrebbero presentarsi sul mercato. Il fatto che questo forum si tenga fuori dalla Cina è un tema particolarmente importante per i partecipanti che qui possono dialogare in terreno neutrale».
Quale è secondo la sua opinione il meccanismo che potrebbe rivitalizzare l’economia europea? Quali sono a tal riguardo i riscontri all’interno della comunità di Horasis?
«La mia impressione generale è che la Cina, a differenza di altri Paesi, sappia esattamente dove sta andando. Il dialogo tra Cina ed Europa non può che aiutare la crescita del vecchio continente. Negli ultimi decenni la Cina ha investito ingenti capitali in infrastrutture come ad esempio strade più sicure e trasporti ferroviari ad alta velocità ma anche un sistema logistico molto efficiente per il commercio. Certo la crescita della Cina è ancora robusta ma sta rallentando. Molte opportunità commerciali vengono oggi per i cinesi dal mercato interno cinese molto più che dal resto del mondo. È chiaro che la Cina sta cercando di innovare di più, puntando su un modello di sviluppo economico più dinamico e veloce e su stabilità sociale. La Cina e il mondo hanno bisogno di continuare i loro scambi politici per condividere competenze, per imparare gli uni dagli altri e costruire una maggiore cooperazione globale».
Cosa pensa dell’attuale posizionamento socio-economico della Svizzera e della sua capacità competitive internazionale?
«La Svizzera è certamente considerata una delle economie più competitive al mondo. Punti di forza sono l’innovazione, l’efficienza del mercato, la capacità di esecuzione, e la disponibilità delle più avanzate tecnologie. Oggi vengono certamente percepiti come debolezze del mercato svizzero sia il rischio di deflazione sia l’attuale valutazione della moneta nazionale rispetto alle altre. Credo anche che un freno alla libera circolazione degli stranieri potrebbe danneggiare la competitività del paese. In questo quadro, la Cina è una grande opportunità per la Svizzera. L’accordo di libero scambio (ALS) tra la Svizzera e la Cina mira a migliorare l’accesso ai reciproci mercati di beni e servizi. È il primo accordo di libero scambio concluso dalla Cina con un paese europeo. Le imprese cinesi potrebbero aiutare il tasso di occupazione in Svizzera individuando nuove sedi regionali e nuovi siti produttivi. Si tratta di una situazione win-win per entrambe le parti. E le imprese cinesi stanno valutando importanti acquisizione in Svizzera cosi come importanti e durature alleanze strategiche con operatori locali».