Il Concorso, così soprannominato da appassionati e addetti ai lavori, è uno dei più importanti ed esclusivi raduni internazionali di auto storiche e rappresenta la massima espressione del collezionismo mondiale in termini di stile, valore commerciale ed attrattività per un pubblico di alta gamma.

È proprio per soddisfare queste esigenze che nel 2021 gli organizzatori, fra il quali BMW Classic, hanno deciso di predisporre un incontro almeno riservato ai professionisti del settore, trasferendo il raduno negli spazi concessi dal Grand Hotel Villa D’Este di Cernobbio, ed in attesa che l’anno prossimo le condizioni sanitarie permettano di tornare al tradizionale appuntamento di fine maggio, nella abituale location dei giardini della vicina Villa Erba.

Sulla importanza del Concorso e del settore auto storiche di alta gamma abbiamo incontrato Dominik Fischlin, uno dei massimi esperti internazionali e, almeno per quanto riguarda l’Italia, membro della commissione esaminatrice dell’evento di Cernobbio e della altrettanto nota Mille Miglia, oggi gara di regolarità a tappe.

“Sono passati ormai vent’anni da quando ho iniziato a collaborare con il comitato che seleziona le vetture da ammettere a Cernobbio. Il primo posto nel collezionismo di auto d’epoca è occupato dal raduno che dal 1950 si svolge negli Usa, in California, a Pebble Beach, che ogni anno espone duecento vetture, ma che tuttavia è capofila anche di un ricchissimo numero di ulteriori manifestazioni collaterali. Subito dopo, a pari merito, troviamo il Concorso di Cernobbio, dove però vengono ammessi solo una cinquantina di esemplari selezionatissimi”.

“Le manifestazioni di questo tipo”, prosegue Fischlin, “attraggono un pubblico internazionale, anche di giovani, malgrado per il momento questi ultimi non dispongono delle disponibilità finanziarie per accedere al collezionismo di alta gamma”.

È interessante notare che anche il mondo delle auto d’epoca mostra sensibilità che variano in base alla appartenenza geografica.

“Per esempio”, osserva l’esperto, “il mercato asiatico è diverso da quello europeo ed americano che condividono caratteristiche fondamentalmente simili. Questo perché la società orientale ha sviluppato una cultura automobilistica solo a partire dagli Anni Settanta, a differenza di quella occidentale che la vive da oltre un secolo”.

Anche la digitalizzazione, che ci siamo trovati costretti ad accettare nei mesi scorsi, sembra non impensierire più di tanto l’universo delle auto storiche.

“Nell’attuale epoca in apparenza destinata ai contatti informatici, solitari, i concorsi di eleganza si distinguono per consentire al pubblico di avvicinare, toccare e persino vivere la magia delle vetture d’epoca. A differenza della realtà virtuale, quella delle auto storiche è una esperienza da apprezzare di persona. Certo, il particolare momento socio-economico che stiamo attraversando sembra proporci la realtà artificiale come unica alternativa. Ma sono sicuro che torneremo presto alle manifestazioni in presenza, dal vivo. In particolare, la Villa d’Este e la Villa Erba di Cernobbio sono locations che si distinguono per il loro valore storico-culturale, perché esprimono i valori di una tradizione, stilistica oltre che tecnica, incomparabile, unica al mondo. Ecco perché la manifestazione di Cernobbio, sino dalla prima edizione del 1929, è riuscita ad imporsi come la cornice ideale per presentare vetture esclusive, di alta gamma”.

Valore storico e rigorosa autenticità: sono questi i principali elementi che rendono il Concorso di Cernobbio non solo un evento unico ma impegnano pubblico, esperti e partecipanti ad approfondite verifiche sui modelli esposti.

Per esempio, nei giorni scorsi la giuria del Concorso ha conferito il titolo di “Best of Show” ad una Ferrari 250 GT TDF Coupé Pinin Farina del 1956, il cui passato, riassunto dalla scheda tecnica della casa d’aste RM Sotheby’s, giustifica meglio di ogni altra spiegazione la rarità delle vetture esposte, e che ora vale la pena di raccontarvi.

Il numero di telaio di questa Ferrari è ancora originale e conferma la data di produzione, 23 aprile 1956, ed addirittura la partecipazione alla Mille Miglia dopo solo cinque giorni dalla prima messa in strada.

Nel corso della sua lunga storia questa auto si imporrà anche al Tour de France, guidata dal rallista transalpino Rene Trautmann.

In seguito arriva in Svizzera, acquistata dal collezionista elvetico Rob de la Rive Box, ed infine viene esposta per oltre un trentennio all’Egeskov Veteranmuseum di Kvaerndrup nelle vicinanze del castello del suo nuovo proprietario, il nobile danese Claus Ahlefeld.

Nel 2000 la vettura giunge negli Stati Uniti.

Viene sottoposta ad un minuzioso restauro premiato nel Concorso di Pebble Beach.

Oggi è di proprietà del collezionista americano Brian Ross, che pochi giorni fa è finalmente riuscito ad esporla anche a Cernobbio.

L’immagine:
Crediti Press BMW – Media Library