Nadia Fontana Lupi, fotografata da Yuri CataniaIl Parco archeologico di Tremona compie dieci anni. Qual è il significato di questo anniversario?

«È un traguardo importante perché conferma la validità di un progetto nato dalla collaborazione tra istituzioni, archeologi, operatori turistici e numerosi volontari. In questi dieci anni il Parco è riuscito a trasformare le testimonianze di un antico insediamento in un’esperienza accessibile al grande pubblico. Tremona non è soltanto un luogo nel quale osservare mura e reperti: è uno spazio che permette di comprendere come si viveva in un villaggio medievale, entrando idealmente nelle case, nella bottega del fabbro e negli ambienti della vita quotidiana. È il primo Parco archeologico del Cantone Ticino e continua a rappresentare una proposta unica nel panorama regionale».

La realtà aumentata accompagna il Parco fin dalla sua apertura. Che cosa cambia con i nuovi occhiali?

«La città di Mendrisio ha deciso di introdurre gli EPSON BT-40, dispositivi più moderni, intuitivi e performanti, che consentono una visione più fluida e coinvolgente. La realtà aumentata ha una funzione molto precisa: rendere visibile ciò che il tempo ha cancellato. Davanti alle vestigia del villaggio, il visitatore può vedere ricomparire edifici, persone, attività e scene della vita medievale. Non si tratta quindi di sovrapporre la tecnologia alla storia, ma di utilizzarla come strumento di mediazione tra ciò che è ancora presente e ciò che può essere ricostruito grazie agli studi archeologici. Il percorso comprende dieci tappe e l’esperienza completa dura indicativamente tra i cento e i centoventi minuti».

La novità più significativa è il percorso KIDS. Come è stato concepito?

«È stato pensato specificamente per bambini e ragazzi dagli 8 ai 16 anni, che non potevano essere coinvolti semplicemente adattando o abbreviando il racconto destinato agli adulti. L’archeologa e mediatrice culturale Ilaria Verga ha elaborato contenuti con un linguaggio diretto, comprensibile e capace di stimolare la curiosità. Ad accompagnare i giovani visitatori è la voce narrante di Zanes, un personaggio che li conduce alla scoperta delle abitazioni, dei mestieri, dell’alimentazione e delle abitudini degli abitanti del villaggio. L’intento è far percepire la storia non come una successione di date, ma come il racconto della vita di persone realmente vissute in questo luogo».

A dieci anni dalla nascita, il Parco archeologico di Tremona rinnova l’esperienza di visita con nuovi occhiali di realtà aumentata e un percorso in quattro lingue dedicato ai ragazzi. Nadia Fontana-Lupi, direttrice dell’Organizzazione turistica regionale Mendrisiotto e Basso Ceresio, racconta un progetto capace di unire storia, tecnologia e divulgazioneIl percorso è disponibile in quattro lingue. Quanto conta l’accessibilità per una destinazione come Tremona?

«È fondamentale. Il progetto della ricostruzione del villaggio in 3D e quindi anche degli occhiali, ha lo scopo di attirare anche i turisti. Offrire i contenuti in italiano, francese, tedesco e inglese significa permettere anche alle famiglie e ai giovani ospiti stranieri di vivere pienamente l’esperienza. La tecnologia può contribuire ad abbattere non soltanto le distanze temporali, riportandoci nel Medioevo, ma anche quelle linguistiche. Il sostegno dell’Ente Regionale per lo Sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio alla città di Mendrisio è stato determinante per realizzare questa nuova proposta dedicata ai ragazzi».

Che ruolo può avere il Parco nella valorizzazione turistica del Monte San Giorgio e dell’intera regione?

«Il Parco si inserisce in un territorio straordinariamente ricco, nel quale è possibile compiere un viaggio attraverso epoche molto diverse: dalla storia antichissima testimoniata dai fossili del Monte San Giorgio alla vita medievale di Tremona. Il nostro obiettivo è mettere in relazione natura, cultura, ricerca scientifica e proposte esperienziali, invitando il visitatore a fermarsi e a scoprire l’intera regione.

A dieci anni dalla nascita, il Parco archeologico di Tremona rinnova l’esperienza di visita con nuovi occhiali di realtà aumentata e un percorso in quattro lingue dedicato ai ragazzi. Nadia Fontana-Lupi, direttrice dell’Organizzazione turistica regionale Mendrisiotto e Basso Ceresio, racconta un progetto capace di unire storia, tecnologia e divulgazione

Tremona dimostra inoltre come un patrimonio archeologico possa essere raccontato con strumenti contemporanei senza perderne l’autenticità. Dietro ciò che oggi il pubblico può visitare vi sono decenni di scavi e di ricerche condotti dall’Associazione Ricerche Archeologiche del Mendrisiotto e dai suoi volontari, ai quali va riconosciuto un merito fondamentale: avere restituito alla collettività un villaggio che il bosco aveva nascosto per secoli».

Informazioni per la visita

L’Infopoint di Tremona, situato nella ex casa comunale in via al Castello 10, resterà aperto fino al 30 novembre 2026, dal giovedì alla domenica e nei giorni festivi. Le visite per gruppi possono essere organizzate anche dal lunedì al mercoledì, mentre le visite guidate, disponibili durante tutto l’anno nelle tre lingue nazionali e in inglese, possono essere prenotate attraverso il Museo dei fossili del Monte San Giorgio.