passaporto-ticinoIl Passaporto del Ticino debutterà nel maggio 2027 con l’obiettivo di accompagnare turisti e residenti alla scoperta del territorio attraverso un sistema di tappe da visitare, timbri da collezionare e attività digitali. Il progetto è stato presentato il 21 ottobre 2026 allo Splash & SPA, durante una serata che ha riunito operatori e specialisti del settore per discutere anche delle trasformazioni in corso nel turismo ticinese. L’iniziativa, ideata da Stefano Mauri, direttore di Studio MACACO e responsabile del progetto Tesori del Ticino, e Michele Lo Nero, direttore di Business Key, propone una modalità di esplorazione che combina un supporto cartaceo con un’applicazione dedicata.

La stampa e la distribuzione saranno curate da Fontana Print. In vista del lancio, il progetto dovrà definire e sviluppare la rete di luoghi, partner e sponsor che contribuiranno alla realizzazione dell’esperienza.

Dal Giappone al Ticino, il modello dei timbri da collezionare

L’idea prende spunto dagli Eki Stamp giapponesi, timbri che i viaggiatori possono raccogliere durante gli spostamenti nel Paese. Diffusi in particolare nelle stazioni ferroviarie, questi segni rappresentano una testimonianza del viaggio e un ricordo delle località attraversate. La raccolta diventa così parte integrante dell’esperienza, trasformando ogni fermata in un’occasione per conoscere un luogo e conservarne una traccia.

Il Passaporto del Ticino intende trasferire questa logica nel contesto cantonale, adattandola a una destinazione caratterizzata da realtà territoriali differenti, dai centri urbani ai villaggi, dalle località lacustri alle aree montane. Il principio è semplice: ogni tappa visitata permette di arricchire il proprio passaporto, costruendo progressivamente una raccolta personale legata alle esperienze compiute.

Il progetto non si limita quindi a proporre un elenco di attrazioni da vedere, ma punta a introdurre una componente di partecipazione nella scoperta del territorio. La raccolta dei timbri dovrebbe incentivare le persone a spostarsi tra località diverse e a considerare anche destinazioni che normalmente restano fuori dai percorsi più frequentati.

Resta centrale, in questa impostazione, la capacità di rendere interessante la visita anche al di là del singolo punto di interesse. La riuscita dell’iniziativa dipenderà infatti dalla varietà delle tappe, dalla loro distribuzione geografica e dalla possibilità di collegare luoghi, attività e racconti in un percorso accessibile a pubblici differenti.

passaporto-ticinoUn passaporto cartaceo affiancato da un’app

Presentato da Stefano Mauri, il progetto prevede due strumenti complementari. Il passaporto cartaceo sarà il supporto fisico sul quale raccogliere le testimonianze delle visite, mentre l’applicazione digitale introdurrà meccaniche di gioco, sfide e premi.

La componente analogica punta sul valore del ricordo materiale: un documento da conservare e completare nel tempo, che possa raccontare le esperienze vissute e i luoghi raggiunti. L’app dovrebbe invece aggiungere stimoli per proseguire il percorso, attraverso attività che rendano la scoperta più interattiva.

L’integrazione tra i due strumenti risponde alla volontà di coinvolgere persone con abitudini e motivazioni diverse. Da una parte, la raccolta fisica dei timbri richiama il piacere del collezionismo; dall’altra, le funzionalità digitali possono sostenere la partecipazione attraverso obiettivi da raggiungere e nuove tappe da esplorare.

Il pubblico di riferimento comprende sia chi visita il Ticino per un soggiorno sia chi vive già nel Cantone. Tra i destinatari indicati figurano coppie, famiglie e persone interessate a conoscere meglio il territorio, comprese le sue località meno note.

Per i residenti, l’iniziativa potrebbe offrire un’occasione per riscoprire luoghi vicini ma poco frequentati, oppure per organizzare brevi escursioni in zone che non rientrano nelle abitudini quotidiane. Per i turisti, il passaporto potrebbe diventare uno strumento per ampliare il programma del soggiorno e distribuire le visite su più destinazioni.

La dimensione ludica rappresenta dunque uno degli elementi caratterizzanti della proposta. Il suo valore concreto dipenderà tuttavia dalla capacità di trasformare la curiosità iniziale in visite effettive e di mantenere vivo l’interesse anche dopo le prime tappe.

passaporto-ticinoIl Passaporto del Ticino e l’evoluzione del turismo cantonale

La presentazione del progetto è stata preceduta da tre interventi dedicati alle prospettive del turismo e alle modalità con cui il settore può generare valore per il territorio. Nadia Fontana Lupi, Elia Frapolli e Piero Almiento hanno affrontato il tema da angolazioni diverse, mettendo in relazione la qualità dell’offerta, il comportamento dei visitatori e la collaborazione tra gli operatori.

Il confronto ha fornito un contesto nel quale collocare l’iniziativa: la ricerca di nuove modalità per valorizzare le destinazioni non riguarda soltanto la promozione delle singole attrazioni, ma anche la capacità di costruire esperienze coerenti e di favorire una distribuzione più ampia delle visite.

Dalla promozione dei prodotti alla gestione dell’esperienza

Nadia Fontana Lupi, direttrice dell’Organizzazione Turistica Regionale Mendrisiotto e Basso Ceresio, ha illustrato il passaggio da una promozione incentrata sui singoli prodotti turistici a una gestione dell’esperienza complessiva dell’ospite.

L’approccio considera il soggiorno come un insieme di momenti e servizi che concorrono a determinare la percezione della destinazione. In questa prospettiva, la qualità dell’accoglienza e la possibilità di collegare proposte differenti assumono un ruolo rilevante quanto la presenza di attrazioni riconoscibili.

Tra gli aspetti evidenziati figurano la collaborazione tra gli operatori, l’utilizzo dei dati e l’attenzione alla sostenibilità. Elementi che possono contribuire a orientare le scelte, individuare le esigenze dei visitatori e costruire offerte più rispondenti alle caratteristiche delle singole aree.

La cooperazione tra realtà turistiche diventa particolarmente importante quando l’obiettivo è portare i visitatori oltre le destinazioni più consolidate. Un progetto come il Passaporto del Ticino potrebbe inserirsi in questa logica mettendo in relazione luoghi e proposte che, se presentati separatamente, rischierebbero di raggiungere un pubblico più limitato.

La sfida consiste nel creare collegamenti che risultino utili tanto a chi viaggia quanto alle comunità che ospitano le attività. Una maggiore circolazione dei visitatori, infatti, può generare opportunità economiche, ma richiede anche attenzione agli equilibri locali e alla qualità dell’esperienza offerta.

Autenticità e località meno frequentate

Elia Frapolli, consulente turistico indipendente ed ex direttore di Ticino Turismo, ha ripercorso le trasformazioni che hanno interessato il turismo cantonale e i fattori destinati a influenzarne l’evoluzione.

Tra i temi affrontati figurano la ricerca di autenticità, l’interesse per le località meno frequentate e la crescente attenzione alla qualità delle esperienze. Aspetti che riflettono un modo di viaggiare nel quale la visita non si esaurisce necessariamente nella conoscenza dei luoghi più conosciuti, ma può comprendere incontri, attività e scoperte legate alle caratteristiche specifiche di una destinazione.

In questo quadro, il gioco può diventare uno strumento per orientare i comportamenti. La raccolta dei timbri e il raggiungimento di obiettivi possono incoraggiare i partecipanti a includere nel proprio itinerario luoghi che una visita tradizionale, organizzata attorno alle attrazioni principali, potrebbe lasciare in secondo piano.

L’interesse del meccanismo risiede anche nella possibilità di dare una struttura a esplorazioni spontanee. Un passaporto da completare può offrire un motivo concreto per visitare una località, mentre l’esperienza sul posto resta legata alle caratteristiche del luogo stesso.

Affinché questo modello produca risultati, sarà importante che le tappe non siano considerate semplici punti da spuntare. La qualità delle proposte, la facilità di accesso alle informazioni e la capacità di valorizzare le peculiarità delle diverse località saranno determinanti per rendere l’iniziativa interessante nel tempo.

passaporto-ticinoCreare valore economico e coinvolgere le comunità

Piero Almiento, docente di Marketing e Management Turistico alla SDA Bocconi e consulente di Almiento & Partners, ha approfondito il ruolo delle esperienze nella creazione di valore economico diffuso.

Il suo intervento ha posto l’accento sulla necessità di fare rete e di valutare il successo turistico attraverso indicatori che vadano oltre il numero degli arrivi. La permanenza dei visitatori, la spesa effettuata sul territorio e la soddisfazione dei residenti sono elementi che consentono di comprendere meglio gli effetti dell’attività turistica.

Il tema è particolarmente rilevante per iniziative che mirano a distribuire le visite su più località. Portare un visitatore in un luogo meno frequentato può rappresentare un primo risultato, ma l’impatto economico dipende anche dalla sua disponibilità a fermarsi, usufruire dei servizi e conoscere le attività presenti.

Il coinvolgimento degli operatori diventa quindi una condizione importante. Una rete di tappe efficace dovrebbe permettere alle persone di passare da un’esperienza all’altra, favorendo occasioni di consumo e di conoscenza senza ridurre il viaggio a una sequenza di obiettivi da completare.

Anche il rapporto con i residenti merita attenzione. La crescita dei flussi turistici non costituisce di per sé una misura sufficiente del successo di una destinazione: conta anche la capacità di generare benefici condivisi, mantenendo un equilibrio tra le esigenze di chi visita e quelle di chi vive quotidianamente il territorio.

Il lancio nel maggio 2027 e il coinvolgimento dei partner

Il Passaporto del Ticino si inserisce nel dibattito sulle modalità con cui il Cantone può rendere più accessibili e riconoscibili le proprie risorse turistiche. La combinazione tra collezionismo, gioco e strumenti digitali punta a stimolare nuove visite e a costruire un legame personale con i luoghi scoperti.

La presentazione del 21 ottobre ha segnato l’avvio pubblico del progetto, mentre il lancio è previsto per maggio 2027. Nei mesi che precederanno la partenza sarà necessario sviluppare la rete delle tappe e coinvolgere le realtà interessate a partecipare in qualità di partner e sponsor.

La definizione di questa rete sarà uno dei passaggi centrali. La varietà delle località coinvolte, la qualità delle esperienze proposte e la facilità con cui i partecipanti potranno organizzare le proprie visite contribuiranno a determinare la capacità del progetto di raggiungere un pubblico ampio.

La presenza di un passaporto cartaceo e di un’applicazione offre due modalità di partecipazione, ma l’efficacia dell’iniziativa si misurerà soprattutto nella sua capacità di generare visite concrete, incoraggiare ritorni e favorire la conoscenza di località differenti.

Per il Ticino, il progetto propone dunque un modo ulteriore di mettere in relazione destinazioni e visitatori, affidando alla curiosità e alla dimensione ludica il compito di alimentare la scoperta. Il risultato dipenderà dalla capacità di trasformare questa idea in un’esperienza ben organizzata, capace di coinvolgere gli operatori e di produrre benefici riconoscibili per il territorio.