“La sera sono stata al Quartetto, era molto interessante perché Mendelssohn suonava il suo Trio. Da tanto tempo desideravo sentirlo di nuovo da lui. Poi c’è stato il bellissimo Quartetto in mi bemolle di Beethoven e infine ha concluso Mendelssohn con due delle sue precedenti Romanze senza parole e poi altre due nuove. Non conosco nessun interprete le cui esecuzioni mi facciano sentire così bene e realmente non saprei dire in quale genere preferisco sentirlo, suona tutto con la stessa maestria.”.
È il gennaio 1841 e a scrivere queste righe è una delle personalità femminili più profilate di tutta la cultura ottocentesca: la compositrice e pianista Clara Wieck, moglie di Robert Schumann e intima amica di Johannes Brahms. Luogo di questa confidenza è l’insolito quanto appassionante diario che i due sposi Schumann tennero congiuntamente per quattro anni: “Questo piccolo quaderno diventerà il resoconto quotidiano di tutto quanto concerne la nostra casa e la nostra vita coniugale” scrisse Robert nella dedica. E proprio tra gli appunti giornalieri – scambiati senza alcun filtro dalla più influente coppia di tutta la musica romantica – progressivamente emerge con particolare forza la personalità di un collega musicista, che sembra riunire tutte le qualità umane e musicali: l’abilità dell’interprete, la fantasia dell’autore, l’intelligenza del critico, la passione del melomane. Era Felix Mendelssohn, a proposito del quale Clara ancora scriveva: “In quell’uomo c’è davvero tutto: vita, spirito!”.
In effetti è difficile trovare in Germania a inizio Ottocento un musicista culturalmente completo quanto Felix Mendelssohn. Nato ad Amburgo in una famiglia ebraica convertita al protestantesimo, beneficiò di una solida educazione sia umanistica sia musicale, potendo anche frequentare personalità del calibro di Wolfgang Goethe e intraprendere lunghi viaggi di formazione all’estero. Dopo aver esordito come pianista a otto anni, si dedicò alla composizione fin dall’adolescenza mostrando già uno stile originale e personale; una carriera condotta sul doppio binario interprete/creatore che rapidamente si allargò a tutta Europa, con epicentro la città di Lipsia. Nella città sassone Mendelssohn si stabilì fino alla morte, avvenuta prematuramente nel 1847, e grazie alla sua operosità (dal 1835 assunse la carica di direttore della Società dei concerti del Gewandhaus e nel 1843 fondò anche il Conservatorio) Lipsia divenne uno dei maggiori centri musicali d’Europa.
Ed è alla statura musicale e culturale di Felix Mendelssohn che la rassegna di LuganoMusica rende particolare omaggio con un focus a lui dedicato. Etienne Reymond, direttore artistico di LuganoMusica, afferma: “Tra i punti salienti della stagione 2019-20 ci sarà la presenza di una delle più antiche orchestre al mondo: la Gewandhausorchester di Lipsia, che verrà da noi per ben due serate. Il valore del suo direttore musicale lo avevamo già potuto conoscere nel 2015, per l’ultima edizione di LuganoFestival: Andris Nelsons, il giovane maestro lettone acclamato nelle principali capitali culturali, da Berlino a Vienna, da Londra a Boston. Come solisti accanto alla Gewandhausorchester avremo dapprima Rudolf Buchbinder, che la scorsa stagione ci ha affascinato con un recital, e poi Gautier Capuçon, che per l’intera stagione sarà Artista in residenza. Tra i Kapellmeister più prestigiosi del Gewandhaus vi fu Felix Mendelssohn: delle sue più belle composizioni presenteremo una selezionata retrospettiva, attraverso vari programmi sinfonici e concerti di musica da camera”.
Il pubblico avrà la possibilità di scoprire alcuni gioielli della produzione cameristica di Felix Mendelssohn, tra cui un trio, un quartetto per pianoforte e la seconda sonata per violoncello e pianoforte. “Pagine di un’incredibile profondità musicale, quasi inaspettata, se si pensa che Mendelssohn viene, di tanto in tanto, accusato di essere superficialmente elegante” dichiara Reymond. La Gewandhausorchester Leipzig, diretta da Andris Nelsons, eseguirà la Sinfonia Scozzese; la Chicago Sympony Orchestra, sotto la direzione di Riccardo Muti, aprirà il concerto con l’ouverture da concerto Calma di mare e felice viaggio; mentre la Luzerner Sinfonieorchester sarà impegnata in un programma, il cui cardine è il Concerto per violino eseguito da Gil Shaham, uno degli interpreti più rilevanti del nostro tempo.
Programma del Focus Mendelssohn
ORCHESTER SINFONICHE
- Me 23.10.2019 | Sala Teatro | ore 20:30, ore 19.30 Presentazione del concerto
Gewandhausorchester Lipsia
Andris Nelsons, Gewandhauskapellmeister, direttore
Gautier Capuçon, violoncello
Gustav Mahler
Blumine
Robert Schumann
Concerto per violoncello e orchestra in la minore, op. 129
Richard Wagner
Ouverture da L’olandese volante
Felix Mendelssohn
Sinfonia n. 3 in la minore, op. 56 Scozzese
- Gio 23.01.2020 | Sala Teatro | ore 20:30, ore 19.30 Presentazione del concerto
Orchestra Sinfonica di Chicago
Riccardo Muti, direttore
Felix Mendelssohn
Calma di mare e felice viaggio, ouverture da concerto, op. 27
Paul Hindemith
Sinfonia Mathis der Maler
Antonin Dvořak
Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal nuovo mondo
- Fare il 16.02.2020 | Sala Teatro | ore 17:00
Luzerner Sinfonieorchester
James Gaffigan, direttore
Gil Shaham, violino
Gyorgy Ligeti
Concerto Rômanesc
Felix Mendelssohn
Concerto per violino e orchestra in mi minore, op. 64
Jean Sibelius
Sinfonia n. 2 in re maggiore, op. 43
MUSICA DA CAMERA
- Ma 05.11.2019 | Teatrostudio | ore 20:30
Focus Mendelssohn 1
Robert Kowalski, violino
Danilo Rossi, viola
Gabriele Carcano, pianoforte
Felix Mendelssohn
Allegro brillante per pianoforte a quattro mani, op. 92
Trio n. 1 in re minore, op. 49
Benjamin Britten
Lachrymae
- Ve 08.11.2019 | Teatrostudio | ore 20:30
Focus Mendelssohn 2
Paolo Beltramini, clarinetto
Corrado Giuffredi, clarinetto
Robert Kowalski, violino
Danilo Rossi, viola
Enrico Dindo, violoncello
Gabriele Carcano, pianoforte
Felix Mendelssohn
Quartetto per archi e pianoforte n. 3, op. 3
Konzertstuck per due clarinetti e pianoforte n. 2, op.114
Paul Hindemith
Sonata per violoncello solo, op.25/3
Felix Mendelssohn
Sonata per violoncello e pianoforte n. 2 in re maggiore, op. 58
- Do 02.02.2020 | Teatrostudio | ore 17:00
Quartetto Schumann
Erik Schumann, violino
Ken Schumann, violino
Liisa Randalu, viola
Mark Schumann, violoncello
Wolfgang Amadeus Mozart
Quartetto per archi n. 20 in re maggiore, KV 499 Hoffmeister
Dmitrij Šostakovič
Quartetto per archi n. 9 in mi bemolle maggiore, op. 117
Felix Mendelssohn
Quartetto per archi n. 4 in re minore, op. 44 n.