Per tre giovani ticinesi il percorso di formazione nel settore chimico-farmaceutico si è concluso con un riconoscimento particolare. Farma Industria Ticino (FIT) e UBS Switzerland AG hanno assegnato il Farma Industria Ticino and UBS Award for Best Student, arrivato quest’anno alla sedicesima edizione.
Il premio si inserisce in un rapporto che da anni mette in relazione il mondo delle imprese, quello della formazione professionale e le nuove generazioni che si preparano a entrare nel mercato del lavoro. Un ambito che in Ticino mantiene un peso significativo: la formazione professionale rappresenta infatti uno degli strumenti attraverso cui il comparto chimico-farmaceutico cerca di costruire competenze adeguate alle proprie esigenze.
La stessa Farma Industria Ticino indica nella formazione professionale uno dei propri ambiti di attività, con iniziative rivolte in particolare ai giovani che scelgono percorsi legati alla chimica, alla biologia e alla chimica farmaceutica.
Tre percorsi, tre profili
A ricevere il riconoscimento sono stati Lisa Bianchi, laboratorista in biologia AFC di Alpex Pharma SA, Sara Cima, laboratorista in chimica AFC della Scuola D’Arti e Mestieri, e Nicola Fibbioli, tecnologo di chimica e chimica farmaceutica AFC di HAS Healthcare Advanced Synthesis SA.
La selezione ha tenuto conto dei risultati ottenuti e della continuità dimostrata durante il percorso formativo. Per ciascuno dei tre vincitori UBS Switzerland AG ha previsto un premio di 1’500 franchi.
Dietro ai tre nomi ci sono però altrettanti percorsi differenti. La formazione in laboratorio può infatti svilupparsi attraverso competenze che vanno dalla biologia alla chimica, fino ai processi collegati alla produzione e alla tecnologia farmaceutica. Sono profili che richiedono una solida preparazione teorica, ma anche la capacità di applicare quanto appreso in contesti professionali concreti.
È proprio questo rapporto tra scuola e azienda a caratterizzare una parte importante della formazione farmaceutica in Ticino. Nel sistema duale, l’apprendimento avviene infatti alternando la formazione scolastica all’esperienza in azienda, con l’obiettivo di accompagnare i giovani verso l’ottenimento dell’Attestato federale di capacità.
Oltre 220 persone alla cerimonia
Alla cerimonia hanno partecipato più di 220 persone tra giovani diplomati, familiari, aziende formatrici, docenti, periti d’esame e rappresentanti delle istituzioni.
A intervenire sono stati Piero Poli, presidente di Farma Industria Ticino, Oscar Gonzalez, aggiunto al direttore della Divisione della formazione professionale, Dana Rezzonico, giovane schermitrice, e Mauro Prada, responsabile Clientela Aziendale Mercato di Lugano di UBS Switzerland AG.
La presenza di interlocutori provenienti da ambiti diversi ha evidenziato uno degli elementi centrali dell’iniziativa: la formazione professionale non riguarda soltanto il rapporto tra studente e scuola, ma coinvolge aziende, istituzioni e figure che possono contribuire a orientare le nuove generazioni.
Il settore, del resto, continua a richiedere competenze specialistiche. Le attività legate all’industria farmaceutica presenti sul territorio comprendono ricerca e sviluppo, produzione, controllo qualità, servizi analitici e altre funzioni tecniche. Le opportunità professionali si articolano quindi lungo una filiera piuttosto ampia.
La curiosità come competenza professionale
Nel suo intervento, Piero Poli ha collegato il tema della formazione ai cambiamenti che stanno interessando il mondo del lavoro. Innovazione tecnologica, digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno modificando strumenti, procedure e competenze richieste anche nei settori scientifici.
In questo contesto, secondo Poli, la preparazione acquisita durante gli studi non può essere considerata un punto di arrivo definitivo. La capacità di continuare a imparare diventa parte integrante del percorso professionale.
Da qui l’invito rivolto ai giovani a conservare la curiosità e, soprattutto, la disponibilità ad ammettere ciò che ancora non si conosce. Una prospettiva che porta l’attenzione su una qualità meno facilmente misurabile dei risultati scolastici, ma destinata ad avere un peso significativo nella vita lavorativa: la capacità di fare domande e di confrontarsi con ciò che non si sa.
Il tema è particolarmente attuale in un settore nel quale l’aggiornamento delle competenze è costante. Anche le associazioni professionali ticinesi propongono infatti corsi dedicati a temi tecnici, normativi e tecnologici rivolti a chi già opera nell’industria farmaceutica.
Dalla formazione al lavoro
Il passaggio dalla scuola al lavoro rappresenta uno dei momenti più delicati per chi conclude un apprendistato. Nel comparto chimico-farmaceutico ticinese, la presenza di aziende che investono nella formazione consente ai giovani di confrontarsi con attività e strumenti direttamente collegati alle professioni per cui si stanno preparando.
Le iniziative di orientamento organizzate negli ultimi mesi confermano inoltre l’interesse a far conoscere questi percorsi già durante gli anni della scuola. A giugno, per esempio, Farma Industria Ticino ha partecipato alle Porte Aperte della SPAI di Trevano, dove gli studenti e le famiglie hanno potuto conoscere più da vicino le professioni di laboratorista in chimica, laboratorista in biologia e tecnologo o tecnologa di chimica e chimica farmaceutica.
Il dato interessante è quindi il collegamento tra orientamento, apprendistato e prospettive occupazionali. Per un giovane che deve scegliere il proprio percorso dopo la scuola dell’obbligo, conoscere concretamente le attività svolte in laboratorio o negli stabilimenti produttivi può essere determinante.
L’esempio dello sport
Nel corso della serata, il tema della costanza è stato affrontato anche attraverso l’esperienza di Dana Rezzonico, giovane schermitrice.
Intervistata da Piero Poli, Rezzonico ha raccontato il proprio percorso sportivo e il ruolo che allenamento, continuità e capacità di affrontare le difficoltà hanno avuto nella costruzione dei risultati.
Il passaggio dalla categoria U17 alla U20 rappresenta per lei un nuovo capitolo agonistico. Un cambiamento che presenta elementi comuni con il momento vissuto dai giovani diplomati: la conclusione di una fase non coincide necessariamente con un traguardo definitivo, ma apre a nuove responsabilità e a obiettivi differenti.
Il parallelismo tra sport e formazione professionale è stato ripreso anche da Mauro Prada, che ha invitato i giovani a non considerare la capacità di chiedere aiuto o di confrontarsi con gli altri come un segno di debolezza. Al contrario, la disponibilità a fare domande e a mettersi alla prova può diventare uno strumento concreto per ampliare le proprie competenze.
Il valore del riconoscimento
Al di là del contributo economico assegnato ai tre vincitori, il premio rappresenta anche un riconoscimento pubblico per un percorso che spesso rimane poco visibile all’esterno.
La formazione tecnica e professionale nel settore farmaceutico richiede infatti anni di studio, esercitazioni e attività pratiche. Il risultato finale non è soltanto un diploma, ma un insieme di competenze che devono poter essere applicate con precisione in contesti nei quali qualità, sicurezza e rispetto delle procedure hanno un ruolo centrale.
I tre premiati costituiscono quindi una selezione ristretta all’interno di un gruppo più ampio di giovani che hanno concluso il proprio percorso. Per tutti i diplomati presenti alla cerimonia è stato infatti consegnato un attestato simbolico.
Il messaggio della sedicesima edizione non riguarda dunque esclusivamente chi ha ottenuto il riconoscimento principale. Il premio diventa anche un modo per sottolineare il valore complessivo della formazione e dell’apprendistato, in un settore nel quale la disponibilità di personale qualificato rappresenta una questione destinata a rimanere centrale.
Una filiera che continua a investire sui giovani
La formazione farmaceutica in Ticino si inserisce in un comparto articolato, nel quale convivono grandi realtà, aziende specializzate e imprese attive in segmenti molto specifici della ricerca e della produzione. La presenza di percorsi dedicati ai laboratoristi e ai tecnologi di chimica e chimica farmaceutica costituisce uno dei punti di contatto più diretti tra il sistema educativo e quello produttivo.
La cerimonia organizzata da Farma Industria Ticino e UBS arriva così al termine di un percorso, ma guarda soprattutto a ciò che viene dopo. I premi assegnati a Lisa Bianchi, Sara Cima e Nicola Fibbioli riconoscono risultati già raggiunti, mentre i messaggi rivolti ai giovani invitano a considerare la formazione come un processo destinato a proseguire anche dopo il diploma.
In un settore sottoposto a trasformazioni tecnologiche e scientifiche continue, la competenza tecnica rimane infatti inseparabile dalla capacità di aggiornarsi. Ed è proprio su questa combinazione tra preparazione, curiosità e disponibilità a imparare che si misura una parte importante delle prospettive future del comparto farmaceutico ticinese.



