dies-academicus-usi-30-anni-luganoNel segno della continuità e della riflessione sul futuro, il trentesimo Dies academicus dell’Università della Svizzera italiana si è svolto il 25 aprile a Lugano, nell’Aula magna del Campus Ovest, segnando una tappa simbolica per un’istituzione ormai consolidata nel panorama accademico svizzero.

La cerimonia ha riunito esponenti istituzionali, accademici e ospiti, offrendo l’occasione per tracciare un bilancio dei primi tre decenni di attività e per interrogarsi sulle trasformazioni che investono oggi il mondo universitario. Al centro, il significato stesso del Dies academicus, momento tradizionalmente dedicato non solo alla celebrazione ma anche alla riflessione critica sul ruolo dell’università.

Un’università cresciuta nel territorio ma apertura a tutto il mondo

Ad aprire gli interventi è stata Monica Duca Widmer, presidente del Consiglio dell’Università, che ha ripercorso l’evoluzione dell’ateneo dalla sua fondazione. Un percorso segnato da una progressiva espansione e da una crescente complessità, in parallelo con l’intero sistema universitario svizzero.

dies-academicus-usi-30-anni-luganoNel suo intervento, ha evidenziato come l’USI rappresenti oggi un’infrastruttura strategica per il Cantone Ticino, capace di coniugare dimensione internazionale e radicamento locale. Non sono mancati riferimenti alle sfide attuali, in particolare sul piano delle risorse, con la necessità di scelte mirate per garantire qualità e attrattività nel lungo periodo.

Tra vincoli finanziari e nuove responsabilità

A sottolineare il contesto in cui si muove oggi l’università è stata la consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti. Il suo intervento ha richiamato la fase di transizione istituzionale e le prospettive di contenimento della spesa pubblica che interesseranno anche il settore accademico.

Pur in un quadro segnato da vincoli finanziari, la formazione e la ricerca restano, secondo Carobbio Guscetti, elementi centrali per lo sviluppo del territorio. Ampio spazio è stato dedicato anche all’impatto dell’intelligenza artificiale, con l’accento sul ruolo dell’università nella formazione di spirito critico e nella costruzione di una riflessione etica condivisa.

dies-academicus-usi-30-anni-luganoRipensare il senso dell’università

Nel suo intervento, il rettore ad interim Gabriele Balbi ha proposto una lettura più ampia del concetto di università, intrecciando dimensione storica e prospettive future. La crescita dell’USI, ha osservato, non si misura soltanto nei numeri ma anche nella capacità di costruire una comunità accademica.

Balbi ha posto l’accento su tre direttrici: la necessità di una visione condivisa, il ruolo dell’università come spazio di confronto delle idee e l’importanza del senso di appartenenza. In un contesto segnato da rapide trasformazioni tecnologiche, queste dimensioni appaiono, secondo il rettore, sempre più centrali.

Il dibattito: essere università oggi

La riflessione si è poi estesa alla tavola rotonda “Essere università oggi”, moderata da Raphaël Parchet. Al confronto hanno partecipato Deniz Gyger Gaspoz e Günther Dissertori, offrendo prospettive diverse ma convergenti sulla necessità di adattare le istituzioni accademiche a un contesto globale in rapido mutamento.

dies-academicus-usi-30-anni-luganoIl dibattito ha toccato temi quali la competitività internazionale, la sostenibilità dei modelli universitari e il rapporto con la società, confermando il Dies academicus come spazio privilegiato di confronto.

Premi e riconoscimenti

Come da tradizione, la cerimonia ha incluso la consegna di numerose onorificenze. Il dottorato honoris causa è stato attribuito a Micaela Serafini, attiva in contesti umanitari e oggi alla guida di Médecins Sans Frontières Svizzera.

Riconoscimenti anche per la qualità dell’insegnamento, con il Best Teaching Award assegnato a Luca Massimiliano Visconti e Gabriele Bavota, e per i percorsi professionali, con l’Alumni Award a Fabio Bossi. Il Premio Sostenibilità è andato a Ludovico Giacomo Conti.

Tra le nomine onorarie, quella a Marisa Garzoni e, in memoriam, a Mauro Martinoni, figura chiave nella nascita dell’ateneo. Le medaglie USI sono state inoltre conferite ai primi decani Pietro Balestra, Aurelio Galfetti ed Eddo Rigotti.

dies-academicus-usi-30-anni-luganoArte, musica e dialogo tra discipline

Accanto agli interventi istituzionali, il Dies academicus ha mantenuto la sua dimensione culturale grazie a contributi artistici e musicali. Tra questi, letture ispirate alla prolusione di Umberto Eco per i 25 anni della Magna Charta Universitatum.

Nel foyer dell’Aula magna è stata inoltre allestita la mostra “Arte e Scienza, dal micro al macro”, firmata da Claudia Cantoni ed Ester Piovesana. L’esposizione propone un dialogo tra immagini scientifiche e linguaggi artistici, esplorando il mondo microscopico di cellule e neuroni, e resterà aperta fino al 15 maggio.

Un anniversario che guarda avanti

Il trentesimo Dies academicus dell’USI si chiude così con uno sguardo che tiene insieme memoria e prospettiva. Se da un lato l’anniversario offre l’occasione per consolidare un’identità costruita nel tempo, dall’altro richiama la necessità di ridefinire il ruolo dell’università in una società attraversata da trasformazioni profonde.

In questo equilibrio tra radici e cambiamento si colloca la sfida dei prossimi anni: mantenere la funzione critica e formativa dell’ateneo, rafforzandone al contempo la capacità di incidere sul territorio e nel contesto internazionale.