Dal 1° settembre 2026 il sistema della ricerca biomedica ticinese si arricchirà di una nuova competenza internazionale: Laura Pasqualucci, scienziata specializzata nello studio della biologia dei linfomi e professoressa ordinaria di Patologia e Biologia Cellulare alla Columbia University di New York, inizierà infatti la propria attività all’Istituto oncologico di ricerca (IOR) di Bellinzona.

L’arrivo della ricercatrice segna un passaggio rilevante per il programma dedicato ai linfomi maligni e si inserisce nella strategia dello IOR volta a rafforzare la ricerca lungo l’intero percorso che conduce dalla comprensione dei meccanismi biologici allo sviluppo di possibili nuove soluzioni terapeutiche.

L’Istituto, affiliato all’Università della Svizzera italiana e membro di Bios+, concentra la propria attività sulla ricerca oncologica di base e traslazionale, con particolare attenzione alla biologia dei tumori, alla genomica, all’oncologia molecolare e alle terapie sperimentali.

Un laboratorio dedicato alla linfomagenesi

Il nuovo gruppo guidato da Pasqualucci si occuperà di analizzare i processi genetici e molecolari che possono portare alla comparsa dei linfomi maligni. Il progetto di ricerca sarà sostenuto dalla Horten Health Foundation attraverso un finanziamento quinquennale di avviamento.

L’obiettivo sarà comprendere con maggiore precisione come le alterazioni del patrimonio genetico e dei meccanismi molecolari delle cellule contribuiscano alla trasformazione tumorale. Una conoscenza che, nel lungo periodo, può permettere di individuare nuove vulnerabilità delle cellule neoplastiche e fornire indicazioni utili allo sviluppo di approcci diagnostici e terapeutici più mirati.

Con l’inserimento della nuova équipe, lo IOR porterà a tre i gruppi impegnati specificamente nel programma sui linfomi maligni, affiancando il laboratorio di Pasqualucci alle attività guidate dai professori Davide Rossi e Francesco Bertoni. Il programma già oggi riunisce competenze di ricerca di base e traslazionale dedicate alla comprensione della biologia dei linfomi e delle leucemie.

Dalla ricerca di base alla cura dei pazienti

Uno degli elementi centrali del nuovo progetto riguarda proprio il rapporto tra laboratorio e attività clinica. La presenza di competenze diverse all’interno dello stesso ecosistema scientifico dovrebbe favorire il passaggio delle conoscenze ottenute dalla ricerca fondamentale verso applicazioni più vicine alla pratica medica.

In questo quadro assume particolare importanza il rapporto con l’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI). La collaborazione tra ricerca e assistenza può infatti consentire di confrontare più rapidamente le osservazioni maturate in laboratorio con le esigenze poste dalla cura dei pazienti.

Il Ticino dispone inoltre di una rete di competenze biomediche che comprende, tra gli altri, lo IOR, l’IRB e le strutture di ricerca clinica dell’EOC. L’Ente ospedaliero cantonale indica proprio IOR, IRB, IOSI, Clinical Trial Unit e altri centri specializzati tra i principali soggetti che partecipano alle attività di ricerca oncologica nella Svizzera italiana.

Il valore delle sinergie con l’IRB

Un’altra direttrice di collaborazione riguarda l’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB), anch’esso membro di Bios+. La prossimità scientifica tra le due realtà può essere particolarmente significativa per il lavoro sul sistema immunitario e sulle cellule B, elementi strettamente collegati alla biologia di diversi linfomi.

Bios+ riunisce infatti le attività dello IOR e dell’IRB con l’obiettivo di favorire la collaborazione e il coordinamento della ricerca scientifica e della formazione. Per lo IOR, questa rete rappresenta un contesto nel quale mettere in comune competenze differenti, dalla biologia alla genetica, dalla genomica all’immunologia.

La scelta di Bellinzona da parte di Pasqualucci si lega anche a questo ambiente scientifico. Dopo quasi trent’anni trascorsi negli Stati Uniti, la ricercatrice considera il trasferimento in Ticino una nuova fase professionale, nella quale poter lavorare in stretto rapporto con gruppi impegnati su differenti aspetti della ricerca oncologica.

«Un passaggio di crescita»

La stessa Pasqualucci ha descritto con queste parole le proprie impressioni sul nuovo ambiente di lavoro: «Ogni volta che entro nell’edificio di Bios+ percepisco un entusiasmo che mi fa guardare a questa nuova fase come a un passaggio di crescita di grande valore. Lasciare New York, dal punto di vista personale e affettivo, non sarà semplice, ma professionalmente questo trasferimento rappresenta per me l’inizio di una nuova sfida che non vedo l’ora di intraprendere».

Una scelta che viene letta dallo IOR anche come un investimento sul rafforzamento delle competenze scientifiche disponibili in Ticino.

«Scienziata di fama mondiale nel campo della biologia dei linfomi, la Prof.ssa Pasqualucci contribuirà a consolidare la ricerca di base dell’Istituto, integrandola con i programmi già altamente competitivi in ambito traslazionale e clinico», ha commentato Andrea Alimonti, direttore dello IOR. Secondo Alimonti, il reclutamento risponde alla volontà dell’Istituto di investire nell’eccellenza scientifica lungo tutto il percorso della ricerca, dalla scoperta dei meccanismi biologici allo sviluppo di nuove terapie.

Un percorso iniziato in Italia e proseguito negli Stati Uniti

La carriera di Laura Pasqualucci è iniziata in Italia con la laurea in Medicina all’Università di Perugia e la successiva specializzazione quadriennale in Ematologia. La formazione scientifica è poi proseguita tra Berlino e Boston.

Dal 1997 la ricercatrice lavora alla Columbia University di New York. Inizialmente ha fatto parte del gruppo di ricerca sulla genetica molecolare dei linfomi diretto dal professor Riccardo Dalla-Favera, per poi assumere la guida di un programma dedicato ai meccanismi genetici ed epigenetici della linfomagenesi.

Nel corso della sua attività ha firmato oltre cento pubblicazioni scientifiche originali su riviste internazionali, costruendo una posizione di rilievo nel campo dello studio molecolare dei linfomi.

Il trasferimento in Ticino non rappresenta quindi l’inizio di un percorso scientifico, ma l’apertura di una nuova fase di una carriera sviluppata per decenni in uno dei principali centri accademici statunitensi.

Lo IOR e il programma sui linfomi

L’inserimento di Pasqualucci arriva in un settore nel quale Bellinzona dispone già di una consolidata specializzazione. Il programma Lymphoma and Genomics Research dello IOR riunisce attività di ricerca di base e traslazionale con l’obiettivo di comprendere i fattori che favoriscono lo sviluppo dei linfomi e delle leucemie e di migliorare diagnosi e trattamenti.

Il rafforzamento del programma attraverso un ulteriore gruppo permette di ampliare la gamma delle competenze disponibili, con un’attenzione particolare ai meccanismi che precedono e accompagnano la trasformazione delle cellule in senso tumorale.

È un’impostazione coerente con il profilo dello IOR, che negli ultimi anni ha sviluppato gruppi dedicati a immunoterapia, ematologia sperimentale, genomica funzionale, genomica dei linfomi, oncologia molecolare e altre aree della ricerca sul cancro.

Il collegamento con il congresso internazionale di Lugano

Il nuovo incarico si inserisce inoltre in un contesto nel quale il Ticino occupa da tempo una posizione di rilievo nella ricerca internazionale sui linfomi. Lugano ospiterà dal 15 al 19 giugno 2027 la 19ª edizione dell’International Conference on Malignant Lymphoma (ICML), appuntamento organizzato dalla Fondazione IOR e dedicato alla ricerca e al trattamento delle neoplasie linfoidi.

La conferenza richiama periodicamente a Lugano migliaia di specialisti, ricercatori e professionisti sanitari da numerosi Paesi. L’edizione precedente ha evidenziato anche il ruolo della ricerca sviluppata in Ticino, con contributi provenienti dallo IOSI e dagli istituti scientifici di Bellinzona.

Pasqualucci sarà inoltre tra i keynote speaker dell’ICML 2027, secondo quanto previsto dal programma della prossima edizione. La sua presenza collegherà così due momenti distinti ma complementari: da una parte l’avvio dell’attività quotidiana di un nuovo laboratorio a Bellinzona, dall’altra uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati allo studio dei linfomi, che tornerà a riunire la comunità scientifica a Lugano nel giugno del prossimo anno.

Una scelta che rafforza il polo biomedico ticinese

L’arrivo di una ricercatrice con un percorso internazionale di questo livello rappresenta quindi un tassello ulteriore nel consolidamento del polo biomedico di Bellinzona. Il valore dell’operazione non riguarda soltanto l’incremento numerico dei gruppi di ricerca, ma soprattutto la possibilità di mettere in relazione competenze differenti attorno a uno dei settori nei quali il Ticino ha costruito una presenza scientifica riconoscibile a livello internazionale.

Per lo IOR, il nuovo laboratorio costituisce un investimento sulla ricerca di base. Per il sistema sanitario e scientifico cantonale, può diventare un ulteriore punto di contatto tra laboratori, istituti di ricerca e strutture cliniche. E per Bellinzona significa aggiungere una nuova esperienza internazionale a un settore, quello della ricerca sui linfomi, che già da anni rappresenta una delle aree di maggiore specializzazione scientifica del territorio.