Di questi spettacolari traguardi raggiunti è senza dubbio testimone, e al tempo stesso protagonista, Filippo Piffaretti, nato a Lucerna e cresciuto a Lugano, trasferitosi poi a Losanna dove ha ottenuto una laurea in ingegneria microtecnica presso il Politecnico Federale. Da sempre appassionato dal connubio tra medicina e tecnologia, Filippo ha conseguito il dottorato di ricerca in interazione laser-tissue applicata a progetti clinico-translazionali in oftalmologia e dermatologia. Dopo aver lavorato per diverse aziende a Losanna e Lugano, nel 2012 ha iniziato la sua avventura con Oculox Technologies.
«Tutto è partito da un’iniziativa lanciata alla fine degli anni ’90 dal Dr. Peter Stegmaier e dall’oftalmologo Prof. Jörg Draeger, i quali identificarono un’importante lacuna clinica nella gestione del glaucoma. Per limiti tecnologici questa prima iniziativa non riuscì a decollare. Ma nel 2011 – grazie alle nuove capacità in miniaturizzazione ed elettronica integrata – Peter Stegmaier, Paolo Orsatti e Lorenzo Leoni fondarono la Oculox Technology con l’obiettivo di ultimare il primo sviluppo. Da subito, finito il mio dottorato in ingegneria biomedica, mi sono unito al team come co-fondatore» racconta Filippo.
Questa start up rappresenta un caso emblematico di come la collaborazione tra ricerca accademica e un partner industriale nel campo di dispositivi medici di precisione, possa portare in breve tempo al raggiungimento di traguardi importanti. Partita dal Tecnopolo Ticino, l’azienda ha finanziato le sue attività iniziali attraverso una combinazione di collaborazioni industriali e accademiche, in particolare con la SUPSI. Queste esperienze positive hanno spinto Oculox Technologies ad adottare di preferenza l’approccio di partenariato, nella convinzione che il successo si possa ottenere solo attraverso una collaborazione intensa, equilibrata e ben strutturata con partner e clienti appassionati e desiderosi di generare reciprocamente valore attraverso l’innovazione. Nella definizione delle scelte strategiche, un ruolo importante è stato assunto dall’interazione con la Fondazione Agire, soprattutto per quanto riguarda la messa a punto di aspetti legati alla governance aziendale, alla tutela della proprietà intellettuale e in ambito legale . «La nostra forma mentis – sottolinea Filippo Piffaretti – era di tipo prevalentemente tecnico, ma creare e gestire un’azienda ha richiesto una rapida acquisizione di competenze anche in campi diversi e distanti».
E prosegue: «Fin dalla sua nascita, Oculox si è focalizzata sullo sviluppo e l’integrazione di tecnologie all’avanguardia nel campo della medicina di precisione. A partire dal 2017 ci siamo concentrati sulla realizzazione di un innovativo dispositivo per il trattamento laser della degenerazione maculare senile (AMD), una malattia oculare che può portare alla cecità irreversibile e colpisce annualmente milioni di persone in tutto il mondo (circa il 6% della popolazione sopra i 55 anni). Questo sistema laser è stato sviluppato in collaborazione con cliniche oculistiche e specialisti negli Stati Uniti, con l’utilizzo e la messa a punto di tecnologie altamente sofisticate. L’efficacia e la sicurezza clinica di questo nuovo approccio terapeutico sono già state dimostrate con studi clinici e pubblicazioni scientifiche. Attualmente siamo impegnati nell’adempiere a tutte le condizioni regolatorie e ai test di validazione per rendere questo sistema accessibile, in primo luogo nel mercato e nelle cliniche statunitensi. Esso permetterà a molti pazienti di ridurre la progressione della degenerazione maculare senile e migliorare così la loro qualità di vita».
Il futuro di Oculox Technologies è orientato verso una progressiva diversificazione delle soluzioni e dei dispositivi medici prodotti, grazie anche a un team specializzato, competitivo e interdisciplinare, con un know-how di livello mondiale in scienze traslazionali, interazione laser-tessuto, telemetria, sistemi ottici, software/firmware e integrazioni di sistema.
«Il nostro percorso di “ingegneria intensiva” parte dall’idea e arriva fino alla realizzazione di un prototipo avanzato che possa già essere utilizzato per la sperimentazione clinica, prima di avere definitivamente accesso alle procedure di regolamentazione e quindi ad una produzione industriale. Tra i progetti su cui stiamo lavorando mi piace segnalare una piattaforma di telemetria passiva che permette di monitorare continuamente la pressione intraoculare, ottimizzando così la farmacologia, la conformità ai trattamenti impartiti e di conseguenza l’intervento clinico in determinate patologie dell’occhio. Il solo concetto di “misurazione continua” tramite un impiantabile rappresenta una rivoluzione rispetto ai metodi classici e ben interpreta il crescente bisogno di una medicina personalizzata, che prevede terapie adattate alla particolare risposta di ogni singolo paziente».