La storia di Lapalma parte da un piccolo garage e arriva ai mercati internazionali. Qual è il segreto di questo percorso?
«Tutto inizia nei primi anni Ottanta a Cadoneghe, in provincia di Padova, dove Dario e Romano Marcato cominciarono a costruire mobili a mano in un garage. Prima ancora avevano maturato un’esperienza nella meccanica di precisione, un patrimonio di competenze che ha segnato il loro modo di lavorare. Da allora l’azienda non ha mai perso quello spirito fatto di c
oncretezza, curiosità e voglia di migliorare continuamente. Oggi esportano in oltre ottanta Paesi nel mondo».
Lapalma è conosciuta soprattutto per gli arredi destinati agli spazi di lavoro. Come è cambiato l’ufficio negli ultimi anni?
«È cambiato profondamente. L’ufficio non è più soltanto un luogo dove lavorare, ma uno spazio di relazione, incontro e condivisione. Per questo vengono sviluppati sistemi, tavoli, sedute, divisori e complementi capaci di adattarsi a esigenze molto diverse, creando ambienti flessibili e accoglienti. Ogni prodotto nasce per favorire il benessere delle persone e accompagnare l’evoluzione dei nuovi modi di lavorare».
Il design italiano è il tratto distintivo di questa azienda. Che cosa significa oggi progettare secondo questa filosofia?
«Il design non coincide mai con il semplice esercizio estetico. Significa cercare equilibrio tra forma, funzione e qualità costruttiva. Ciò vuol dire ispirarsi alla tradizione italiana del “bello e ben fatto”, curando ogni dettaglio, anche quello che normalmente rimane invisibile. La ricerca si orienta verso linee essenziali, destinate a durare nel tempo, evitando le mode passeggere e privilegiando oggetti che possano accompagnare la vita delle persone per molti anni».
L’innovazione è un altro elemento che caratterizza Lapalma. Come si coniuga con la vostra tradizione artigianale?
«La tecnologia è uno strumento, non un fine. L’azienda ha investito costantemente in macchinari e processi produttivi all’avanguardia, ma senza rinunciare al valore dell’esperienza artigianale. Molte lavorazioni, dall’assemblaggio ai controlli di qualità, vengono ancora eseguite manualmente, perché precisione industriale e sensibilità umana possono convivere e rafforzarsi a vicenda».
Parlare oggi di design significa inevitabilmente parlare anche di sostenibilità…
«La sostenibilità non è una tendenza recente, ma un percorso iniziato molti anni fa. Significa scegliere materiali certificati, ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, investire in energie rinnovabili e progettare prodotti destinati a durare nel tempo. Nella sede di Cadoneghe si utilizza energia solare e geotermica e sono controllate internamente tutte le fasi della produzione, perché la qualità passa anche attraverso la responsabilità verso l’ambiente e le persone».
In conclusione, qual è la filosofia che guida oggi Lapalma?
«Può essere riassunta con un concetto semplice: progettare per vivere meglio. Ogni sedia, tavolo o sistema nasce dall’idea che gli spazi influenzino il benessere di chi li abita. Per questo l’azienda continua a collaborare con designer internazionali, e investe nella ricerca pur mantenendo salde le proprie radici manifatturiere. L’obiettivo non è semplicemente realizzare mobili, ma contribuire a creare ambienti armoniosi, funzionali e capaci di migliorare la qualità della vita quotidiana».



