Lei è una donna dalla personalità energica e solare, un lato che ritroviamo anche nelle sue creazioni. Perché la scelta di diventare designer di questi gioielli?
«Vivo le mie creazioni come qualcosa di spirituale, come mezzo capace di infondere benessere: non sono semplici gioielli, sono pezzi che vivono attraverso le pietre; materiali nobili come l’agata, il corallo, l’ametista, le perle, il quarzo, l’onice, pietre preziose ed elementi con portano significati intensi, che sono forgiati dal tempo, cresciuti in una natura che è viva, che muta e scandisce il ritmo della vita.
Come sceglie i materiali, come prendono vita queste creazioni, che sono tutti pezzi unici?
«Le pietre vengono selezionate e mi arrivano direttamente a Madrid dall’India; lavoro in modo molto sensoriale, le posiziono accanto me e osservandole cerco di immaginare cosa possono diventare. Una forma, un colore, un abbinamento mi può comunicare un’idea. Cerco di capire quello che mi trasmettono e poi le plasmo, come un bimbo che vuole prendere vita: creare mi affascina, trasmette il lato profondo di una persona».
Cosa ama maggiormente come oggetto delle sue creazioni?
«Prediligo le collane e gli orecchini, amo i gioielli grandi, evidenti, esplosivi, quelli che non passano mai inosservati, ma che lo fanno con stile e con classe. Voglio sempre creare degli accessori che siano perfetti anche su abiti semplici, che donano quel tocco creativo particolare, ideali per l’estate e per l’inverno e che raccontino le mie origini ungheresi e latine, due anime della stessa medaglia».
I suoi gioielli hanno la caratteristica di essere molto colorati; come sceglie questi abbinamenti sempre perfetti?
«Abbino i colori in modo molto naturale, vedo e osservo la moda, il mondo che mi circonda e mi lascio trainare anche dalle mie sensazioni. Ho anche studiato moda e quindi la mia formazione mi aiuta molto nel mixare correttamente le cromie».
Uno dei gioielli più particolari è il bracciale con la fascia in metallo e la pietra trasparente: un gioco di luce assolutamente unico. Immagino ci sia un grande studio dietro ad una creazione così precisa.
«In realtà è la naturalezza della pietra a rendere possibile questa creazione. Il colore dell’oro aiuta ad accentuare la luminosità, ma è la poesia della pietra trasparente che permette alla luce di filtrare, di non rimanere intrappolata e quindi di vedere i due lati della pietra. E’ la stupefacente magia di quello che la natura crea!».
Cosa non vedremo mai nelle creazioni di Marina Danko?
«Non ci saranno mai gioielli piccoli: solo pezzi evidenti che possono dare colore, trasmettere energia e accendere ogni look».
Ci sono diverse idee nella collezione: collane dal taglio contemporaneo e creazioni che si ispirano al Messico…
«I modelli sono molteplici, da quelli più naturali, fino alle collane messicane: pezzi lunghi, alcuni con dettagli in oro, altri con pietre infilate una sull’altra; ci sono più idee, più anime, tanti gioielli per tante donne».
Una storia iniziata da molti anni e oggi proiettata verso un mercato internazionale…
«È vero. I miei gioielli sono originali, pezzi unici e la prima collezione risale al 1998 con la prima esposizione dove raccontavo i 4 chakra del corpo. Studio molto, osservo, mi faccio ispirare dal mio quotidiano, approfondisco quello che mi appassiona e lo trasporto nelle creazioni. Oggi siamo presenti in varie parti del mondo: Florida, Madrid, Barcellona, Colombia, Lugano e stiamo aprendo nuovi mercati poco a poco».
Un’ultima domanda: che rapporto ha con le sue clienti?
«Ottimo! Amo moltissimo il rapporto diretto con la cliente, ascoltare, conoscere le sue idee, consigliarla. Non c’è nulla di più bello che trovare la giusta pietra, la giusta creazione, per la giusta persona!».