Realizzato 16 anni fa grazie al supporto di una donazione privata, il Cardiocentro Ticino è una realtà non-profit con sede a Lugano, città della regione svizzera di lingua italiana a Sud delle Alpi che dista circa 80 km da Milano. Con circa 400 collaboratori, è l’unico centro di cardiologia interventistica e chirurgia cardiaca della regione e dal 2012 è istituto associato del dipartimento di cardiologia dell’Ospedale universitario di Zurigo.

La direzione medica dell’ospedale è affidata alla responsabilità del Prof. Tiziano Moccetti, che ricopre anche la carica di primario del reparto di cardiologia insieme con il PD Dr Giovanni Pedrazzini. A capo della cardiochirurgia è il Prof. Stefanos Demertzis, mentre il servizio di cardioanestesia e di terapia intensiva è diretto dal Prof. Tiziano Cassina.

Sotto la guida del Dr Marco Moccetti, il servizio di cardiologia interventistica effettua procedure percutanee per interventi coronarici e valvolari (impianto transcatetere della valvola aortica -TAVI e impianto del dispositivo Mitra-Clip nei casi di grave rigurgito della valvola mitrale), così come la chiusura percutanea del forame ovale pervio e gli interventi ibridi che coinvolgono sia l’équipe di cardiologia interventistica sia quella di cardiochirurgia. La recente attivazione di una “radial lounge” ha consentito di aumentare fino al 50% il tasso di procedure di angiografia coronarica con approccio radiale.

La diagnostica per immagini, che comprende ecocardiografia 2D / 3D, cardio TAC e risonanza magnetica cardiaca, è diretta dal Dr Francesco Fulvio Faletra, mentre il Prof. Angelo Auricchio guida il servizio di elettrofisiologia cardiaca, all’avanguardia nella terapia di re-sincronizzazione cardiaca (CRT) e aggiornato sulle più recenti tecnologie e procedure, tra cui l’impianto di pacemaker “leadless” Micra e di defibrillatori sottocutanei “S-ICD” e il controllo telemetrico di stimolatori intracardiaci ICS. Insieme con l’Istituto di scienze computazionali dell’Università della Svizzera italiana (USI), il servizio di elettrofisiologia ha recentemente attivato un Centro di medicina computazionale in cardiologia, dedicato allo sviluppo di nuovi approcci computazionali per lo studio dell’elettrofisiologia cardiaca.

La Dr Elena Pasotti dirige l’unità di ricerca clinica coinvolta in numerosi studi clinici per nuovi farmaci e dispositivi cardiovascolari (tra gli altri lo studio ISCHAEMIA, COMFORTABLE AMI, BIOFLOW II e IV, EXCEL, LEADERS). L’unità è inoltre responsabile per l’inserimento dei dati dei pazienti nei registri nazionali e internazionali (ad esempio il registro MITRA Swiss, di cui Cardiocentro Ticino è il centro principale, Swiss TAVI, AMIS plus e CAPIRE GISSIOutliers).

Il Dr Daniel Sürder guida un team che lavora sulla sperimentazione clinica di terapie cellulari per le malattie cardiache. Questo gruppo ha partecipato alla studio randomizzato multicentrico di fase II Swiss-AMI sul trapianto autologo intracoronarico di cellule da midollo osseo in pazienti dopo infarto miocardico acuto. Questo studio ha arruolato 200 pazienti e confrontato il trapianto di cellule di midollo osseo in due diversi momenti dopo infarto miocardico, vale a dire a 5-7 giorni e a 3-4 settimane. Non è emersa una differenza statisticamente significativa nell’effetto della terapia sulla frazione di eiezione ventricolare sinistra al 4° e il 12° mese; tuttavia la terapia cellulare sembra essere di beneficio nel sottogruppo di pazienti che sono stati trattati con angioplastica coronarica molto presto dopo la comparsa di dolore toracico. 

Più di recente, il team ha completato il trial di fase I METHOD di iniezione percutanea intramiocardica di cellule autologhe da midollo osseo tramite catetere a guida NOGA in pazienti con insufficienza cardiaca cronica. È prevista inoltre la prossima partecipazione al trial internazionale BAMI, che valuterà l’effetto della reinfusione intracoronarica di cellule mononucleate derivate dal midollo osseo nell’infarto miocardico acuto. Infine, è in corso l’arruolamento dei pazienti per lo studio CHART 1 (Congestive Heart failure Cardiopoietic Regenerative Therapy) ed è stato avviato presso il Cardiocentro un trial di terapia cellulare per l’arteriopatia periferica. La preparazione delle cellule per gli studi clinici avviene all’interno della Lugano Cell Factory, sotto la responsabilità della Dr Lucia Turchetto.

La ricerca clinica svolta dal servizio di cardiochirurgia è finalizzata allo sviluppo di tecniche mini-invasive, mentre il servizio di anestesia e cure intensive sta portando avanti un programma di formazione sull’utilizzo di un sistema di simulazione computerizzato in bronco-fibroscopia e un’attività di ricerca sull’ ipotermia terapeutica dopo arresto cardiaco.

Creato 3 anni fa come spin-off del Cardiocentro Ticino dedicato alla ricerca, l’Istituto svizzero di medicina rigenerativa (SIRM) ospita gruppi attivi nella ricerca di base in biologia cardiaca, nelle neuroscienze e nella bioingegneria.

In particolare, il laboratorio di cardiologia molecolare e cellulare, diretto dal Prof. Giuseppe Vassalli e coordinato dal Dr. Lucio Barile, ha sviluppato un programma di ricerca sugli esosomi (vescicole di membrana extracellulare di dimensioni nanometriche). Il programma ha dimostrato che gli esosomi secreti dalle cellule progenitrici cardiache umane adulte svolgono un ruolo importante nel mediare gli effetti cardioprotettivi e rigenerativi di queste cellule attivando meccanismi paracrini; gli esosomi inoltre migliorano la funzione cardiaca in un modello animale di infarto miocardico. 

Il lavoro della Dr.ssa Cervio ha messo in luce come il mediatore molecolare degli effetti benefici degli esosomi sia nel microRNA arricchito identificato in essi. Un’altra ricerca sviluppata dal laboratorio (Dr Claudia Altomare) riguarda le cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) a partire da cardiomiociti, mentre il lavoro della Dr Giuseppina Milano si concentra sulla cardiotossicità indotta dalle antracicline e del Trastuzumab.

Nel contesto dell’affiliazione accademica del Cardiocentro Ticino con l’Università di Zurigo, due dottorandi della scuola di specializzazione in medicina molecolare dell’Università di Zurigo stanno conducendo presso il laboratorio il progetto per la loro tesi di dottorato sotto la supervisione del Dr Giovanni G. Camici.

Presso il SIRM è in corso anche la ricerca della Dr Silvana Bardelli, che sta lavorando sull’espansione in vivo e sulla  reinfusione nel cuore nei pazienti con insufficienza cardiaca di cellule cardiache c-kit + derivate da prelievi bioptici endomiocardici.

Un progetto di ricerca sviluppato in collaborazione con il Dr Yury Gurfynkel del centro di ricerca clinica delle Ferrovie Russe mira a sviluppare un cosiddetto ‘endocap device’, un dispositivo complesso e multi-parametro per il monitoraggio automatico di parametri clinici standard, funzione endoteliale, capillaroscopia periungueale e velocità dell’onda sfigmica (pulse wave velocity, PWV). Il progetto è stato finanziato dalla Commissione svizzera della tecnologia e dell’innovazione.

È infine da citare, sul fronte della ricerca, la stretta collaborazione del Cardiocentro Ticino con la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI).

Nell’ambito della formazione, il Cardiocentro Ticino si è distinto nel 2016 per l’organizzazione di due simposi internazionali dedicati alla biologia delle cellule staminali e alla medicina rigenerativa, uno dei quali – Lugano Stem Cell Meeting – è giunto alla quinta edizione e si tiene in concomitanza con il congresso internazionale biennale Meet the Experts (MTE) dedicato alla cardiologia interventistica e organizzato sempre dal Cardiocentro.

Tra i successi più recenti del Cardiocentro è certamente la designazione quale centro di formazione in cardiologia nel contesto della nuova facoltà di Medicina dell’Università della Svizzera italiana (USI).

Infine, il Cardiocentro Ticino ha promosso un ambizioso programma di salute pubblica finalizzato alla rianimazione cardio-polmonare in situazioni di arresto cardiaco. Il programma comprende sia la distribuzione mirata e capillare di defibrillatori automatici sul territorio, sia una campagna di formazione di numerosi operatori di primo intervento. Grazie al programma, avviato nel 2005 in collaborazione con le istituzioni, con la Fondazione Ticino Cuore e con la Federazione Ticinese Servizi Autoambulanze, il tasso di sopravvivenza dei pazienti con arresto cardiaco extraospedaliero è arrivato oltre il 50%, un risultato che pone il territorio ticinese ai primi posti del mondo.

In conclusione, il Cardiocentro Ticino si segnala come centro cardiologico giovane ma con grandi ambizioni nel campo della cardiologia clinica e della chirurgia cardiaca, così come nella ricerca di base e traslazionale. I suoi collaboratori credono fortemente che l’eccellenza clinica possa essere raggiunta solo con una migliore comprensione dei meccanismi molecolari e cellulari della fisiologia e della fisiopatologia cardiaca, insieme con un forte e costante impegno ad esplorare nuove vie per il trattamento delle malattie cardiache.