Gabriela Cotti MusioGabriela Cotti Musio, che cos’è il coaching mentale?

«Il coaching mentale è un percorso strutturato che aiuta atleti e professionisti a sviluppare concentrazione, resilienza e gestione della pressione. Si tratta di lavorare insieme ad atlete e atleti sull’atteggiamento e sulle abitudini mentali, come pure sulle emozioni, affinché la persona possa esprimere il proprio potenziale in modo costante, soprattutto nei momenti decisivi. Inoltre, il percorso di coaching aiuta ad accettare e a imparare dalle sconfitte per crescere ulteriormente. Il mio approccio si basa sull’autonomia: creo uno spazio di supporto e riflessione in cui le persone possono trovare dentro di sé le risposte e gli strumenti per affrontare sfide, stress, difficoltà e cambiamenti».

Com’è nata l’idea di intraprendere questa professione, quali le motivazioni?

«Dopo molti anni nel mondo della comunicazione bancaria, ho sentito il bisogno di riallineare competenze e valori personali. Lo sport mi ha sempre accompagnata e mi ha mostrato come la dimensione mentale sia altrettanto determinante quanto la tecnica. Inoltre, in questi ultimi anni ho sviluppato una grande curiosità per le neuroscienze e i progressi compiuti nella comprensione del funzionamento del nostro cervello. Da qui la decisione di formarmi a Zurigo come Coach mentale per sportivi e di lanciare la mia attività».

La comunicazione aziendale nel settore finanziario e il coaching mentale in ambito sportivo appaiono come due attività molto diverse. Quali sono gli elementi comuni?

«In apparenza sono ambiti lontani, in realtà condividono molti elementi. In entrambi i casi si lavora sotto pressione, con obiettivi ambiziosi, tempi ristretti e aspettative importanti. La capacità di comunicare in modo chiaro, gestire le emozioni, prendere decisioni e mantenere la fiducia anche quando le cose non vanno come si vorrebbe è centrale sia nello sport sia nel mondo aziendale. L’esperienza nel settore finanziario mi ha fornito struttura, metodo e sensibilità relazionale, competenze oggi fondamentali nel coaching mentale che offro a chi mira a risultati sportivi e anche a chi vuole crescere in azienda».

Guardando al futuro, concorda sull’idea che i rapporti personali prevarranno su quelli digitali?

«In un’era caratterizzata dalla rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale, ritengo che proprio le relazioni autentiche acquisteranno ancora più valore. Le persone cercano fiducia, ascolto e presenza reale. Anche nel coaching, come nella comunicazione, la qualità della relazione è ciò che fa la differenza. Vedo quindi un’evoluzione: tecnologia al servizio delle persone per garantire maggiore efficienza da un lato, umanità e relazione dall’altro. È in questo equilibrio che si costruiscono risultati duraturi».