Tutto ebbe inizio alla metà degli anni Sessanta…
«Il 1964 fu un anno speciale per gli americani: la benzina costava 30 centesimi a gallone, i Beatles erano in cima a tutte le classifiche nella patria di Elvis, e nei cinema veniva proiettato il film “Dalla Russia con Amore” con un giovane Sean Connery nei panni dell’inossidabile agente 007. La società statunitense era improvvisamente diventata folle per lo stile europeo, dalla musica ai film, dalle automobili ai beni di lusso: il team di sviluppo della Ford Mustang non fece eccezione, creando una vettura dal muso aggressivo e innovativo, con un cofano lungo e sagomato unito alla linea di cintura bassa e filante. Il risultato doveva essere un’automobile ispirata alle supercar nostrane, pur mantenendo una stretta identità americana con linee squadrate e grossi motori ad aste e bilancieri.
E finalmente arrivo la Mustang…
«Il 17 Aprile 1964, al Flushing Meadows Park di New York, la Ford Mustang fu finalmente svelata al pubblico, e il successo arrivò con tutta la forza di quegli anni: la fabbrica aveva previsto 100 mila unità vendute in un anno, ma soltanto nel primo mese ne furono ordinate 22 mila. Il vero punto di svolta arrivò con l’iniezione di cavalli operata da Carrol Shelby sul V8 “hi-po” che equipaggiava le versioni più performanti, dando alla luce la mitica GT350, seguita a breve dalla GT500 che grazie alla motorizzazione 428 Cobra Jet divenne il simbolo delle Muscle Car. Per dieci anni la Mustang fu un best seller, grazie ai continui affinamenti e alle molteplici possibilità di personalizzazione: la carrozzeria era disponibile in tre versioni (cabriolet, hard top e coupé) mentre le combinazioni tra motore e cambio offrivano 11 varianti diverse. La Ford Mustang poteva essere una tranquilla cabriolet con circa 250 cavalli, una potente coupé da 430 cavalli o una lussuosa berlina a due porte, grazie all’allestimento Grande. Il tutto a partire da 2.300 dollari, un prezzo più che onesto per un mito di tale portata».
Quanto è radicato, soprattutto nei giovani, il culto per questo genere di vetture?
«Queste auto piacciono perché interpretano una certa idea di forza e di potenza che non è mai tramontata. E poi sono molto richieste per iniziative pubblicitarie e promozionali tese a ricreare il clima di quegli anni. Il problema è trovare modelli in uno stato di conservazione accettabile, ad un costo abbastanza contenuto. Noi grazie alla nostra rete di conoscenza abbiamo efficaci canali di approvvigionamento, ma è sempre più difficile trovare vetture valide, che meritino cioè di essere restaurate».
Uno dei problemi maggiori immagino sia quello di reperire i pezzi di ricambio,,,
«Assolutamente sì. Anche se per questo genere di vetture gli appassionati non ricercano soltanto pezzi originali. Per questo è più facile intervenire disegnando noi stessi i pezzi mancanti o apportando modifiche tese ad accrescere le prestazione dell’auto. Ovviamente internet ci aiuta molto nella ricerca di ricambi e accessori o d’epoca o rifatti secondo i modelli originali».
Da dove provengono questi appassionati collezionisti?
«Direi un po’ da tutta la Svizzera, con un budget di spesa accessibile per una vettura che a modo suo ha scritto un pezzo della storia dell’automobile e non solo».