Nel cuore della Valle d’Itria, A++ Group ha sviluppato Mo’ un nuovo concetto di Luxury Experience, trasformando due complessi di trulli storici in un progetto di ospitalità contemporanea. Il concept nasce dalla capacità del Gruppo di valorizzare patrimoni immobiliari d’eccellenza, integrando architettura, interior design, costruzione e hospitality management, e dal confronto tra memoria, architettura bioclimatica e nuovi modelli dell’abitare
Da sinistra: Paolo e Carlo Colombo,
A++ Group

Come nasce, all’interno della visione di A++ Group, il progetto Mo’?

«Mo’ nasce all’interno di un percorso di ricerca sviluppato da A++ Group e, innanzitutto, dall’ascolto del luogo. La Valle d’Itria possiede un’identità architettonica e paesaggistica molto forte, che non consente interventi indifferenti o puramente decorativi. Il nostro obiettivo era recuperare due nuclei storici senza trasformarli in una rappresentazione nostalgica della Puglia. Abbiamo lavorato sulla possibilità di conservare la memoria dei trulli, rendendoli però compatibili con una concezione contemporanea dell’abitare e dell’ospitalità».

Qual è stato, dunque, il principio che ha orientato l’intervento?

«La ricerca di un equilibrio tra ciò che era necessario preservare e ciò che poteva essere reinterpretato. Il progetto non tenta di imitare il passato, ma ne riconosce il valore costruttivo e culturale. Abbiamo mantenuto la matericità, le proporzioni e il rapporto con il terreno, introducendo nuovi spazi e nuovi servizi attraverso un linguaggio essenziale. L’architettura contemporanea, in questo caso, non deve imporsi sull’esistente, ma renderne più leggibili le qualità».

Il trullo è una struttura fortemente caratterizzata. In che modo può rispondere alle esigenze dell’ospitalità di alto livello?

«Il trullo è una costruzione molto più sofisticata di quanto possa apparire. Possiede qualità bioclimatiche naturali, legate allo spessore delle murature, all’inerzia termica e alla ventilazione. Il nostro lavoro è consistito nel valorizzare queste caratteristiche, integrandole con le esigenze contemporanee di comfort senza alterarne la natura. Il livello dell’ospitalità non è determinato dalla quantità di elementi aggiunti, ma dalla qualità dello spazio, dalla precisione dei dettagli e dalla capacità dell’architettura di generare benessere».

Nel cuore della Valle d’Itria, A++ Group ha sviluppato Mo’ un nuovo concetto di Luxury Experience, trasformando due complessi di trulli storici in un progetto di ospitalità contemporanea. Il concept nasce dalla capacità del Gruppo di valorizzare patrimoni immobiliari d’eccellenza, integrando architettura, interior design, costruzione e hospitality management, e dal confronto tra memoria, architettura bioclimatica e nuovi modelli dell’abitareIl progetto adotta un approccio bioclimatico rigoroso. Come si traduce concretamente nel progetto?

«Si traduce nel ridurre il più possibile la dipendenza da sistemi artificiali, utilizzando in modo consapevole orientamento, ombreggiamento, ventilazione naturale e comportamento termico dei materiali. Il clima mediterraneo non deve essere contrastato, ma compreso. L’architettura tradizionale pugliese offre già molte risposte efficaci: il progetto contemporaneo deve saperle riconoscere, aggiornandole quando necessario senza sostituirle indiscriminatamente con la tecnologia. È una sostenibilità concreta, non dichiarativa, che riduce l’impatto ambientale e pone l’uomo e il suo benessere al centro del progetto».

Un ruolo centrale sembra essere affidato alla luce…

«La luce è uno dei materiali fondamentali dell’architettura. Nei trulli entra in modo controllato, incontra superfici irregolari, pietra e calce, modificando la percezione degli ambienti durante la giornata. Non volevamo una luce uniforme, ma una luce capace di costruire profondità, pause e sequenze. Anche gli spazi esterni sono stati progettati secondo questa logica, attraverso zone d’ombra, aperture sul paesaggio e passaggi graduali tra interno ed esterno».

Nel cuore della Valle d’Itria, A++ Group ha sviluppato Mo’ un nuovo concetto di Luxury Experience, trasformando due complessi di trulli storici in un progetto di ospitalità contemporanea. Il concept nasce dalla capacità del Gruppo di valorizzare patrimoni immobiliari d’eccellenza, integrando architettura, interior design, costruzione e hospitality management, e dal confronto tra memoria, architettura bioclimatica e nuovi modelli dell’abitareQuale criterio ha guidato la scelta dei materiali?

«Abbiamo privilegiato materiali naturali e coerenti con il contesto, evitando soluzioni che potessero apparire estranee al luogo. La pietra di Trani, le superfici calcaree, il legno e le finiture materiche contribuiscono a definire un linguaggio sobrio. Non ci interessava una ricostruzione folcloristica, ma una continuità percettiva con il paesaggio. Il materiale deve invecchiare bene, reagire alla luce e mantenere nel tempo una propria autenticità. La longevità del progetto nasce proprio da questa capacità di durare, sottraendosi alle tendenze e costruendo una bellezza senza tempo».

Le due residenze possono ospitare complessivamente fino a 25 persone. Come siete riusciti a conciliare elevati livelli di comfort e una forte dimensione di privacy?

«La proprietà si estende all’interno di un parco privato di 6 ettari, un contesto naturale esclusivo pensato per offrire massimo comfort e riservatezza. Il Trullo delle Dame e il Trullo dei Pumi possono essere vissuti come un’unica dimora privata oppure come due residenze indipendenti, senza alcun compromesso sull’esclusività e garantendo in ogni caso assoluta privacy.

Nel cuore della Valle d’Itria, A++ Group ha sviluppato Mo’ un nuovo concetto di Luxury Experience, trasformando due complessi di trulli storici in un progetto di ospitalità contemporanea. Il concept nasce dalla capacità del Gruppo di valorizzare patrimoni immobiliari d’eccellenza, integrando architettura, interior design, costruzione e hospitality management, e dal confronto tra memoria, architettura bioclimatica e nuovi modelli dell’abitareOgni trullo dispone infatti di propri spazi esterni riservati: piscina privata riscaldata, area gym, living e cucina en plein air, ambienti dedicati alla vita all’aperto perfettamente integrati nel paesaggio e pensati per assicurare, in ogni momento, la piena riservatezza reciproca.

Quando l’intera proprietà viene riservata in esclusiva, gli ospiti possono vivere il parco nella sua totalità: una golf car privata consente di muoversi liberamente tra le due residenze, trasformando l’intera tenuta in un’estensione naturale delle ville».

Quale idea di lusso esprime dunque Mo’?

«Un lusso non esibito, legato alla possibilità di disporre del proprio tempo e del proprio spazio. Oggi il vero privilegio è poter abitare un luogo senza interferenze, stabilendo con esso una relazione autentica. Il comfort rimane naturalmente essenziale, ma non deve trasformarsi in ostentazione. È la qualità complessiva dell’esperienza a definire il lusso: il silenzio, la luce, la privacy, il paesaggio, il servizio e la cura con cui ogni elemento è stato pensato».

Nel cuore della Valle d’Itria, A++ Group ha sviluppato Mo’ un nuovo concetto di Luxury Experience, trasformando due complessi di trulli storici in un progetto di ospitalità contemporanea. Il concept nasce dalla capacità del Gruppo di valorizzare patrimoni immobiliari d’eccellenza, integrando architettura, interior design, costruzione e hospitality management, e dal confronto tra memoria, architettura bioclimatica e nuovi modelli dell’abitareIl progetto comprende anche Mo’ Agricola, la componente legata alla cucina e alla produzione agricola. Che valore assume all’interno dell’esperienza?

« Mo’ Agricola non è un elemento accessorio, ma parte integrante del rapporto tra ospitalità e territorio. Attraverso la produzione di olio e la coltivazione di ortaggi tipici e stagionali, crea un legame concreto con la terra e con i suoi ritmi. I prodotti entrano nella cucina e nell’esperienza quotidiana degli ospiti, valorizzando la stagionalità, la provenienza degli ingredienti e i sapori del luogo. Anche questo contribuisce a rendere il soggiorno più autentico e profondamente radicato nel paesaggio culturale della Valle d’Itria».

Mo’ è entrato a far parte della collezione Mandarin Oriental Exceptional Homes. Che cosa rappresenta questo riconoscimento?

«Rappresenta la conferma della validità di un progetto che unisce identità architettonica e qualità dell’ospitalità. L’appartenenza a una collezione internazionale di questo livello richiede standard molto elevati, ma soprattutto una precisa coerenza tra spazio, servizio ed esperienza. È significativo che una realtà profondamente legata alla Valle d’Itria possa inserirsi in un contesto internazionale senza perdere la propria specificità».

Nel cuore della Valle d’Itria, A++ Group ha sviluppato Mo’ un nuovo concetto di Luxury Experience, trasformando due complessi di trulli storici in un progetto di ospitalità contemporanea. Il concept nasce dalla capacità del Gruppo di valorizzare patrimoni immobiliari d’eccellenza, integrando architettura, interior design, costruzione e hospitality management, e dal confronto tra memoria, architettura bioclimatica e nuovi modelli dell’abitareMo’ può essere considerato un modello replicabile?

«Sì, ma attraverso una visione, non una formula. Mo’ nasce all’interno del sistema integrato di A++ Group per valorizzare patrimoni immobiliari d’eccellenza, unendo architettura, interior design, costruzione e hospitality management.

La Valle d’Itria rappresenta la prima espressione di un concept destinato a svilupparsi in luoghi differenti, mantenendo una stessa idea di ospitalità e di lusso discreto. Questo percorso è già in evoluzione, con nuovi progetti che prenderanno presto forma in Toscana, nel vicino lago di Como, in altre località della penisola, in lugohi magici della svizzera e perché no in location internazionali di fascino.

Non replichiamo un’architettura o un linguaggio estetico, ma un insieme di valori: autenticità, privacy, servizio impeccabile e un profondo legame con il luogo. Ogni proprietà interpreta il proprio territorio con carattere e sensibilità, mantenendo lo stesso livello di eccellenza e offrendo un’esperienza immediatamente riconoscibile».