Pochi sanno che Linkedin è diventato lo strumento per eccellenza per affermare il proprio Brand Personale e aziendale. C’è ancora molta gente che pensa a Linkedin come a un portale dove inserire il proprio curriculum per trovare lavoro. E ovviamente concepisce il profilo personale come fosse un curriculum cartaceo. Trascrive esattamente ciò che ha preparato su un paio di fogli A4, copia-incolla insomma. Nulla di più sbagliato, la maniera peggiore per usare Linkedin. Eppure ormai sono circa 650 milioni i profili Linkedin, abbastanza numerosi per capire che non sono semplicemente curricula. E che dire poi delle pagine aziendali Linkedin che si stanno rapidamente affermando? Più di 30 milioni di pagine aziendali che rappresentano l’unico “sito” fatto di persone. Dentro le pagine aziendali confluiscono i singoli profili personali dei collaboratori appartenenti alla stessa impresa. Considerare poi profili e pagine come elementi statici è un altro grave errore. Da quanto tempo per esempio non fai manutenzione al tuo profilo? Il che non significa mettere mano ai dati anagrafici, ma inserire cosa ci sia di nuovo nel tuo di sistema di “competenze”. E se non c’è qualcosa di nuovo il problema non è il profilo Linkedin, ma sei tu! Mi spiego meglio: hai intrapreso nuovi progetti, stai frequentando corsi di formazione, hai imparato meglio una lingua straniera? In pratica se non fai manutenzione delle tue competenze non stai al passo con i tempi. Il tuo profilo dovrebbe quindi riportare questi aggiornamenti, e la frequenza con cui lo fai è direttamente collegata agli aggiornamenti stessi. La socialità sta nella rete che ti devi creare. Se non c’è rete non c’è socialità. Linkedin indica in almeno 500 contatti il numero minimo per avere una sufficiente interazione con la propria comunità. Ma la socialità è un processo dinamico, non statico, vediamo nel seguito come funziona. Ecco i 3 ingredienti fondamentali per rendere il tuo “Digital Branding” veramente esplosivo ed attrattivo, vediamoli in dettaglio: 1. profilo personale; 2.pagine aziendali; socialità.

Il profilo personale su LinkedIn

A che serve la pagina personale? E’ il luogo dove ci parli di chi sei, cosa fai, chi aiuti. Qual è la tua missione aziendale? Parlerai dei tuoi successi passati e dei tuoi progetti futuri. Il profilo deve essere scritto in un tono personale, vero, spontaneo. Non è un curriculum vitae come tradizionalmente lo intendiamo. Chi ti conoscerà poi dal vivo non deve avere sorprese! Questa è la tua pagina personale su LinkedIn, tua e solo tua, con nome e cognome. Per favore non cominciarla con il titolo professionale di Ing. o dr. Indica Nome e Cognome e basta. Molta cura va dedicata alla parte delle “competenze” e delle “segnalazioni”. Le competenze devono essere in accordo con ciò che fai. Se sei architetto e ti occupi di progettazione d’interni, e la tua principale competenza che appare è “esperto Word”, c’è qualcosa che non va. Le competenze vengono indicate da te ma vanno poi votate dalla tua rete di contatti. Indica le 3 competenze che meglio identificano il tuo lavoro. Tra le 50 competenze che puoi utilizzare solo le prime tre sono quelle che contano veramente.

Passiamo alle “segnalazioni”. Nel mondo reale ti è mai capitato di segnalare qualcuno per le sue capacità? Ad esempio ti hanno chiesto se conosci il cardiologo “tal dei tali” o se il venditore dell’autosalone XYZ sia una persona seria? Ci facciamo tutti delle opinioni sulle nostre esperienze di acquisto, portali come Booking o TripAdvisor insegnano. E siamo disposti a parlarne con altri. Lo stesso avviene per il profilo personale di Linkedin, che presenta segnalazioni scritte per qualcuno. Se siamo disposti a metterci la faccia per segnalare un nostro contatto vuol dire che abbiamo riportato esperienze positive con quella persona, indicando se eravamo nella stessa azienda, se abbiamo lavorato allo stesso progetto, se ne eravamo il mentore, ecc.

La pagina dell’azienda LinkedIn

Nella tua azienda potresti essere l’unico collaboratore, se lavori da solo, oppure ci possono essere altri colleghi. Quando tutti indicate lo stesso logo per citare l’azienda per la quale lavorate, automaticamente andate a popolare la vostra pagina aziendale. Le pagine aziendali vanno curate attraverso il corretto inserimento dei singoli profili personali dei collaboratori, che devono rispettare delle precise “policy”. Hai creato le tue “policy” in azienda? Diversamente potresti correre dei grossi rischi. Le aziende sono fatte di persone, giusto? E le pagine aziendali Linkedin ne sono la massima espressione. Qui potete trovare pagine composte da una sola persona come da 10.000, 100.000 o dalle 185.000 persone di Apple. Anche Facebook ha la sua pagina aziendale in Linkedin, con più di 45.000 dipendenti inseriti. Particolare attenzione va posta alla foto di sfondo rappresentativa dell’azienda. Interessante su questo vedere il confronto tra le foto di Apple e General Electric. Vai in Linkedin e controlla da solo. 

Bisogna quindi affrontare il problema in azienda di quale immagine e coordinamento dare ai profili aziendali. In una parola: non pensare solo al tuo profilo personale, renditi conto che tutto va a finire nella tua pagina aziendale. E’ un pò come succede per i loghi o le divise aziendali. Ci sono forme e colori che costituiscono il denominatore comune che danno identità all’azienda. Non ti immagineresti mai di vedere un furgoncino di “La Posta” di colore verde, giusto?

Chi dovrebbe vigilare sulle pagine aziendali? Le risorse umane, il marketing, l’ICT? Nuovi compiti quindi si stanno affermando con l’avvento dei social, e i ruoli aziendali non sono così chiaramente definiti. Urge l’attribuzione di responsabilità specifiche in queste materie.

Cosa contengono ancora le pagine aziendali? Annunci di lavoro, posizioni ricercate, andamento dei dipendenti in termini di entrate e di uscite.

Socialità

Quando si parla di socialità in Linkedin il primo passo da fare non è su come tecnicamente scrivere un post o un articolo. Se lo fai ti accorgerai subito che resterai con le dita bloccate sulla tastiera, chiedendoti: e adesso cosa scrivo? Per risolvere questa impasse il primo esercizio che faccio fare nei miei Per-Corsi di formazione è sul cambio di mentalità, dal vecchio mondo al nuovo. Alcune utili indicazioni:

– Non parlare di te stesso, niente autoreferenzialità ma fornisci informazioni di valore utili per il tuo pubblico. Scegli quindi un argomento e fornisci un tuo parere, un tuo pensiero che contribuisca a creare discussione.

-I profili personali e le pagine aziendali rappresentano le “carte di identità” digitali di persone ed organizzazioni, ma se lasciate “statiche” vengono meno al concetto della dinamicità tipica dei social. Tutta la parte dinamica che nel vecchio mondo è fatta di incontri fisici, visite aziendali, fiere viene gestita nel digital attraverso discussioni e partecipazioni su argomenti, di carattere professionale.

-Poni domande che siano di stimolo per una discussione. Dovranno essere domande “aperte”, ossia quelle che generano risposte che coinvolgano il tuo pubblico negli aggiornamenti. Le risposte alle domande contribuiscono a creare nuove occasioni di relazioni. Così diventerai una calamita per il tuo pubblico, la parola d’ordine è attrarre, non spingere!

Se nel mondo reale i tuoi interessi professionali sono nel mondo dell’innovazione probabilmente frequenti università e centri di ricerca, giusto? Se invece sei un buyer andrai a delle fiere di settore. In una parola ti rivolgi a dei “Gruppi” ben identificati. Linkedin ti dà la possibilità di partecipare a molti gruppi, utili per te, con un click. Puoi iscriverti a 50 gruppi di tuo interesse, interagire con questi, porre domande, ingaggiare discussioni, coltivare relazioni. I gruppi sono uno strumento potente per lo sviluppo della socialità digitale, perché sono mirati, non dispersivi e con grandi denominatori comuni.

E come misurare se stai lavorando bene nel mix profilo/pagina/socialità? Per questo c’è il Social Selling Index di Linkedin, brevemente SSI, che calcola come stai lavorando. È’ basato su 4 indicatori:

Profilo Linkedin; Socialità; Persone giuste da trovare: Creare relazioni.

È un indice che solo tu puoi conoscere, a tal fine ho messo a tua disposizione questo indirizzo per poterlo calcolare: https://www.simonatopartners.com/linkedin-sales-navigator/ Segui le istruzioni e otterrai immediatamente il tuo SSI.  È utile controllare questo indice almeno una volta alla settimana, in maniera tale da capire quali sono i punti sui quali migliorare. Non ti scoraggiare se è troppo basso, siamo tutti all’inizio di una nuova era, e come tutti i cambiamenti, si parte sempre con un piccolissimo passo: il coraggio di cominciare!

gianni.simonato@myacademypmi.com