Oggi bisogna restare a casa, e in moltissimi sui social ne stanno sperimentando le gioie: spuntano cuochi provetti, pasticceri, c’è chi si esibisce in danze o chi addirittura si è scoperto parrucchiere a domicilio. Un’opportunità per mettersi alla prova e passare il tempo divertendosi. I post che scarseggiano invece sono quelli legati alle attività domestiche che sono all’ordine del giorno anche al di fuori di una quarantena.

Forse perché dato più per scontato, forse perché è sempre stato un “lavoro fantasma” o forse perché non è così divertente, il riconoscimento alle casalinghe non è mai stato all’altezza. Ma essere casalinga, o un casalingo, è effettivamente un lavoro? Già nell’800 c’era una separazione tra luoghi di produzione ed economie domestiche e questa netta divisione si rispecchia anche nella nostra società dove il lavoro salariato e quello casalingo appartengono a due mondi diversi.

I compiti affidati ad una casalinga però sono molteplici, anche per quelle persone che svolgono anche un’altra professione. Le casalinghe lavorano per mantenere all’interno della propria casa un ordine, e con ordine non si intende solo pulizia, si intende un’armonia, un’armonia che viene riflessa su tutti i membri della famiglia. Quindi a chi resta a casa, o a chi decide al di fuori del suo lavoro di dedicarsi anche a questo compito, spetta il ruolo di educatore.

Non è una regola scritta, ma se una moglie si dedica al marito, se un padre aiuta un figlio, se in una casa c’è qualcuno che si occupa di riportare la serenità, quando gireremo per il mondo avremo il piacere di incontrare persone più buone ed educate. Una prospettiva che incide in meglio proprio sulla società. Questa non vuole essere una polemica, ma solo un ringraziamento a chi questo lavoro lo fa ogni giorno con il sorriso. La rivincita delle casalinghe sta proprio in questo: sapere che anche senza un riconoscimento, stanno svolgendo un lavoro esemplare.

E ora che siamo tutti a casa osserviamole, osserviamoli, e ricordiamoci dell’importanza del loro ruolo, e magari perché no, durante questa quarantena possiamo regalargli un qualche giorno di “vacanza”.