L’Istituto svolgerà attività di ricerca e formazione focalizzate in particolare sulla microbiologia negli ambiti della biosicurezza, dell’igiene ambientale, della lotta ai vettori di agenti patogeni, dell’ecologia microbica e della biotecnologia ambientale.

«L’attribuzione dello statuto di Istituto è il coronamento di un percorso di integrazione e di sviluppo all’interno della SUPSI, iniziato nel 2014. Una decisione importante, che valorizza il lavoro degli ultimi 35 anni in Ticino in questi importanti ambiti, e ne garantisce una prospettiva di sviluppo a medio-lungo termine»: così ha dichiarato il Prof. Franco Gervasoni, Direttore generale della SUPSI.

L’Istituto microbiologia della SUPSI nasce in seno all’Istituto cantonale di microbiologia, costituito nel 1964 per colmare una lacuna nell’assistenza sanitaria alla popolazione ticinese. Nel corso degli anni, accanto ai reparti di analisi cliniche microbiologiche – che dal 2013 sono stati integrati nell’Ente ospedaliero cantonale – le attività legate a mandati pubblici, all’insegnamento e alla ricerca hanno progressivamente guadagnato importanza.

Per mantenere in Ticino le competenze di microbiologia e biologia necessarie a sostenere e sviluppare la ricerca applicata in questo settore, da gennaio 2014 l’Istituto cantonale di microbiologia è entrato a far parte del Dipartimento ambiente costruzioni e design come Laboratorio microbiologia applicata.

Il Consiglio della SUPSI ha approvato lo scorso 17 giugno il suo passaggio a rango di istituto.

Esso fungerà da centro di riferimento e di competenza per la microbiologia nel Canton Ticino, integrando la microbiologia umana, veterinaria e ambientale, e può essere considerato una risposta della SUPSI anche all’attuale crisi ambientale e sanitaria, un contributo concreto a favore della società per le criticità legate ai microbi con carattere di trasversalità tra ambiente e uomo.

«L’istituto possiede capacità scientifica e laboratori in grado di fornire un grande contributo alla soluzione di problemi e rispondere a domande che sono dell’intera società: specie invasive, adattamento ai cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, microbi e salute umana, per citarne solo alcuni» ha specificato il Prof. Silvio Seno, Direttore del Dipartimento ambiente costruzioni e design.

L’Istituto opera in due sedi: nello stabile a Bellinzona in Via Mirasole 22a, condiviso con EOC e Laboratorio cantonale, e presso il nuovo Campus SUPSI di Mendrisio, in Via Flora Ruchat-Roncati 15, dove dispone di 400 mq di nuovi laboratori perfettamente attrezzati e conformi per le analisi microbiologiche con autorizzazione Swissmedic per la ricerca di patogeni in campioni ambientali.

«La particolarità dell’Istituto microbiologia è quella di essere attivo sia in ambito sanitario che in ambito ambientale, in una visione globale della microbiologia che considera la sfera umana, animale e l’ambiente come interdipendenti, in totale accordo con il concetto moderno di ‘one health’ (una sanità)», ha affermato il Direttore dell’IM, Prof. Mauro Tonolla.

Le attività dell’Istituto sono oggi suddivise in 5 settori: Biosicurezza, Igiene e ambiente, Ecologia dei vettori, Biotecnologia ambientale e Ecologia microbica. I dettagli relativi ai cinque settori sono disponibili nella scheda allegata.

La ricerca di base, con finanziamenti del Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica, riguarda principalmente le attività di Ecologia microbica, con da una parte lo studio dei microorganismi ancestrali, e dall’altra il ruolo dei funghi acquatici per l’ecologia dei corsi d’acqua. Su queste due tematiche, estremamente specifiche e innovative, l’Istituto microbiologia ha competenze uniche a livello nazionale e internazionale.

La ricerca applicata riguarda prevalentemente le attività di Biosicurezza, Ecologia dei vettori, Igiene e Ambiente e Biotecnologia ambientale, e utilizza le più moderne metodiche della biologia molecolare e bioinformatica, di rilievo ambientale e di analitica. Le competenze tecniche e scientifiche sono continuamente aggiornate a favore di progetti in microbiologia applicata che possono così avvalersi delle metodologie più attuali.

L’Istituto microbiologia organizza attività per numerose università svizzere ed estere al Centro di Biologia Alpina di Piora: tiene corsi, ospita regolarmente studenti e studentesse offrendo supporto scientifico e logistico per la realizzazione di progetti e tesi di bachelor, master e dottorato. Contribuisce inoltre all’insegnamento nella formazione di base SUPSI all’interno del Master of Science in Engineering, del Bachelor in Conservazione e Restauro erogati dallo stesso DACD, e nella formazione professionale con l’apprendistato; è anche di supporto al livello medio superiore, sia per il liceo sia per la scuola di commercio. La mediazione scientifica, in collaborazione con l’Istituto design, rappresenta poi un tema di grande importanza che riguarda la totalità dei temi scientifici dell’Istituto.

Alcuni progetti di ricerca

  • Analisi del virus SARS-CoV-2 nelle acque reflue all’entrata degli impianti di depurazione, finanziato dall’Ufficio del medico cantonale del Cantone Ticino e dall’Ufficio federale della sanità pubblica.
  • Gestione e coordinamento di una rete nazionale per la sorveglianza e il controllo delle zanzare invasive in Svizzera, finanziato dall’Ufficio federale dell’ambiente.
  • Studio delle conseguenze del degrado della vegetazione sulla rete alimentare dei corsi d’acqua, finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca scientifica, in collaborazione con l’Università Vila Velha Brasile e EAWAG-ETH/Università di Zurigo.
  • Studio di un sistema medico oftalmologico per il trattamento della sindrome dell’occhio secco, in collaborazione con il Dipartimento tecnologie innovative SUPSI, finanziamento EUROSTARS.
  • Studio degli effetti degli spostamenti di masse d’acqua indotti da batteri anaerobici fotosintetici sul microbioma di sistemi acquatici stratificati, finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca scientifica, in collaborazione con EAWAG-ETH e Università del Lussemburgo.
  • Studio della digestione anaerobica con materiale conduttivo e microrganismi elettrogeni, finanziato dall’Ufficio federale dell’energia.