Un anno di trattative per arrivare (era l’aprile 2016) ad ufficializzare il nuovo assetto di Artsana, la catena con sede amministrativa e produttiva tra le provincie di Como e Milano, che ha nel portafoglio, tra gli altri, il rinomato marchio per l’infanzia Chicco e quelli nel settore salute PIC e Control.  Una società che nel 2015 ha registrato ricavi consolidati per 1.420 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 126 milioni. Ora, a circa 8 mesi da quell’annuncio, arriva un’altra firma destinata a fare la storia di questa azienda e, di conseguenza, del territorio che la ospita: la cessione del marchio Lycia all’italiana Sodalis Group. Facciamo un passo indietro: la famiglia Catelli, proprietaria dell’azienda fin dalla fondazione (avvenuta nel ’46, nell’immediato dopoguerra) durante la passata primavera cede il 60% delle quote di Artsana S.P.A., e quindi la maggioranza, alla società d’investimento Investindustrial, guidata dall’imprenditore milanese Andrea Bonomi, impegnato negli ultimi anni nell’acquisizione di marchi di prestigio come Aston Martin, B&B e Sergio Rossi. La famiglia Catelli resta in società grazie all’ulteriore 40%. Michele, uno dei figli del fondatore Pietro, diventa presidente e Claudio De Conto (ex Dg di Pirelli, consigliere di RCS, Prysmian e Generali) viene confermato nel suo ruolo di amministratore delegato, così da garantire la continuità gestionale. 

Perchè? A chi conviene? Quale è lo scopo dell’operazione? Secondo la stessa Investindustrial, «l’acquisizione permette ad Artsana di accelerare la strategia di crescita sui mercati internazionali, focalizzandosi su marchi ad alto potenziale al fianco di un partner che si distingue per un approccio industriale e una forte vocazione alla valorizzazione globale dei marchi del made in Italy». E la famiglia Catelli che cosa ci guadagna? Lo lascia intendere lo stesso Bonomi, quando risponde riguardo ai suoi primi intenti in azienda: «Il management di Artsana ha dimostrato grande lungimiranza, non solo nello sviluppo del business, ma anche in ambito sociale: con loro condividiamo i valori che hanno reso Artsana un gruppo di eccellenza sotto tutti gli aspetti nel panorama italiano e internazionale. Siamo pronti a investire importanti risorse umane e finanziarie, in questo percorso comune di crescita, che ci porterà a raggiungere importanti traguardi». Ed esplicita Michele Catelli: «Siamo lieti di aver trovato in Investindustrial la nostra stessa visione e volontà di contribuire all’affermazione dei brand italiani sui mercati internazionali. Artsana è un gruppo multinazionale, con presenza in circa 100 paesi e siamo convinti del suo ulteriore potenziale di crescita. Con il supporto dei nuovi azionisti, i piani di espansione del gruppo saranno accelerati e rimarrà costante la focalizzazione su ricerca e sviluppo, che è da sempre la chiave del successo dei nostri prodotti. Siamo molto fieri del percorso fatto finora e grati alle persone di Artsana che lo hanno reso possibile. Siamo felici di proseguire il nostro impegno al fianco di Investindustrial». Un impegno che evidentemente già prevedeva altre importanti modifiche dell’assetto societario, e qui arriviamo ai giorni nostri. Appena firmato, nei primi giorni dell’anno sarà effettivo il passaggio di proprietà del marchio Lycia, brand storico nel settore della cosmesi e dell’igiene. A vendere è la stessa Artsana, mentre l’acquirente è Sodalis Group, la società italiana, leader nei mercati Personal, Beauty and Home Care, già a capo di marchi del settore come Vidal, Denim, Fresh&Clean e Leocrema. Il gruppo integrerà Lycia nel proprio portafoglio, attraverso la controllata Sodalco.  Le motivazione, ovviamente, sono di carattere strategico e mirano a coprire a 360° il mercato nel settore. Infatti, spiega Fabio Granata, CEO di Sodalis «questa acquisizione é altamente strategica: Lycia é una marca di grande valore, che ci permetterà di coprire il segmento dei deodoranti e di rinforzare la nostra presenza nel mercato della depilazione e delle salviette umidificate». De Conto spiega invece le motivazioni di Artsana: «La scelta del partner è stata presa per consentire la valorizzazione di Lycia all’interno di un gruppo italiano focalizzato e sulla base della volontà di quest’ultimo di intraprendere una stabile relazione industriale, mantenendo la produzione presso il nostro stabilimento». Infatti i prodotti Lycia continueranno a essere realizzati nella fabbrica Artsana di Gessate, in provincia di Milano, una zona logisticamente servitissima, con un indotto già ampiamente rodato e tecnici specializzati di cui si sarebbe rischiata l’emoragia nel caso di spostamento della produzione. In più la scelta eviterà trasferimenti coatti o peggio licenziamenti, di fatto permettendo tra l’altro alle due società di concludere l’accordo senza incappare in spinose questioni sindacali. Ingente sarà anche il risparmio sul piano puramente pratico, non essendoci la necessità di spostare altrove macchine e magazzino.