Mai come nel corso degli ultimi due anni parole come pandemia, vaccini, immunità, anticorpi monoclonali sono state sulla bocca degli abitanti di tutto il mondo, alle prese con un virus che ha fatto milioni di vittime e ha distrutto l’economia e la vita sociale di interi Paesi. Tra coloro che hanno messo a disposizione le migliori risorse della scienza e della tecnologia per combattere concretamente l’epidemia, c’è anche un’azienda ticinese, la Humabs BioMed, acquisita nel 2017 al 100% dal gruppo biotecnologico americano Vir Biotechnology, che proprio questa estate, in collaborazione con GSK, ha ottenuto negli Stati Uniti il via libera (Emergency Use Authorization – EUA) per una cura precoce delle persone malate, non ancora ospedalizzate, di Covid con un rischio di decorso grave. Un anticorpo monoclonale è del tutto simile a quelli prodotti dal sistema immunitario e funziona allo stesso modo (bloccando specifici “nemici” dell’organismo), ma a differenza di quest’ultimo non è presente in modo naturale nel nostro corpo.
Sono i ricercatori a scoprire e ingegnerizzare gli anticorpi monoclonali in modo tale da dirigerli verso un determinato bersaglio (in questo caso, un punto conservato della proteina Spike del Coronavirus) e annientarlo. Filippo Riva, Direttore Generale di Humabs, cofondatore di aziende biotech e high-tech con oltre 15 anni di esperienza nella gestione di imprese altamente innovative, spiega come è stato ottenuto questo importante risultato: «Abbiamo iniziato nel gennaio del 2020, lavorando con un’intensità, si potrebbe davvero dire, assoluta (24 ore al giorno, sette giorni su sette), e già alla fine di febbraio avevamo individuato l’anticorpo con le caratteristiche che stavamo ricercando. Poi il lavoro si è spostato a San Francisco, dove ha sede Vir, e lì sono state gestite le prove di laboratorio con il coronavirus, la produzione del farmaco e gli studi clinici.
È stato un autentico lavoro di squadra che ha incluso l’importante supporto del nostro partner GlaxoSmithKline. Il nostro anticorpo nella fase clinica 3 ha dimostrato un’efficacia del 79% nel ridurre il rischio di ospedalizzazione o morte nei pazienti adulti ad alto rischio, rispetto al placebo, a tal punto che il comitato indipendente di sorveglianza sullo studio clinico, ha interrotto prima del termine la sperimentazione, perché i risultati erano palesemente positivi. Non sarebbe stato etico continuare a somministrare un placebo a metà dei pazienti che partecipavano alla sperimentazione. Nel caso del nostro anticorpo, abbiamo lavorato su anticorpi presenti nel sangue di persone che erano sopravvissute nel 2003 alla SARS, la Sindrome Acuta Respiratoria grave provocata sempre da un coronavirus, molto simile a quello del Covid. Questo farmaco funziona come monoterapia (un solo anticorpo e non un cocktail), con un dosaggio abbastanza contenuto.
Humabs BioMed è un esempio concreto di iniziativa imprenditoriale privata che ha saputo cogliere l’opportunità offerta dalla ricerca di base in biomedicina. La collaborazione con l’Istituto di Ricerca in Biomedicina si fonda sul modello start up, con Humabs ‘incubata’ inizialmente come spin-off presso l’IRB, e poi capace di spiccare il volo diventando autonoma, ma mantenendo un rapporto stretto con quell’ambiente accademico che favorisce lo sviluppo e protegge l’unicità delle scoperte scientifiche. Nel concreto, Humabs ha acquisito dall’IRB la licenza sull’utilizzo di alcune sue piattaforme tecnologiche per la scoperta e selezione di anticorpi monoclonali umani a uso profilattico o terapeutico nel campo delle malattie infettive. Nel corso degli anni, Humabs ha contribuito a scoperte di portata internazionale e i suoi studi e progetti sono stato oggetto di pubblicazione sulle più prestigiose riviste scientifiche e hanno ricevuto importanti riconoscimenti e premi. L’azienda è stata la prima al mondo a sviluppare, nel 2007, anticorpi monoclonali completamente umani contro il virus Ebola, in collaborazione con l’IRB e con il National Institutes of Health (NIH) statunitensi. Uno di questi anticorpi, ora chia mato Ebanga®, è da dicembre 2020 approvato dalla FDA per la cura di Ebola. Approvazione ottenuta da Ridgeback Biotherapeutics e derivante dagli ottimi risultati ottenuti nella sperimentazione clinica nella Repubblica Democratica del Congo durante l’epidemia di Ebola del 2018-20, ove ha salvato numerose vite. Con tecniche analoghe la Humabs ha anche scoperto un anticorpo, chiamato ZKA190, che in laboratorio è risultato estremamente efficace contro il virus Zika, veicolato dalle zanzare».
«I laboratori di Humabs BioMed – prosegue Filippo Riva – hanno trovato di recente spazio nel Business Center Bellinzona progettato da Mario Botta dove occupano buona parte del quarto piano. I nostri ricercatori hanno a disposizione attrezzature all’avanguardia e di ultima generazione, i nuovi uffici e i laboratori sono pensati per ospitare, a pieno regime, quasi 50 persone. Utilizzando nuove tecnologie, stiamo prendendo di mira alcune delle malattie infettive più difficili del mondo, per le quali le soluzioni sono ancora inesistenti o inadeguate. Grazie al suo modello operativo, a metà fra ricerca e sviluppo, Humabs riesce a fungere da ‘ponte’ fra la ricerca di base e la sua applicazione in campo medico. In questo senso, l’azienda può vantare la stipulazione di diversi accordi commerciali con importanti società farmaceutiche, per lo sviluppo clinico di anticorpi per la cura di diverse malattie infettive. Le infezioni virali e batteriche rappresentano ancora oggi un grave problema per la salute dell’uomo, ponendo inoltre nuovi problemi nell’era della globalizzazione, ma la ridotta attrattività economica per l’industria farmaceutica del settore legato alla cura di malattie infettive ha comportato negli ultimi anni una significativa riduzione degli investimenti nell’ambito della ricerca e sviluppo di farmaci. Questa situazione apre grandi prospettive per aziende come Vir e Humabs, che puntano a rimanere al vertice dell’innovazione e focalizzare le attività nelle aree dove la tecnologia è più competitiva e dove maggiore è la necessità di sviluppare nuove soluzioni terapeutiche». Le biotecnologie rappresentano un comparto economico molto importante per il Ticino e per la Svizzera.
Il settore delle “life sciences” nel Canton Ticino ha vissuto nell’ultimo ventennio uno sviluppo importante. Il valore scientifico degli istituti di ricerca è riconosciuto nel mondo, mentre nella regione appare sempre più chiaro il ruolo anche economico di queste attività, non solo in termini di indotto generato dal crescente numero di ricercatori che si insediano nella Svizzera italiana, ma anche in termini di opportunità di sviluppo per l’industria farmaceutica e della salute in generale».